Al commento della straordinaria semifinale tra Serena ed Elena, l'ex capitano azzurro coglie ogni particolare tattico e racconta con sincero trasporto le fasi più emozionanti dell'incontro. Marcos
Wimbledon, 02/07/09: Serena Williams/Dementieva – Bertolucci/Marianella
“Io penso che si debbano rimpiangere i propri errori, non i punti conquistati dall’avversario”
Serena indossa un farsetto elegantissimo, bianco e senza inserti d’oro. Terminate le consuetudini con la giudice di sedia, prima del riscaldamento, lo sfila, per giocare più libera. Elena, che veste un delizioso abitino, anch’esso bianco, è capace di rendere gradevole persino la visierina frangisole. Williams inizia con l’ace, “il quarantunesimo del suo torneo”, ricorda Marianella. Anche Bertolucci riusciva a farne quaranta, ma in un anno. Paolo è convinto che se la russa riuscirà a tenere alto il numero delle prime palle in campo, potrà lottare fino all’ultimo e aggiunge: “Quanto alla risposta…è la numero uno al mondo. Vedi come risponde?”. E, infatti, strappa subito il servizio alla rivale. Serena non vuole rimanere indietro e, con uno stupendo lungolinea di rovescio, ricambia la cortesia: “Eilà! Eilà!”, ribadendo, commenta l’ex capitano azzurro. Il collega è subito vispo: “Però…insomma: abbiamo una partita!”. “Per ora, abbiamo due game”, precisa l’altro.
Sul 3 a 2 per l’americana: “La Dementieva, fino ad ora, ha messo il 69% di prime palle: non deve scendere da questa percentuale”, avverte Paolo. Elena lo ascolta e pareggia i conti. Al termine del settimo game, parte la pubblicità del Multivision Sky: un signore s’aggira per le stanze di casa, in cerca di una televisione libera per vedere il suo sport preferito. Da un lato i figli, che guardano Mazinga Zeta; dall’altro la moglie e la cognata, che guardano il Fiorello Show; in studio il nonno, che guarda Piero Angela. Non gli resta che armarsi di elmetto, carrucola, fune e calarsi dalla finestra, per rubare qualche immagine ad un gruppo di amici del piano di sotto, come fanno quelli che ti sbirciano il giornale, quando viaggi in metropolitana. Io penso che in una famiglia che si rispetti, tutti sono appassionati di tennis: è sufficiente possedere una televisione, per soddisfare le proprie voglie! Per raggiungere l’avversaria sul 4 pari, Dementieva deve salvare tre palle break consecutive: “Largo il dritto di Serena, che è andata fuori giri”. La russa, oggi, è impressionante da fondo.
“Eilà, signori! Bisogna togliersi il cappello, qua: dal centro del campo ha trovato una soluzione pazzesca!”, Bertolucci si commuove, ammirando un rovescio anomalo definitivo ed americano: 5 a 4. Marianella, preparatissimo nel settore delle conferenze stampa, riporta ogni parola ascoltata in questa edizione di Umbld’n: le sorelle Williams rivendicano il gran lavoro atletico svolto, per conquistare tanti successi. Non si vince col solo talento. Intanto, Elena pareggia con l’ace: 5 pari. Paolo è molto attento: “Dementieva copre poco la parte esterna in risposta perché sa che l’avversaria predilige il servizio centrale”. Al termine dell’undicesimo game, la regia parte con le promozioni: quando vedo Kakà indossare ancora la casacca rossonera, mi si stringe il cuore. Paolo commenta un ottimo dritto olimpionico: “Questa è venuta via liscia, proprio sulla riga”. Tie break. Marianella cala la statistica: “Hanno giocato due tie break: ha sempre vinto Serena. Dementieva non ha mai superato i tre punti”. I tifosi americani cercano il ferro di cavallo. Paolo continua ad essere molto attento: “Williams si fa troppo spesso sorprendere dalle palle che le arrivano in pancia: è scomposta”. Marianella ne cala un’altra: “4 a 3 per Dementieva: nemmeno un minibreak!”. Gli stessi tifosi cercano le ghiandole, ma ormai è fatta: la russa si porta sul 6 a 3, si accorge che le scappa con urgenza un doppiofallo, lo fa e, poi, messa in campo una seconda tremebonda, approfitta di una risposta di dritto, tirata dalla Williams a 200 all’ora, ma in corridoio. “Giustamente Serena ha provato a chiudere subito: Dementieva si aggiudica il primo set al tie break!”. Se non fosse partita la pubblicità, a mio parere, Paolo avrebbe fatto notare che in un momento simile, con la russa reduce da un doppiofallo riuscito e da uno mancato per poco, forse, Serena avrebbe fatto meglio ad iniziare lo scambio con maggiore attenzione.
