Wimbledon

Sorellicidio senza thrilling

La finale tra sorelle ha visto prevalere Serena, ma non ha dato emozioni nè al pubblico, nè alla mamma, che vince in ogni caso e neanche al papà, che per non vedere prende l'aereo.

Rino Tommasi

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WIMBLEDON - Come si sapeva la finale del singolare femminile è stata una bella partita, come si temeva è stata una partita senza anima e senza emozioni.
Pensavo che avrebbe vinto Venus perché la maggiore delle due sorelle ha probabilmente le armi più adatte per questi campi, come del resto i suoi cinque precedenti successi suggerivano, ma alla prova del campo invece la vittoria di Serena, la terza per lei in questo torneo ma l’undicesima nelle prove del Grande Slam, è stata invece perfettamente meritata ed in linea con la qualità del gioco espresso dalle due protagoniste..
Volendo tentare una spiegazione, e non certo per giustificare un pronostico sbagliato, penso che Serena sia stata aiutata dalle difficoltà che ha dovuto superare in semifinale, che per poco non le hanno impedito di rispettare l’appuntamento con la sorella, previsto dai bookmakers e dai tecnici.
Il primo set è stato quasi banale nel rispetto dei turni di battuta, con la sola eccezione delle due palle break che Serena ha concesso nell’ottavo gioco. Serena si è tolta da quelle difficoltà con due ottimi punti, seguiti da una coppia di aces che hanno probabilmente anticipato la spiegazione tecnica del risultato, come le statistiche finali ci hanno confermato.
Infatti il bilancio degli aces è stato alla fine di 12 a 2 a favore di Serena, che tra l’altro non ha commesso nemmeno un doppio fallo, mentre Venus ne ha registrati tre. Questa semplice e facile statistica segnala una differenza di 13 punti a favore della vincitrice (10 aces di più e tre doppi falli di meno) che deciderebbero qualsiasi sfida anche meno equilibrata di quella di oggi.
Del resto una rapida ricerca attraverso i risultati delle 20 sfide di casa Williams (dieci vittorie per parte fino a ieri) si trovano cinque partite nelle quali ha sempre vinto la giocatrice (tre volte Serena, due volte Venus) che aveva vinto il primo set al tie-break.
Per circa un’ora la finale delle donne è sembrata, per la fedeltà alla sequenza dei servizi, una partita maschile. Infatti il primo break dell’incontro è giunto, con un doppio fallo di Venus, nel sesto gioco del secondo set ed è stato praticamente definitivo perché Venus ha finito per perdere un’altra volta la battuta dopo avere annullato tre match point.
In tutto un’ora e 27 minuti di partita con un bilancio di 71 punti a 53 a favore di Serena, una differenza di 18 punti, sei nel primo set , addirittura 12 nel secondo quando la partita è uscita dai binari dell’equilibrio.
Le dichiarazioni del post partita non sono uscite dall’inevitabile banalità. Complimenti reciproci e probabilmente sinceri perché, semmai c’è stata tra le due sorelle un po’ di rivalità, l’hanno sempre nascosta in modo ammirevole.
Richard Williams aveva già lasciato Londra, con la fidanzata, in mattinata, Mamma Oracene era invece raggiante in tribuna, sicura che lei avrebbe comunque vinto.
 

Rino Tommasi

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