Wimbledon

Andy Roddick 01.07.09

Traduzione di Alessandro Mastroluca

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Qual è stato il momento più difficile del match?
Ce ne son stati parecchi. Certamente non chiudere il tiebreak del secondo è stato pesante. A quel punto senti che le tue chance crescono, e invece basta un punto e diventa una battaglia. Poi recuperare dopo il quarto. Stava iniziando a giocare davvero bene, e ho dovuto inventarmi la miglior demi-volée della mia carriera per salvare una palla break.

Alla fine della partita si è visto chiaramente che eri emozionato. Cosa provavi esattamente in quel momento?
Un misto di felicità e sollievo. Dentro cerchi di stare in partita per quattro ore, cercando di capire cosa devi fare. La mente corre per quattro ore, perciò c’è sollievo, soddisfazione tutto in un momento.

Si è detto molto lunedì sulle capacità di recupero di Murray, che ha solo 22 anni. Tu hai 4 anni più di lui. Una differenza significativa, o credi di essere allo stesso livello di un 22enne?
Fisicamente?

Sì. Il tempo, questi quattro anni, sono un fattore rilevante per il tuo recupero rispetto al suo?
Non ancora, ma certo quando avrò 30 anni lo sarà. Puoi guardare la cosa sul piano degli anni, delle partite giocate, e i ne ho giocate molte di più. Ma per me è una questione che riguarda solo questi due giorni. Poi sto bene, sono in forma, sto meglio adesso di due anni fa. Perciò non dovrebbe essere un problema.

Portaci nel game in cui hai brekkato nel quinto. Abbastanza incredibile. Due lottatori. Non certo la direzione che il match stava prendendo.
Sì, nel quinto ho giocato molto meglio di quanto avessi fatto dal secondo in poi. Ho avuto qualche spiraglio anche all’inizio del set, ma si è sempre difeso con ottimi servizi. Io cercavo di spingere di più, lui ha tipo steccato un dritto che mi ha dato un’opportunità. A quel punto non so cosa abbia separato quel game dagli altri in cui arrivi sempre vicino ma non brekki. Forse è solo questione di punti che vanno nella direzione giusta.

Ti ha sorpreso? Perché è sembrato che Hewitt si fosse leggermente infortunato a metà del secondo set, ma ha continuato.
Sì, l’ho notato nel quarto. E se non sbaglio aveva già chiesto il trattamento l’altro giorno, contro Stepanek. E ha funzionato, per lui. Non stava recuperando bene. Poi ha iniziato ad attaccare di più da metà campo, a giocare più libero e spingere di più. Mi ha dato qualcos’altro con cui confrontarmi.

Hai giocato molto contro Andy. Come valuti la sua risposta, visto che il servizio per te è un’opzione così importante?
È ottima. Sai, quando si parla di top players è difficile fare una graduatoria. Ma certamente è nel gruppo dei migliori.

Se dovesse piovere venerdì e servisse aprire il tetto, immagino che tu non voglia pensarci, ma hai qualche preoccupazione per il fatto di doverti eventualmente adattare al rimbalzo della pallina mentre Murray ne ha già avuto esperienza?
Non sarà una sorpresa, non più di tanto. E poi è una cosa su cui non ho controllo. Posso solo affrontarla al meglio possibile.

Hai avuto qualche difficoltà con Murray da quando avete iniziato a giocare. La rivalità si è evoluta. Vi iete incontrato otto volte. Hai dovuto giocare proprio al tuo meglio sempre? Il tuo gioco è migliorato abbastanza quest’anno da permetterti di batterlo anche se dà il massimo?
Guarda, Andy sta giocando alla grande. Sta trovando la sua strada come giocatore. Io cercherò di giocare la mia partita. Con il mio servizio posso costruirmi delle occasioni in ogni gara, ne ho incontrate parecchie di situazioni come questa. Ma non voglio fare previsioni. Io devi giocare bene, e penso che lui dirà lo stesso.

Credi di essere il miglior battitore nel circuito?
No, è Karlovic. Non puoi fare niente. Mi dà quasi venti centimetri, non è una sfida pari.

Che tipo di pubblico ti aspetti? Che atmosfera credi ci sarà in una semifinale con Andy?
Certo, forse i miei tifosi si potranno contare sulle dita di questa mano. Ma sarà di sicuro qualcosa da ricordare. L’aria sarà elettrica. Sarà fantastico, e penso che anche io lo potrò apprezzare, anche se non faranno il tifo per me. Mi basterà credere che il loro C’mon Andy sia per me (ride)

L’anno scorso dopo la tua sconfitta, hai detto che era stato come vedere un concerto dei Rolling Stones dall’ottava fila dopo essere stato abituato a vederli dalla prima. Ora in che fila sei?
Più vicino. Riesco a vedere come è vestito Mick Jagger.

Per chi credi farà il tifo Rick Astley?
Questo è gossip. Abbiamo uno show in America, 20/20, in cui farebbero domande del genere.

Che valutazione dai dei miglioramenti di Murray di quest’anno?
L’anno scorso il suo torneo qui è stato fantastico, soprattutto il match con Gasquet. Penso che tutti allora pensassero, sapessero, che fosse questione di tempo. Sa fare tutto. Ora si tratta solo di riuscire a farlo sempre, giorno dopo giorno. C’è secondo me una certa soglia, un livello di fiducia oltre il quale giocare a tennis diventa come una seconda natura. Qui, l’anno scorso, Murray ha superato quella soglia.

Pensi che si possa fare braccio di ferro con lui e vincere?
Ci devo provare. Sarà un match in cui entrambi proveremo a spostare l’avversario il più possibile. Certamente non sempre funzionerà, ma qualche volta potrà essere utile.

Cosa pensi di Roger, e del fatto che ha raggiunto la 21ma semifinale consecutiva?
È quasi impossibile. È una delle serie più impressionanti che vedremo nel tennis. Roland Garros 204 l’ultima volta, vero? È quanto meno impressionante.

Secondo te, quali sono i punti deboli del gioco di Murray?
Non ne ha tante, ha migliorato molto il servizio, risponde bene.

Sei un ammiratore di Murray, ti piace il suo stile?
Sì, so che il suo gioco è duro, e chiunque è vicino al top ha il mio rispetto. So cosa ci vuole per arrivarci, e non quando ci sono le fanfare e voi giornalisti, ma quanto è difficile quando bisogna lavorare e basta. Perciò ha tutto il mio rispetto.

Cosa rispetti e ammiri di più delle Williams, che stanno dominando questo torneo?
Per me è difficile togliermi dalla testa le ragazze che conosco da quando avevo nove anni. Ero davvero orgoglioso di vederle, le ho conosciute quando avevano dieci o undici anni. Sono contento di vedere che hanno raccolto i benefici di quel lavoro. Non so quante volte le persone hanno chiuso loro la porta in faccia eppure sono ancora in lì e stanno praticamente dominando Wimbledon. È bello.
 

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