Wimbledon 2009

Ciclone Venus
Chi può fermarla?

Impressionante prova di forza della Venera Nera che vince la battaglia delle sorelle. Soli 3 giochi (6-1 6-2) alla Radwanska. Salgono a 32 i set vinti consecutivamente a Wimbledon. Giorgio Spalluto
 

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“E’ sempre dura giocare contro le Willams se sono in palla. Capiremo subito all’inizio che tipo di giornata sarà” queste le profetiche parole della Radwanska al termine del suo match vittorioso di ieri con la Oudin.

I 6 punti di fila iniziali per Venere, inauguravano la mattanza ai danni della sorella di Urszula, in difficoltà ogni qual volta la campionessa uscente assestava il suo letale rovescio lungo linea in avanzamento. La polacca era brava a cercare di tamponare l’emorragia iniziale annullando 3 palle break nel secondo gioco, prima di cedere comunque la battuta. Il piano tattico della polacca era di variare quanto più possibile il gioco, un po’ quello che aveva cercato di fare la Mauresmo con la Safina e la Dulko con la Sharapova. Il problema per Agnieszka è che di fronte non aveva né Safina né Mauresmo ma una Venera Nera in versione deluxe. Impressionante la prestazione al servizio della Williams che si aggiudicava i primi 10 punti giocati sulla propria battuta, prima che un nastro fortunato della polacca ponesse fine, per un attimo, alla striscia vincente. Saranno 16 su 18 i punti conquistati sul proprio servizio, di cui 4 ace, al termine di un primo set dominato col punteggio di 6-1, in soli 27 minuti.

Solo una leggera distrazione all’inizio del secondo set, consentiva alla numero 14 del mondo (ma già numero 9 nell’agosto 2008) di passare per la prima volta a condurre, tenendo a 15 il servizio d’apertura e strappando a zero quello della sua avversaria. La reazione di Venus era veemente, a tratti intimidatoria soprattutto in occasione alcune voleè al corpo ai danni della malcapitata polacca che, dopo l’illusorio vantaggio iniziale (2-0), subiva 6 giochi consecutivi che regalavano a Venus il 19° successo consecutivo qui a Wimbledon.

La striscia di set vinti di fila sale a 32. L’ultima a strapparle un parziale fu la giapponese Morigami in un match di terzo turno del 2007, in cui l’americana recuperò uno svantaggio di 5-3 nel terzo set. Si tratta della striscia più lunga dai tempi di Martina Navratilova che si aggiudicò ben 40 set di fila tra la finale del 1982 e quella del 1985. Da segnalare come con 63 vittorie e 7 sconfitte (90%) qui a Church Road, l'americana supera la percentuale di vittorie della Navratilova (89,6%), e si lancia all'attacco di Steffi Graf (90,4%)


Sono 19 i giochi ceduti dalla Williams nelle 5 partite disputate quest’anno. Nel 2001, l’edizione vinta in maniera più netta dalla Williams in termini di games, furono 39 i giochi ceduti nell’arco dei 7 match.
Questi numeri spiegano più di ogni altra considerazione la supremazia ostentata in questo torneo da Venus, che a fine match spiega di essere “Right where I want to be”. All’orizzonte si fatica a scorgere chi possa scalfire la perfezione assoluta del suo gioco odierno. Forse la sorella, non certamente la Safina vista all'opera in queste 2 settimane, in difficoltà anche quest'oggi contro la Lisicki (2-1 per Venus il bilancio dei precedenti con la russa che si aggiudicato l'ultimo precedente a Roma in semifinale al termine di un'autentica maratona). La quarta finale londinese, tutta griffata Williams, è sempre più vicina.
 

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