Sostenuto da un pubblico da stadio e implacabile al servizio (18 ace), lo scozzese raggiunge per la prima volta la semifinale a Wimbledon. Troppo debole l'opposizione di Ferrero, spazzato via in tre set. Alberto Giorni
Quando sul matchpoint la risposta di Ferrero è uscita, il boato degli spettatori del Centrale ha raggiunto i decibel che si riservano a un gol della Nazionale inglese di calcio. Andy Murray supera con facilità l’ostacolo spagnolo e si qualifica per la prima volta per le semifinali di Wimbledon, con il punteggio di 7-5 6-3 6-2. Troppo debole l’opposizione di Ferrero, che può essere comunque soddisfatto del proprio torneo: raggiungendo i quarti ha onorato la wild card concessagli dagli organizzatori.
Dopo aver visto pochi scambi nel quarto di finale tra Federer e Karlovic, gli spettatori del Centre Court assistono a una partita a scacchi. E’ una sfida molto tattica, caratterizzata da una ragnatela che si sviluppa quasi esclusivamente da fondocampo. Mentre Ferrero tende a spostarsi sulla propria sinistra per giocare il diritto anomalo, è Murray a variare maggiormente il gioco con un sapiente uso del rovescio in back e della palla corta. Il primo set segue i turni di servizio fino al 6-5 per Murray e il dodicesimo gioco si rivela quello decisivo. Lo scozzese sfodera un gran game in risposta in cui mette a segno diversi vincenti, in particolare un dritto in contropiede che lo porta al setpoint. Ferrero è bravo ad annullarlo, ma subito dopo concede una seconda chance: gravissimo il doppio fallo dello spagnolo, che consente a Murray di portare a casa il primo set 7-5.
Si potrebbe pensare a una partita in discesa, ma in prima battuta non sembra così. “Mosquito” infatti ottiene un break in apertura di secondo set e vola 3-1, ammutolendo il Centrale. Ma è solo un fuoco di paglia. “Go Andy”, urlano in maniera assordante gli inglesi e la riscossa arriva subito. Sul 3-2 per Ferrero, Murray lascia sul posto lo spagnolo con due risposte fulminanti e conquista il controbreak. Lo scozzese innesta il pilota automatico e il suo ritmo diventa insostenibile per l’avversario. Cinque giochi consecutivi valgono ad Andy il 6-3 e il rassicurante vantaggio di due set a zero.
Sul Centre Court si improvvisa addirittura una “ola”, che puntualmente si infrange nei pressi del Royal Box. Murray tiene con autorità i propri turni di battuta (a fine match saranno 18 i suoi ace), mentre Ferrero va spesso in difficoltà ed è costretto a concedere diverse palle break. Nel quinto gioco lo spagnolo si salva da 15-40, ma lo scozzese non si lascia sfuggire la terza opportunità, chiudendo con un dritto lungolinea che scatena una standing ovation. “Es un desastre”, sussurrano i giornalisti spagnoli in tribuna stampa e Ferrero getta la spugna, perdendo il servizio un'altra volta. Il 6-2 è lo scontato epilogo, mentre sulle tribune spuntano bandiere inglesi, scozzesi e “Union Jack”: i sudditi di Sua Maestà stanno vivendo un meraviglioso sogno e non hanno alcuna intenzione di svegliarsi.
Alberto Giorni
1 Luglio 1977
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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
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