Match bello ed incerto fra Roddick ed Hewitt. L'americano s'impone con una pioggia di aces. Ed ora sfida Murray. Campo 1 più fortunato del Centrale. Enrico Riva
Gli spettatori del campo numero 1 mercoledì hanno vinto un terno al lotto. È vero che sul centrale giocavano Federer e Murray ma le due partite sono filate lisce e alle 5 il programma era finito.
Sul numero 1 invece i quattro set tra Haas e Djokovic sono stati l’antipasto allo spettacolo Roddick Hewitt: 3 ore e 50 di emozioni, 63 67(10) 76(1) 46 64.
Era la dodicesima sfida tra i due, ora appaiati sul 6 pari. Lo stadio sarebbe completamente esaurito se il sole cocente non costringesse molti spettatori ad abbandonare le seggioline esposte per lungo tempo. Un odore di hamburger e patatine aleggia costante sulla tribuna stampa, presa d’assalto verso la fine del match da tutti i giornalisti presenti a Wimbledon. Accanto a me una signora inglese del pubblico alla sua prima esperienza all’All England. “Vanno troppo veloci, non riesco a stargli dietro” mi dice frustrata a metà partita e quando le chiedo se la regina verrà a vedere la finale mi dice che Elisabetta preferisce i cavalli.
Pubblico diviso a metà anche se Lleyton si porta al seguito il solito gruppetto di supporters con tanto di maglietta e cappellino pronti ad incitarlo ad ogni colpo. Parte forte Roddick nel primo set e si porta immediatamente sul 3 a 0 con un break nel secondo gioco. Da lì in poi si segue la regola dei servizi sino al 63 finale con Andy che recupera da 0 30 e chiude il parziale in 27 minuti.
Hewitt patisce lo scambio sul rovescio incrociato in cui Roddick alterna rovesci in back e rovesci piatti. Il secondo set sembra essere speculare al primo. Parte forte l’australiano che si porta rapidamente sul 41 sfruttando l’unica palla break con un gran passante. Sul 42 tuttavia Hewitt si trova a sua volta 3 palle break da difendere: un servizio vincente e una volè di dritto annullano le prime due, la terza è vittima di un rovescio in corridoio. Il gioco successivo è l’americano a trovarsi in difficoltà ma recupera brillantemente le due palle break concesse con due ace. Il gioco si fa confuso, si perdono le strategie di gioco e i nervi la fanno da padrone. Sul 4 pari Hewitt concede nuovamente due palle break che salva con un ace e un diritto vincente. Si arriva così al tiebreak che sarà uno dei momenti più emozionanti della partita. Lo vincerà Lleyton dopo aver annullato 3 setpoint (di cui uno con un fantastico recupero su palla corta di Roddick) e averne a sua volta mancati due.
Nel terzo set prevalgono i momenti di studio e l’efficacia del servizio. Hewitt è puntuale nei passanti e incisivo alla battuta, Roddick gioca con una grande profondità e numerose variazioni di rotazione. Gli errori sono saltuari. Unica emozione sul 5 pari quando si raggiunge il deuce ma per il resto entrambi i giocatori avanzano sicuri verso il secondo tiebreak. Inaspettatamente però il lottatore Hewitt si smarrisce proprio nel momento più importante, parte con un doppio fallo, ne commette un altro da lì a poco e cede per 7 punti a 1.
Il calo repentino si protrae all’inizio del quarto set quando Roddick brekka immediatamente l’australiano alla terza occasione e si porta sul 20. La sensazione è che la partita sia incanalata ma tempo due giochi tutto torna in discussione. Alla prima opportunità Hewitt recupera e sul 54 infila una fantastica risposta di diritto incrociato che lo porta a set point. Roddick mette in corridoio il rovescio successivo e sia arriva al 5° set.
Il primo gioco è un minidramma con Lleyton che ha bisogno di 18 punti e di salvare una palla break per aggiudicarselo. Anche il turno di battuta successivo si rivela complicato per Hewitt che grazie ad un errore di Roddick e a un servizio vincente riesce comunque a salvarsi. La sensazione generale è che l’americano abbia in mano la partita ma nel quinto gioco è proprio lui a dover fronteggiare tre palle break letali: un ace, uno smash e un passante sbagliato da Hewitt lo salvano. Sul 54 Roddick Hewitt sperpera tre palle game e si condanna ad un match point che salva con un servizio vincente. L’esperienza in questo caso non fa da maestra e Roddick viene omaggiato di una seconda opportunità che sfrutta con un comodo passante di diritto.
Sarà quindi Roddick ad affrontare l’idolo locale Murray. Sarà la battaglia degli Andy, vedremo come il pubblico deciderà di sostenere il proprio beniamino.
Enrico Riva
1 Luglio 1977
Virginia Wade vince il titolo a Wimbledon nell’anno del centenario dei Champioships battendo l’ olandese Betty Stove 4-6 6-3 6-1 in finale.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka