Wimbledon

Federer-Roddick: otto anni di sfide

Dal 2001 ad oggi i due finalisti di Wimbledon si sono incontrati 20 volte, molto spesso in partite importanti. Federer: "Giocherò ancora per molti anni". Gianluca Comuniello

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“A parte il servizio, cosa ritieni più pericoloso nel gioco di Andy?”
“Il gioco di Andy è pericoloso, il suo spirito da combattente, il suo crederci sempre sono elementi che ne fanno un avversario duro da incontrare. E’ uno dei giocatori più costanti: credo sia sempre stato nei top ten da un sacco di anni a questa parte.”
Federer-Roddick sarà finale di Wimbledon per la terza volta nella storia. E’ il loro quarto confronto in totale sull’erba londinese. Nel 2003 infatti, anno del primo successo dello svizzero, si affrontarono in semifinale. E’ solo la terza occasione nella storia in cui due giocatori si affrontano per tre volte in finale.
“Se vinci domani, avrai vinto il Roland Garros, avrai fatto il record di quindici slam. Contando che diventerai presto padre, non pensi che la tua fame di vittorie venga meno?”
“Ma forse sarà diverso quando me lo chiederai allo US Open, ma per il momento non cambia niente. Aspettare un figlio, con Mirka che sta molto bene, è una grande esperienza. Contemporaneamente, sto giocando un gran tennis. Tutto sembra grandioso. Non sono preoccupato delle mie motivazioni, perché amo questo gioco. Ho intenzione di stare in giro ancora a lungo. Il sogno di Mirka è sempre stato quello che nostro figlio venisse a vedermi giocare. Quindi devo giocare ancora un po’ a causa del sogno di Mirka (sorride). E comunque, le Olimpiadi del 2012 qui a Wimbledon sono un mio obiettivo. Quindi nei prossimi anni non cambierà molto”
Una sfida che, pur nella scoraggiante ciclicità del risultato finale, ha segnato una decade. Roddick-Federer è un match che si è giocato a tutti i livelli. E come nei videogames, ogni livello di difficoltà rappresentava il nuovo plateau a cui i due giocatori erano giunti. Dal 2003 fino al 2006, questo match ha significato quasi sempre finale o semifinale. Prima e dopo questo periodo si è giocato qualche volta per turni precedenti e meno nobili. Il bilancio dice 18-2 Federer. Federer ha vinto tutti e sette i confronti giocati in tornei dello Slam. Ma alcuni di questi match sono scritti nella storia. Federer dice “in realtà la differenza con Andy si è sempre giocata su pochi punti”. Quasi sempre quei pochi punti li ha fatti lui. Ripercorriamo queste sfide, soffermandoci su quelle che hanno dato l’impressione che si fosse davanti ad una rivalità e non ad una carneficina.
La sfida inizia a Basilea 2001, a casa Federer: Roger si impone al tie break del terzo per 3-6, 6-3, 7-6. Di Andy si dice che è la speranza americana, durante gli ultimi fuochi di Sampras e la fase discendente di Agassi. Di Federer, che quell’anno ha battuto Sampras a Wimbledon, si dice che è la grande speranza mondiale. Sullo stesso terreno i due giocano anche la loro terza sfida nel 2002. Federer vince più facile (7-6, 6-1), la partita è nota più che per il risultato per il video che gira su Youtube
Il passante smash

nel quale Roger gioca uno smash passante di assoluta onnipotenza su uno smash di Roddick, che gli va a stringere la mano. E’ il simbolo del rispetto quasi “reverenziale” che Andy prova nei confronti di Roger.


Atp Master Series Montreal, 2003. Fed ha appena vinto il suo primo Wimbledon e battendo Roddick nella semifinale del torneo canadese diventerebbe numero 1 del mondo. Ma per la prima di due volte, Andy si ribella, vince quel match annullando e poi va a vincere il torneo in quella che sarà l’estate che lo porterà al numero uno del mondo. L’appuntamento per Federer sarà solo rinviato.


