La vincitrice scatenata in conferenza stampa. Mostra una maglietta con la scritta: "Are you looking at my titles?" e attacca la Safina: "Ha fatto molto per raggiungere il primato: ha vinto Roma e Madrid..." e scoppia a ridere. da Wimbledon, Alberto Giorni
I due volti della finale. Mentre in conferenza stampa Venus Williams tiene lo sguardo basso e le sue parole sono lente e cadenzate, l’arrivo di Serena è una travolgente scarica di adrenalina che lascia il segno. “No complaints”. E’ questo il ritornello di Venus, dopo essere stata sconfitta dalla sorella, che si è presa la rivincita della finale dell’anno scorso. Si presenta con un cappellino da baseball ben calato sugli occhi: si sforza di sorridere, ma il suo sguardo tradisce tutta la delusione per non aver raggiunto il sesto titolo a Wimbledon. “Non ho scuse, lei ha giocato meglio di me e ha pienamente meritato questo titolo”. Anche in finale, come nei precedenti incontri, Venus si è presentata con una vistosa fasciatura alla gamba, ma stando alla sue parole non è stata minimamente influenzata da problemi fisici: “Ripeto, non mi posso aggrappare a recriminazioni di nessun tipo. Niente mi avrebbe potuto impedire di scendere in campo. Sono parecchio delusa per la sconfitta, è ovvio, soprattutto quando si è così vicini a un traguardo importante. Ho commesso sicuramente degli errori, ma ho dato il massimo: purtroppo non è bastato. Lei ha giocato un gran tennis, soprattutto nel tiebreak che si è rivelato la chiave del match. Non penso di aver commesso molti errori nel tiebreak, è Serena che ha innalzato il proprio livello di gioco. Comunque il bilancio del mio torneo è positivo; complimenti a lei”.
Serena entra nella sala conferenze come una star. La maglietta che indossa è inequivocabile e recita: “Are you looking at my titles?”. Stimolata da una domanda di Ubaldo, che ravviva una conferenza stampa fin lì troppo istituzionale, Serena inizia il suo show: “La mia maglietta è disponibile in tutti i negozi Nike, se volete. Ho pensato di metterla ieri sera, perché ho vinto 11 tornei del Grande Slam e non sapevo se voi guardate i miei titoli o la mia bottiglia di Gatorade… Naturalmente, se avessi perso ne avrei indossata un’altra!”. Si pensa già al futuro e al numero di Slam che Serena potrà raggiungere: “E’ incredibile, 11 titoli sono un bel numero. Il mio prossimo obiettivo è raggiungere Billie Jean King a 12: lei è il mio idolo. I 18 della Navratilova? Un passo per volta”. E pensare che Serena in semifinale con la Dementieva ha dovuto salvare un matchpoint: “In diversi Slam che ho vinto, ho dovuto salvare un matchpoint in un turno precedente la finale. Ho avuto coraggio a prendermi quel punto a rete? Beh, quando sono in difficoltà non ci penso due volte e mi butto a rete come una kamikaze; in quei momenti non c’è molto da pensare, bisogna tirare fuori tutto quello che si ha dentro: è andata bene”.
Ma quando si accenna al fatto che nella classifica mondiale il primato è della Safina, Serena si scatena. Già in passato aveva dichiarato che tutti sapevano chi fosse in realtà la vera numero uno. Adesso è un fiume in piena: “Penso che chi abbia conquistato tre tornei dello Slam nell’ultimo anno dovrebbe essere al primo posto dappertutto, ma non per la WTA. Ora il mio obiettivo è vincere un altro Slam e restare numero 2!. Se mi sento la n°1? Ma no, sono la n°2… Penso che Dinara abbia fatto molto per raggiungere il primato: ha vinto Roma e Madrid…” e scoppia in una gran risata, ma ce l'aveva più con la WTA che con la povera Dinara.
Alberto Giorni
5 Luglio 1980
In una delle partite più belle della storia dello sport, Bjorn Borg conquista il quinto consecutivo titolo a Wimbledon battendo John McEnroe 1-6 7-5 6-3 6.7 8-6 in 3 ore e 53 minuti.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka