Finisce l'avventura degli azzurri junior a Wimbledon. Gaio sconfitto in 3 set dal bielorusso Vasilevski. Trevisan cede rapidamente all'ungherese Susanyi. Il tutto sotto un sole mediterraneo (30°). da Wimbledon, Enrico Riva
Sotto un sole tropicale, che ha creato non poche difficoltà ai giocatori e agli spettatori, si giocavano oggi gli incontri di secondo turno dei tabelloni juniores. Scendevano in campo i nostri due giocatori di punta, Federico Gaio e Martina Trevisan, rispettivamente contro il bielorusso Vasilevski e la ungherese Susanyi. Giusto per fugare i dubbi hanno perso entrambi: vediamo come.
Federico è sceso in campo intorno a mezzogiorno locale sul campo 12. Il suo avversario era un biondino neo 18enne, dal rovescio bimane e da un discreto servizio caratterizzato da un movimento piuttosto rapido e difficilmente decifrabile.
Gaio parte male e cede immediatamente la battuta. Gli sarà fatale per l’andamento del primo set che si concluderà 63 per Vasilevski in 21 minuti. Il parziale fila rapido in parte per l’efficace servizio del bielorusso, in parte per la sciagurata tattica di risposta adottata da Federico che staziona stabilmente un metro e mezzo dietro la linea di fondo, finendo inevitabilmente per essere in difficoltà nelle traiettorie esterne di battuta.
Nel secondo set Gaio è nuovamente in difficoltà sul 3 pari ma salva abilmente quattro palle break. Il suo avversario, incautamente sprovvisto dal cappellino e, a giudicare dalla carnagione chiarissima e dai capelli oro, non avvezzo a queste temperature, rischia seriamente di compromettere la partita nel game successivo, ceduto praticamente senza lottare, a causa di un’insolazione. Il gioco rimane fermo a lungo con trainer e medico che rianimano Vasilevski, riportando la sua colorazione paonazza a tonalità più rassicuranti. Federico non si fa distrarre e chiude con carattere il parziale 63.
Nel terzo il bielorusso, parecchio nervoso durante tutto il match, si rivela più accorto di Gaio. Avendo capito che non è possibile continuare sul piano muscolare, Vasilevski gioca ad accorciare il match a tutti i costi venendo a rete su prima e seconda, Federico ci casca e invece di allungare la partita cercando di scambiare il più possibile si presta a scambi di due o tre colpi. Il risultato è che le occasioni le ha solo il biondino che, fallite 3 palle break sul 32, riesce alla fine a chiudere sul 75 al secondo match point.
Uscendo dal campo Federico non ha voglia di parlare, ha capito di aver buttato via una grande occasione.
Alle 14 scendeva in campo Martina Trevisan sul campo numero 6, uno dei più caotici, tra il ristoro “La Pergola” e uno degli ingressi principali. Matteo Catarsi è in tribunetta ad assistere al riscaldamento ma la temperatura è decisamente insopportabile e dopo poco si rifugia sotto un ombrello a chiacchierare con Renzo Furlan.
Martina è deliziosa nel suo vestitino bianco a righe arancioni, gli spettatori che gironzolano attorno al campo sono naturalmente portati a tifare per lei. La sua avversaria è la spilungona (oddio, in confronto a Trevisan ben poche non lo sono) ungherese Susanyi, classe 1992, servizio incisivo e discreto gioco da fondo.
Il primo set sembra la fotocopia del match di primo turno. Martina impiega un game e mezzo per prendere le misure dell’ungherese, salva un paio di palle break e immediatamente toglie il servizio all’avversaria. Sul 31 Trevisan ha addirittura la possibilità di prendersi un secondo break di vantaggio ma oggi il dritto non è incisivo come sabato e Susanyi cerca di essere aggressiva appena può.
Dopo aver annullato 5 palle break Martina si porta sul 42. Da lì il buio. In giornata nera con il servizio (7 doppi falli solo nel primo set), sfiduciata con i colpi da fondo, la quindicenne fiorentina entra in baratro da cui non riesce ad uscire e finisce per perdere 64 il set.
Spesso con gli occhi Trevisan cerca il suo box per capire cosa fare ma ormai è chiaro che non è giornata. Nel secondo parziale tiene un gioco all’inizio ma poi tira i remi in barca e concede un facile 61 a Susanyi. La piccola ha un gran talento e un buon potenziale. È ancora molto insicura e si scoraggia facilmente. Speriamo che maturando le cose cambino.
Enrico Riva
1 Luglio 1977
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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
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