L'illusione è durata poco, malgrado i confronti diretti facessero ben sperare. Un torneo complessivamente positivo ci ha comunque dimostrato perchè non abbiamo mai avuto una giocatrice tra le prime dieci. Rino Tommasi
Credo sia onesto confessare, almeno per quanto mi riguarda, che mi ero illuso che ci potesse essere partita e magari qualcosa di più tra Elena Dementieva e Francesca Schiavone.
Vista l’incontro ed archiviato un pesante periodico basso dovrei quasi vergognarmi di avere sperato in un risultato diverso tanto chiaro è stato il responso del campo.
La superiorità della giocatrice russa è apparsa chiara al punto che non riesco ad aggrapparmi alle due situazioni di 0-40 che Francesca non è riuscita a sfruttare nel terzo e nel quinto gioco del primo set. per ipotizzare uno scenario diverso.
Non sono bastati nove doppi falli (una sindrome dalla quale pensavo che la Dementieva fosse guarita) per rendere equilibrata una partita che è stata letteralmente dominata dalla vincitrice.
Per deformazione professionale e da cultore delle statistiche ho sempre dato grande importanza ai confronti diretti. Il tennis è speso un confronto di caratteristiche e molte volte ho scoperto verità importanti nello studio dei precedenti.
Ora però sono qui a chiedermi come abbia fatto la Schiavone a battere per quattro volte su otto incontri una giocatrice che mi è apparsa ieri - ma che probabilmente è - molto più forte di lei.
Velocità e profondità dei colpi hanno fatto la differenza. Su certi ritmi la Schiavone era costretta a cedere ed a sbagliare per prima senza riuscire a sporcare il gioco e ad introdurvi quelle varianti che potessero togliere regolarità e sicurezza alla Dementieva.
In altre parole se la Dementieva gioca bene non mi pare che la Schiavone (come del resto qualsiasi altra giocatrice italiana) abbia contro di lei concrete possibilità di vittoria e poiché ieri la russa ha giocato particolarmente bene il risultato va accettato con molta serenità.
In un certo senso questo torneo, complessivamente positivo per le nostre giocatrici, ci ha dimostrato perchè non ne abbiamo mai avuto una tra le prime dieci. Un traguardo che qualcuna delle nostre ragazze potrebbe anche raggiungere senza che cambi la sostanza. Tra il numero 8 ed il numero 12 non c’è grande differenza, il problema è che molto difficilmente riusciremo ad avere una tennista c competitiva ai massimi livelli. Magari la Pellegrini e la Vezzali avessero scelto il tennis !
Com’era facilmente prevedibile le sorelle Williams non hanno avuto problemi nel qualificarsi per le semifinali. Venus è stata semplicemente irresistibile nel primo set contro la polacca Radwanska. Si è presa un paio di games di vacanza all’inizio del secondo set poi è volata al traguardo senza bisogno di voltarsi indietro.
Serena ha trovato un pallida resistenza nella bielorussa Azarenka ed è dovuta rimanere in campo dieci minuti più della sorella.
L’unico quarto di finale che ha richiesto il terzo set è stato quello che Dinara Safina ha vinto
contro la tedesca Lisicki, autentica rivelazione del torneo. Il primo posto in classifica della Safina fa molto discutere perché non ha ancora vinto un torneo dello Slam, ma è certo che sta dimostrando migliori qualità agonistiche del suo più talentuoso fratello.
Oggi sono in programma i quarti di finale del singolare maschile. Secondo le indicazioni del computer dovremmo avere in semifinale Roddick e Murray, Federer e Djokovic. Non essendoci Nadal, se il numero uno viene sostituito dal numero 6, che tra l’altro ha un record di primissimo ordine (due finali) in questo torneo, tutto sarebbe perfettamente regolare.
Ebbene quali possibilità ci sono che questa ipotesi possa subire delle variazioni ?
Il servizio di Karlovic fa paura a tutti, quindi anche a Federer che pure ha incontrato il croato nove volte perdendoci in una sola occasione. Karlovic ha concesso solo quattro palle break in questo torneo, nessuna negli ultimi tre turni e naturalmente non ha mai ceduto il servizio.
Djokovic ha battuto Haas due volte su tre incontri ma ha perduto l’ultima sfida nella finale di Halle.
Andy Murray ha incontrato una sola volta Ferrero battendolo nella recente semifinale del Queen’s. Lo scozzese ha acceso le speranze del pubblico che lo ha sostenuto ai limiti della correttezza nella sfida con Wawrinka.
Mi incuriosisce le sfida tra Roddick e Hewitt. Hewitt è in vantaggio per 6 a 5 a nei precedenti ma Roddick ha vinto gli ultimi 4 incontri, due quest’anno. Roddick deve fare attenzione a non portarsi l’avversario al traguardo perché Hewitt è un agonista come pochi.
Rino Tommasi
1 Luglio 1977
Virginia Wade vince il titolo a Wimbledon nell’anno del centenario dei Champioships battendo l’ olandese Betty Stove 4-6 6-3 6-1 in finale.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka