Epilogo atteso del torneo femminile, ma Serena ha rischiato grosso. Una finale fra le sorelle era quotata a 4 due settimane fa. Il bilancio è in parità ma la bilancia sembra pendere dalla parte di Venus Ubaldo Scanagatta
La semifinale più lunga della storia di Wimbledon open (2h. e 49 m.) e una delle semifinali più corte di sempre (51m.). Due modi più diversi di così per arrivare in finale le due sorelle Williams non potevano scegliere per battere le due russe che hanno provato invano a fermarle.
Nella prima Serena ha dovuto annullare perfino un matchpoint a Elena Dementieva con una volee di rovescio che ha toccato il nastro prima di vincere 6-7,7-5,8-6. “Il mio dritto non c’era oggi, mi sa che fosse andato alle Haway. Spero che torni per la finale. Il matchpoint? Ricordo solo che volevo mettere a segno un ace e che ho preso il net…Fortuna? No, abilità!” ha scherzato Serena. _Io ho fatto 20 aces, ma anche lei non aveva mai servito così bene come oggi”_ Nella seconda semifinale Venus ha concesso un solo game a Dinara Safina (6-1,6-0) la cui leadership mondiale, già molto discussa perché conquistata senza aver vinto ancora uno Slam, dopo questa batosta sembrerà ancor meno credibile. Una n.1 che becca una stesa così a memoria non la ricordo*.
Eppure la sorella di quel matto di Marat che, sconfitto al primo turno da Jessie Levine aveva bofonchiato l’altro giorno “Sono felice di smettere di giocare quest’anno, così non dovrò più venire a Wimbledon”, lunedì prossimo sarà comunque n.1 davanti a Serena e Venus n.2 e n.3, anche se le sorellone daranno vita sabato, 4 luglio e festa dell’Indipendenza americana, al loro quarto Williams Show sul centre court dell’All England Club.
Papà Williams, il presunto “profeta pazzo” che le aveva pronosticate n.1 del mondo entrambe, molto probabilmente non ci sarà. “Dad alle finali fra noi non assiste mai, il suo lavoro l’ha già fatto” predice Serena che, labbra con rossetto rosso fuoco, a sé stessa chiede soltanto “di non farmi trovare anche da Venus con il sedere sul Royal Box, a dire troppi “Hi” (Ciao) alla Duchessa. Devo giocare più avanti, subire di meno”.
Venti volte si sono sfidate da professioniste, Venus e Serena, e hanno vinto dieci volte ciascuna. Venus, che ha vinto cinque Wimbledon contro i due della sorella minore (ma negli Slam conquistati è avanti Serena 10 a 7) sarà la favorita.
_ Serena al bilancio dei testa a testa con Venus ci tieni?
“No, non particolarmente…uhm, non penso”.
_Allora ti piacerebbe che finisse in parità?
“No, certo che no. Se pensassi così non vincerei più. E sono certa che Venus la pensa allo stesso modo”.
Oggi tocca ai maschietti. Federer ha vinto 9 duelli su 11 con Tommy Haas, ma nell’ultimo a Parigi era sotto due set con palla del 5-3 per Haas. Murray ha battuto Roddick 6 volte su 8 e guai a lui se non lo ribatte, tutto il Regno Unito gli salterebbe addosso. Soprattutto chi si dice pronto ad acquistare per 27.000 euro un biglietto per la finale di domenica contro Federer. Sa di balla mediatica, ma una sovraimpressione televisiva gli ha dato credito.
*ci si avvicinò la Dokic quando battè la Hingis al primo turno di Wimbledon ’99 lasciandole due games. Nel 2008 quando a Miami Serena Williams concesse due games alla n.1 Justine Henin la belga aveva praticamente deciso di smettere di giocare.
Ubaldo Scanagatta
4 Luglio 1981
Un 22enne John McEnroe vince il suo primo titolo a Wimbledon battendo il cinque volte campione uscente Bjorn Borg e ponendo fine alla striscia di 41 partite vinte consecutivamente dallo svedese all’All England Club.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka