Sette puntate per raccontare un decennio di tennis al femminile. Piccola cronologia delle sette finali degli Slam a marchio Williams. Alessandro Mastroluca
Sette major contesi in famiglia in otto anni, un viaggio che inizia e finisce a Flushing Meadows, e va dal 2001 al 2009 all'ultima finale a Flushing Meadows. Un cerchio che si apre e si chiude con i successi di Venus; in mezzo cinque trionfi di Serena, che entra così nella leggenda di questo sport.
Un viaggio dentro una famiglia speciale, dentro una rivalità tanto più autentica e profonda quanto forte è il legame che unisce Venus e Serena fuori dal campo.
2001, Us Open: Venus b. Serena 62 64
Da piccole si allenavano insieme dalle otto di mattina alle tre del pomeriggio. E sempre alle otto, ma di sera, inizia il volo delle sorelle Williams nell'Olimpo del tennis. L'ultima volta che due sorelle si erano contese uno Slam correva l'anno 1884: a Wimbledon scendevano on campo Maud e Lilian Wilson. Una finale da sogno per la famiglia e le tv, in prima serata: due afroamericane in finale sul campo dedicato ad Arthur Ashe, dopo i fuochi d'artificio e “God Bless America” cantato da Diana Ross. Venus non è potente come al solito, ma la diciannovenne Serena è troppo scostante, e 36 errori gratuiti sono troppi per pensare di vincere, anche contro una sorella maggiore che nel secondo set un po' frena, per quel piccolo timore che resiste nel pensare che dall'altra parte della rete non c'è una sconosciuta, nel giorno più bello ed importante nella carriera di entrambe. Il “ti voglio bene” scambiato a fine gara è il simbolo di un rapporto comunque speciale.
2002, Roland Garros: Serena b Venus 75 63
Meno di dodici mesi e sulla terra parigina si consuma la rivincita. Uno stravolgimento dei ruoli e delle gerarchie familiari. Non è stata una partita memorabile: 101 errori gratuiti e 14 doppi falli in due. Serena inizia nervosa, va sotto 3-5 ma non si abbatte. Anzi, inizia a spingere sempre di più e prendere la rete mentre Venus manca anche i colpi più facili. Nel decimo game del primo set manda quasi in tribuna una volée di diritto e permette alla più giovane sorella di salire 6-5; Serena chiude il set con un dritto incrociato vincente. Nel secondo Venus perde due volte di fila il servizio. Dal 3-0 Serena non si guarda più indietro. Sul match point Venus manda in rete un rovescio al quindicesimo colpo dello scambio e lascia a Serena il primo Slam dopo gli Us Open del 1999.
2002, Wimbledon: Serena b. Venus 76 63
In una settimana Serena toglie a Venus il posto di numero 1 e ne interrompe la serie di 20 successi di fila ai Championships. A fine partita, in premiazione, Venus è più sottomessa del solito, anche più che a Parigi. Venus ha servito con alte percentuali (70%) ma bassa velocità e Serena ne ha saputo approfittare prendendo sempre l'iniziativa e chiudendo il match con un ace a 166 kmh. Ne ha messi a segno quattro, di cui uno curioso per chiudere il tiebreak del primo set: Jane Harvey, il giudice di sedia aveva chiamato il net, ma nessuna delle due aveva sentito la chiamata. Curiosamente l'arbitro ha assegnato il punto, senza farlo rigiocare.
2002, Us Open: Serena b. Venus 64 63
Hanno imparato a dimenticare di essere sorelle quando scendono in campo. E Venus ha imparato che proprio Serena è la sua rivale più temibile. E' lei che entra nella storia come la sesta donna capace di completare nell'arco di una stagione tre quarti di Slam, vincendo peraltro tutte le tre finali contro Venus, che ha accennato un sorriso e una pacca sulla spalla della più giovane sorella, che conquista così il suo quarto Slam della carriera. Venus hya provato a non arrendersi, a provato ad allungarla la finale: si è aggrappata alla seconda per annullare il primo match point prima di allungarsi alla disperata indovinando un'impossibile volée di rovescio per cancellare il secondo. Ma è il canto del cigno. Il decimo doppio fallo del suo match riportano Serena a un punto dal trionfo e un rovescio in rete, errore gratuito numero 33, la spingono dritta dritta nell'Olimpo.
2003, Australian Open: Serena b Venus 76 36 64
Continua a perdere Venus, che si vede scavalcata da Serena anche nel numero di major vinti, cinque a quattro, e nel bilancio dei confronti diretti (6-5). Ma i festeggiamenti muti, l'espressione distante dopo aver brekkato Venus e chiuso 76 36 64 in 2 ore e 22 minuti (in un trionfo di due, simbolico di due sorelle che sono sinonimo di tennis) dimostrano che battere Venus non ha lo stesso sapore che sconfiggere chiunque altro. Non è stata una gran partita: 54 gli errori di Serena, 52 per Venus. Ma si sono visti anche scambi notevoli, gioco a tutto campo e discese a rete. Serena diventa così la quinta donna a detenere contemporaneamente tutti i titoli dello Slam, anche se non vinti tutti nella stessa stagione, ma tutti conquistati a spese della Venere.
2003, Wimbledon: Serena b Venus 46 64 62
Cinque su cinque. Serena conferma il titolo conquistato a Wimbledon lanno precedente, ma le sensazioni sono più contrastanti che mai. Ancora una volta il titolo è arrivato contro Venus, per di più infortunata: si era stirata un muscolo in avvio nella semifinale vinta in tre set su kim Cljisters. Si temeva potesse diventare la prima donna a dare forfait prima di una finale di Wimbledon. Ma ha scelto di non allenarsi il venerdì ma di scendere comunque in campo. Eppure mai come questa volta è andata vicina alla vittoria. Parte meglio, sale 3-0, Serena rimonta fino al 3-3: gli scambi sono entusiasmanti, elettrizzanti, come mai era accaduto nei match tra le due. Venus si aggiudica il primo set, ma dall'inizio del secondo il muscolo le inizia a dare fastidio. Questo non le impedisce di provare a chiudere il gap nel secondo set da 5-1 a 5-4, ma non basta. All'inizio del terzo subisce subito il break. Chiama Karen Davis, il trainer, si assenta per cinque minuti e si ripresenta con l'addome ulteriormente fasciato. Servirà con meno movimento di busto e più carico di gambe, riesce a tenere due altri turni di battuta ma non ad impedire alla sorella maggiore di batterla per la quinta volta di fila in finale di uno Slam.
2008, Wimbledon: Venus b Serena 75 64
Non si affrontavano in finale di uno Slam da cinque anni, e mai come in questo caso l'attesa ha moltiplicato il piacere. Venus torna a battere Serena, conquista il quinto Wimbledon della sua carriera, il terzo in quattro anni, e lo fa senza perdere un set. In finale, mostra tutto il suo talento nel gioco di volo: 18 discese a rete e solo 3 punti persi. Nonostante il vento, che costringe spesso Venus a ripetere i lanci di palla andando oltre i 25 secondi tra un servizio e l'altro, il livello di gioco è altissimo. Venus perde il servizio una volta per set, ma salva le altre 11 palle break, spesso con potenti servizi al corpo. All'inizio del secondo tiene il servizio dopo aver fatt registrare il più veloce servizio per un match femminile a Wimbledon fino a quel momento (129 mph). Serena parte meglio, conquistando 10 dei primi 11 punti, e salendo 4-2. Ma Venus risale a 4-4 e nel nono gioco annulla tre palle break. Su una di queste, Serena gioca un rovescio incrociato che crede finisca fuori, si ferma ma la palla rimbalza in campo. L'arbitro decide che il punto va rigiocato, Serena lo concede alla sorella che chiude 7-5 dopo aver nuovamente brekkato Serena, che nel secondo strappa il servizio a Venus nel terzo gioco dopo un game maratona, ma subito si fa controbrekkare. E finisce per perdere di nuovo il servizio, nell'ultimo game. Sotto 15-40, salva il primo match point con un ace, non il secondo. Al termine di uno scambio lungo vede il suo rovescio perdersi largo.
Alessandro Mastroluca
1 Luglio 1977
Virginia Wade vince il titolo a Wimbledon nell’anno del centenario dei Champioships battendo l’ olandese Betty Stove 4-6 6-3 6-1 in finale.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka