Si conclude ai quarti l'avventura della diciannovenne che prima di Wimbledon non aveva mai vinto un match sull'erba: la tedesca illude per un set, ma poi subisce la rimonta della russa che si impone 6-7 6-4 6-1. da Wimbledon, Alberto Giorni
Finisce ai quarti di finale l’avventura di Sabine Lisicki a Wimbledon. La diciannovenne tedesca, rivelazione dei Championships, illude per un set contro la numero uno del mondo Dinara Safina, ma alla lunga a prevalere è la russa: 6-7 6-4 6-1 il punteggio finale. L’esperienza della Safina ha fatto la differenza in un match equilibrato nei primi due set, ma la Lisicki può essere ugualmente soddisfatta. Nel torneo più prestigioso del mondo ha lasciato intravedere un talento cristallino e il futuro è dalla sua parte.
La Safina fatica a entrare in partita: esordisce con un doppio fallo e commette diversi errori gratuiti. Ne approfitta la Lisicki, più rapida a scattare dai blocchi di partenza, che strappa il servizio alla russa sull’1-1. E’ impressionante la personalità della diciannovenne; prima di Wimbledon non aveva mai vinto una partita sull’erba e, catapultata sul Centrale per la prima volta, si muove con grande disinvoltura. Annullate due delicate palle break sul 2-1, la Lisicki tiene i successivi turni di servizio con grande autorità. I tedeschi la considerano la nuova Graf e nei movimenti in campo Sabine ricorda un po’ la grande Steffi, in particolare nel potente servizio con lancio di palla molto alto (i suoi ace alla fine saranno 12) e nel colpo migliore, il diritto. Sul 5-4, però, l’incantesimo sembra rompersi. Al momento di servire per il set, alla Lisicki viene un po’ di “braccino” e la Safina non si fa sfuggire l’occasione per riequilibrare il punteggio. Si va così al tiebreak, che si rivela un’altalena di emozioni. La tedesca si porta avanti 4-1, poi commette un doppio fallo, che però non la frena: continua a macinare il proprio gioco e vola 6-3 con due servizi a disposizione. Mancato il primo set point, nel secondo, a campo aperto, sbaglia un calcio di rigore senza portiere e la sensazione è che la Safina possa ribaltare la situazione. Invece la russa, sotto 6-5, fa autogol con uno sciagurato doppio fallo e cede così il primo set, durato cinquantotto minuti.
Nel secondo set la Safina è maggiormente aggressiva e sul 3-3 ottiene il break decisivo. Il ritmo della Lisicki cala un po’ di intensità ed è la russa ad uscire vincitrice dagli scambi prolungati. Sul 5-4 e servizio, tuttavia, la russa ha un momento di difficoltà e deve annullare una pericolosa palla break: è un game complicato, in cui la Safina si innervosisce perché su un setpoint il suo servizio sulla riga viene chiamato out. L’occhio di falco le dà ragione e dopo la ripetizione del punto Dinara può finalmente esultare per il 6-4. Sulle ali dell’entusiasmo, la russa conquista un break in apertura di terzo set, ma la Lisicki non si arrende. La tedesca continua a lottare con grinta e la fortuna aiuta gli audaci. Un nastro le permette di ottenere il controbreak, ma da quel momento in poi in campo c’è solo la Safina, che si porta in un lampo sul 4-1. La Lisicki chiede l’intervento della fisioterapista per farsi massaggiare il polpaccio destro. Alla ripresa, Dinara prova a complicarsi la vita con tre doppi falli di fila (ne commetterà in tutto 15), ma il match dura ancora pochi minuti, per il 6-1 finale della russa.
“Sono triste per la sconfitta – ha spiegato la Lisicki –. Lei è la numero uno del mondo, ha giocato finali di tornei dello Slam e la ammiro molto. Ma non dimenticherò mai questo torneo. Nessuno si aspettava che arrivassi ai quarti di finale, neanch’io, ma l’esperienza che ho accumulato mi servirà tantissimo per il futuro. Penso di aver imparato a giocare sull’erba: ora non ho più paura di questa superficie”.
“Non è stato un match facile – ha detto la Safina –, all’inizio ho avuto parecchie difficoltà, poi sono riuscita a imporre il mio gioco. Devo lavorare ancora sul servizio: oggi ho commesso quindici doppi falli, non so neanch’io il motivo. Ora con Venus Williams sarà un match alla pari”.
Alberto Giorni
1 Luglio 1977
Virginia Wade vince il titolo a Wimbledon nell’anno del centenario dei Champioships battendo l’ olandese Betty Stove 4-6 6-3 6-1 in finale.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
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