L’americana inizia il secondo set con grinta, profitta del fisiologico calo di tensione della rivale e si porta avanti di un break. Nel sesto game, però: “Entra in campo con autorità e si riprende il break che aveva concesso: 3 pari!”, Marianella entusiasta. “Dal punto di vista tattico, Dementieva ha preparato questo match alla perfezione”, chiosa Bertolucci. Salvata una palla break, Elena chiude il settimo con un ace di seconda: perla rarissima. “Non ci hanno mai inquadrato il Royal Box, oggi. Attendevano Maria Ester Bueno”. Marianella si dilunga sui grembiuloni portati dalla campionessa brasiliana: altri tempi. “Paolo, tu che sei un grande esperto…a proposito di moda: Serenona??”. “Oggi, forse, è più di moda la russa: guarda che rovescio!”. Ottima risposta, Paolo! Nell’ottavo game, Williams concede una palla break, ma, con estremo coraggio, gioca tre volte sulla riga, per salvarla. L’ultima riga è convalidata dal falco proprio all’ultimo momento. Subito dopo, ne salva una seconda con lo schema “servizio, dritto & urlo”: 4 pari. Bertolucci rimarca l’importanza del falco: “…e, poi, quando giocano le ragazze, il falchetto mette le piume rosa”. Marianella interviene, ridacchiando: “Il falco si chiama Hector: se ha le piume rosa, io…vabbè”.
“Dimmelo subito, Paolo: ma la Dementieva…quanto potrebbe rimpiangere quel pizzico di gesso che ha tenuto dentro il tiro di Serena sulla palla break?”. “Io penso che si debbano rimpiangere i propri errori, non i punti conquistati dall’avversario”. Molto spesso sono d’accordo con Bertolucci. Sul 5 pari, la russa colpisce in pieno un nastro e la palla non scavalca: due break point per l’americana. Salva il primo con un ace, ma fatale è il secondo: questa volta, la palla scavalca, ma cade in corridoio giusto per quel millimetro, confermato dal falco con le piume rosa. Serena, nel dodicesimo game, deve salvare quattro break point, prima di aggiudicarsi la seconda frazione con due ace consecutivi.
“Uhhhhh! La Williams ha commesso un errore clamoroso. Un dritto, tutto sommato, facile per una come lei. 3 a 1 per la Dementieva, con un Piccolo Grande Break di vantaggio per lei”. Certe volte, la cadenza e l’afflato di Marianella mi ricordano Pericoli. Lea, non Peo. Nel game successivo: “Troppi errori della Dementieva: restituisce il break. E’ avanti per 3 a 2, ma, qui, sul centrale di Umbld’n, dopo il cambio di campo, servirà Serena!”, che pareggia i conti con un paio di ace. Sul 5 a 4 per Elena, con l’americana al servizio, mentre Marianella si dilunga sui record delle semifinali femminili a Wimbledon, Bertolucci riesce ad entrare, comprendendo il momento: “Largo!”, il rovescio di Serena. Il collega torna subito in campo: “Con il dritto Elena Dementieva entra in campo, 3040: match point!”. “Grande, grande, grande la Williams! Per come ha chiuso sulla rete, per come è andata in diagonale”. E per il coraggio mostrato, Paolo! Sul 6 a 5 per Elena, l’americana al servizio è sotto per 0030. Dopo aver recuperato: “Pazzesco…l’ha veramente abbattuta, in questo caso!”, con una straordinaria prova di forza sulla diagonale rovescia, Serena si porta sul 6 pari, costringendo l’avversaria ad inginocchiarsi.
Marianella non sta nella pelle: “E ancora un punto fantastico!”. Bertolucci pure: “Lo scambio più bello del match, dopo due ore e quaranta minuti di gioco”. L’americana, al termine di un punto veramente combattuto, trova la dolcezza per passare la rivale a rete, con uno stretto di dritto, lento, lieve, etereo. Pochi attimi dopo, Elena si piega sull’erba, guardando la volée alta della rivale cadere sulla riga. “E scappa il rovescio alla russa: 1540, due palle break!”. “Che contropiede!”, Paolo s’infiamma al rovescio lungolinea di Serena: 76, col servizio a disposizione. Inizia col doppiofallo, ma, poi: “Anche adesso…copertura della rete veramente invidiabile: 3015”. Marianella sente la fine: “Corta la risposta della Dementieva…4030: match point!”. E finisce. Paolo sintetizza: “Out!”. Marianella completa: “E’ largo il rovescio della russa: dopo aver salvato un match point, Serena può alzare gli occhi al cielo. 67 75 86!”. Bertolucci chiude con solennità: “Mai ho commentato una partita di tale intensità, di tale bellezza: Elena ha giocato la più bella partita della sua vita. Serena un match meraviglioso, soprattutto nei punti importanti, mostrando classe infinita”.
Bertolucci: 8
Marianella: 6
Dementieva: 10
Williams: 10
4 Luglio 1981
Un 22enne John McEnroe vince il suo primo titolo a Wimbledon battendo il cinque volte campione uscente Bjorn Borg e ponendo fine alla striscia di 41 partite vinte consecutivamente dallo svedese all’All England Club.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
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