Wimbledon 2004. La prima finale di Wimbledon fra i due. L’anno precedente Federer ha battuto Roddick in semifinale in tre set facili e come campione uscente entra nella partita da favorito. Ma il “miglior Roddick di sempre” sembra voler ribaltare il pronostico: vince il primo per 6-4, si porta un break sopra nel secondo. Ma la partita è funestata dalla pioggia e le interruzioni giovano più allo svizzero che all’americano, che pur rimanendo ad ottimo livello per tutto il match, non riesce ad adattare la sua strategia al cambio di marcia aggressivo di Roger. “Gli ho tirato un lavandino” dirà poi spiritosamente Roddick “lui quando è uscito dallo spogliatoio mi ha tirato indietro una vasca da bagno. 4-6, 7-5, 7-6, 6-4 il punteggio finale. L’impressione che quello fosse il treno che Roddick doveva assolutamente prendere e che mancò, ad anni di distanza, è fortissima.


Finale Us Open 2006. Per il secondo anno consecutivo Federer si gioca lo Us Open contro un giocatore di casa. L’anno prima era stato Agassi, in un’atmosfera che anche lo svizzero tutt’ora definisce indimenticabile (come lo fu quella partita). La cosa curiosa è che il match con Roddick del 2006 percorre quasi esattamente lo stesso binario. Primo set Roger facile, 6-2. Nel secondo set Roddick getta il cuore oltre l’ostacolo e vince con un break, 6-4. Il terzo è dove si decide il match. L’anno prima era stato necessario un tie-break, contro Andy basta un long set che Fed si aggiudica per 7-5. Roddick accusa quel gancio (e anche Jimmy Connors, allora suo allenatore) e il quarto per Federer è una pratica da chiudere 6-1. Prima di quella di quest’anno a Wimbledon, è l’ultima apparizione di Roddick in una finale Slam.


Tennis Master Cup, 2006. Il giorno in cui Roddick buttò la partita. Siamo nel round robin, secondo match. L’americano vince 6-4 il primo set, arriva a matchpoint nel secondo e con qualche minuto di follia dilapida tutto di fronte ad un Federer un po’ in bambola. Simbolo della follia: uno smash al salto di Roddick che si rivela un ottimo missile terra aria e finisce in tribuna. Federer chiude il tie-break 10-8 ed il terzo set per 6-4. La partita dà a Roddick l’impressione di essere ormai vicino. Sappiamo come è andata a finire: l’impressione è stata brutalmente smentita dalla semifinale degli Australian Open 2007, dominata da Federer per 6-4, 6-0, 6-2 e passata alla storia oltre che per la prestazione di Federer in campo anche per quella di Roddick alla conferenza stampa:
 

Roddick show in sala stampa

Master series Miami, 2008. La seconda vittoria di A-Rod, nel periodo più difficile di Federer. Roger pieno di dubbi dovuti al suo stato di salute dopo la mononucleosi si fa salire sopra per 7-6, 4-6, 6-3. Come ha fatto anche in questo marzo, Federer butta quella partita nella stretta finale, sbagliando un numero impossibile di dritti. Forse è questo il segreto per affrontare Federer? Prenderlo all’inizio della primavera. Chissà, forse i pollini…


Master 1000 di Miami e Master 1000 di Madrid. Metto questo due partite di quest’anno insieme, perché hanno un andamento simile: Federer vince il primo con un break, perde il secondo e vince il terzo. In realtà molto più largo a Madrid che a Miami, ma c’è da dire che a Madrid si giocava su terra battuta, che forse è la superficie che aumenta di più il divario fra i due. Quest’anno si sono affrontati ancora una volta in semi a Melbourne, ma lì non c’è stata storia: un 3-0 facile per Federer. Dalle partite di quest’anno si può ricavare la seguente impressione: Roddick sembra molto vicino nel due set su tre. A distanza abissale nel 3 su 5, nel quale ha sempre perso. In vista della finale, che si gioca 3 su 5, non è certo una bella notizia per lui. Forse il miglior incoraggiamento glielo ha fornito lo stesso Federer, che in conferenza stampa ieri ha detto: “alla fine il bilancio head to head non conta, perché si comincia sempre da zero.”
 

Gianluca Comuniello

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5 Luglio 1980

 

In una delle partite più belle della storia dello sport, Bjorn Borg conquista il quinto consecutivo titolo a Wimbledon battendo John McEnroe 1-6 7-5 6-3 6.7 8-6 in 3 ore e 53 minuti.

 

Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker

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