Wimbledon

"Meglio 3 slam che essere n°1"

Serena Williams vince l'11° Slam, il 3° a Wimbledon. Ha deciso il tie-break del primo set. Show di Serena in conferenza stampa: giochi di parole e frecciate alla Wta e alla Safina. Ora tocca a Federer e Roddick. Ubaldo Scanagatta

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Ho incontrato papà Williams, 67 anni, venerdì sera intorno alle 23 mentre fumava all’esterno dell’appartamento affittato a Wimbledon Village, 4 Homefield Road, sugli scalini, insieme alla sua nuova moglie Lakeisha Graham, 30, sposata il 30 maggio scorso (divorziò dalla gigantesca Oracene nel 2002, l’anno in cui Serena vinse tre Slam su quattro): “Partiamo domattina per Palm Beach. Venus e Serena sono in finale in singolare, in finale in doppio e io non le ho mai guardate quando giocano contro (ieri era la ventunesima volta). Qui il mio lavoro è finito, mentre a casa c’è da tagliare l’erba nel giardino…piuttosto non è che potresti prestarmi la tua Vespa per fare un giretto? In California guidavo una Honda cilindrata 1000, so guidare non ti preoccupare…”. Se Richard non fosse uno che aveva detto di voler acquistare il Rockefeller Centre di Manhattan, ci sarebbe da credergli.
Beh, oggi l’erba del giardino di Richard Williams nel sud della Florida sarà stata certamente più verde, e al momento più curata, di quella spelacchiata del “centre court” di Wimbledon dove Serena si è presa la rivincita dell’anno scorso su Venus in una finale più bella e più combattuta anche se conclusa anch’essa in due set. Un anno fa fu 7-5,6-4. Ieri, a parti invertite, 7-6,6-2 in un’ora e 27 minuti con il miglior tennis visto nel tiebreak dove Serena è stata strepitosa. Con un dritto in contropiede dopo uno scambio mozzafiato ha messo in ginocchio Venus, con un lob liftato di rovescio bimane a conclusione di uno scambio stupendo ha fatto suo il set.
E’ stata la solita partita senza atmosfera e senz’anima. Come si fa a tifare per una sorella contro l’altra? Senza contrapposizioni di tifo ogni match è inevitabilmente moscio. Serena l’ha dominata soprattutto per la diversa incisività del servizio: 12 aces a 2, 0 doppi falli a 3. Sono 13 punti in più. Ha conquistato l’undicesimo Slam (“Uno meno del mio idolo Billie Jean King, sette meno di Navratilova e Evert, la strada è lunga…”) il terzo Wimbledon, il terzo vinto dopo aver annullato un matchpoint in semifinale (due volte in Australia con Clijsters e Sharapova, qui con la Dementieva) e anche il terzo degli ultimi quattro giocati (US Open 2008, Australian Open 2009, Wimbledon 2009): “Preferisco vincere tre Slam su quattro e restare n.2 del mondo che essere n.1 e non vincerne nessuno” è lo…smash che Serena scaglia addosso a Dinara Safina, la russa n.1 Wta che di Slam non ne ha ancora vinto uno.
“Dinara ha vinto Roma e Madrid…” calca la mano ridendo un po’ sguaiatamente Serena, piegando in avanti la testa e coprendo i riccioli neri con le mani. Però non voleva mancare di rispetto a Dinara, ma semmai al computer della Wta che conta i punti a modo suo.
In conferenza stampa Serena si è presentata ridendo con una t-shirt con su scritto, a caratteri cubitali e proprio all’altezza degli enormi seni: “Are you looking at my titles?” (“Nessuno guarda i miei titoli?”), e sotto una Coppa con in mezzo: N.1.
Un’affermazione, N.1, poco gradita alla Safina. Ma anche un gioco di parole. Togliendo la particella “le” “titles” diventa “tits”, come tette. “L’ho messa perché non sapevo se voi giornalisti avreste guardato ai miei tit…oli, o alla mia bottiglia di Gatorade (piazzata in mezzo…alle “tits”)! Quando ci si mette Serena può essere n.1 anche fuori dal campo.
Oggi Federer punta a battere Roddick per la diciannovesima volta (su 21). Ma soprattutto a battere Sampras e il record dei 14 Slam. Il quindicesimo, e sesto a Wimbledon, sembra quasi scontato. Ma un anno fa, a Miami, Roger perse da Roddick (era il loro diciassettesimo incontro; l’aveva battuto anche nel quinto). Un minimo, ma proprio un minimo, di incertezza merita d’esserci per farci godere una finale che spero più avvincente di quella femminile.
Serena Williams b.Venus Williams 7-6(7-3),6-2.

Ubaldo Scanagatta

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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker

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