455 Slam giocati, mai una finale più lunga: 77 games! Davanti ad un parterre de roi piega un grande Roddick dopo 4 ore e 18: 5-7, 7-6, 7-6, 3-6, 16-14. Ubaldo Scanagatta
Così siamo rimasti avvitati alle nostre panchine verdi sul centre court per cinque magnifici ed interminabili set, due tiebreak e un set decisivo durato un’ora e 33 minuti e finito 16 a 14. Record che strabatte i 71 games degli Internazionali d’Australia del 1927. Quattro ore e 18 minuti di incredibile e soprattutto inattesa suspence.
Una partita un filino appena meno bella di quella vinta un anno fa da Nadal su Federer 9-7 al quinto (durò mezz’ora di più, 4h e 48m), ma non meno incerta. Onore per questo ai due protagonisti, ma soprattutto a un grande Andy Roddick che, pur perdendola, ha come riabilitato tutta una carriera nella quale, vincendo soltanto uno Slam, l’US Open 2003, sembrava essere stato un n.1 del mondo quasi per sbaglio.
“Se Andy avesse vinto anche il secondo set, dopo essere stato avanti 6 punti a 2 nel tiebreak con quattro setpoints, lo straordinario Roddick di oggi non sarebbe stato rimontato neppure da Federer” ha sentenziato Boris Becker che quando parla di tennis, avendo vinto tre Wimbledon, deve essere considerato più credibile di quando parla di come metter su famiglia e educare i figli. I due setpoint sul proprio servizio sono stati i soli punti giocati male dall’americano.
Da sottolineare però che Federer aveva giocato 19 tie-break nelle 19 finali Slam e ne aveva vinti 16. I soli tre che aveva perso, li aveva persi tutti con Nadal. Sia il primo dato che il secondo non si possono definire un caso. Il conto dei tie-break contro Roddick nelle finali che contano è 4-0 per lo svizzero.
Ma il grande merito dello sfortunato perdente, che ha ceduto un solo game di battuta nel quinto set _ dopo aver ben sopportato l’inimmaginabile stress di servire dieci volte per salvare il match avendo cominciato a battere per secondo nel quinto set quando è stato sempre costretto ad inseguire _ contro i due break subiti da Federer, è stato quello di non arrendersi mai, nemmeno dopo aver sciupato quelle grandi opportunità per passare in vantaggio due set a zero.
Dopo 18 vittorie in 20 incontri di Federer su Roddick, nemmeno il più sfegatato tifoso del kid del Nebraska poteva immaginare che avrebbe assistito alla finale più lunga e combattuta della storia, di 123 Wimbledon e non solo. Si auspicava soltanto che ci fosse battaglia. Accidenti se c’è stata.
Alla fine ha vinto il solito Roger Federer, per la sesta volta qui _ una meno di Sampras _ quindicesimo Slam in bacheca, e sotto gli occhi dello stesso Pete Sampras che fino a ieri codeteneva con lo svizzero il record dei 14 Slam e che, sconfiggendo la nota pigrizia, era arrivato in mattinata con la moglie-attrice Bridgette Wilson per sedersi nel Royal Box accanto agli altri grandissimi del passato, Rod Laver, Bjorn Borg. Quelli insomma che contendono a Roger Federer il titolo che non potrà mai essere ragionevolmente assegnato: il più forte di tutti i tempi.
Lo svizzero, compiendo l’accoppiata Roland Garros come riuscì l’anno scorso a Nadal e anni fa a Borg e Laver, ritorna n.1 del mondo, smentendo quanti soltanto pochi mesi fa _ dopo una brutta batosta a Miami patita da Djokovic (aveva vinto il primo set ma giocato malissimo secondo e terzo) _ lo ritenevano sprofondato negli abissi di una crisi irrimediabile.
Federer ha servito come non mai, 50 aces non li aveva mai fatti né lui né nessun altro finalista d’uno Slam (appena 5 meno del record di Karlovic: Roddick si è fermato a 27) ed è stato sempre calmo. Non ha mai dato, al contrario di Roddick, la sensazione d’esser affaticato. Però sull’8 pari nel quinto ha concesso due palle break (annullate dal servizio) che valevano due mini-matchpoints. Lui ne aveva avuto uno soltanto per il mancato 2-0.
Pete Sampras ora vede Federer “In grado di vincere almeno 18,19 Slam se giocherà ancora per 3 anni: non ha ancora 28 anni”.
Roger li compierà l’8 agosto, quando potrebbe anche esser già diventato padre. “E’un’estate straordinaria questa. L’anno scorso su questo campo sono uscito io da sconfitto, oggi ho vinto davanti alle leggende del tennis. Andy potrà capitare anche a te”. Poi ha ringraziato Sampras per “essere venuto”. Un minuto prima Roddick rivolgendosi allo stesso Sampras aveva detto: “Sorry Pete ci ho provato…(a difendere il tuo record), Roger è un vero campione, ma io non dispero che un giorno ci sia anche il mio nome accanto a quello di Pete, di Rod e di Bjorn”. Non so se accadrà, ma il tennis ha ritrovato un grande protagonista, un giocatore che ha dimostrato di essere ancora competitivo anche quando si parla di probabili vincitori di Slam. Da qualche anno non era più così. E' un Roddick...born again. E, oltre che suo, il merito deve essere anche di Stepanki, un tipo che già aveva fatto miracoli con Rios, Kafelnikov e Gonzalez (con McEnroe non c'era bisogno...John i miracoli li faceva da solo!).
Andy ha perso la sua terza finale con Federer, ma mai come questa volta Roddick è stato vicino a vincerla. Chapeau per due grandi campioni. E chapeau a Wimbledon che non tradisce mai. Non si sa come mai ma le finali qui sono sempre bellissime. E l'erba sarà anche cambiata, ma il tennis che ci si gioca sopra è sempre affascinante.Un bellissimo spot per il tennis. Firmato Federer e Roddick.
Federer b.Roddick 5-7,7-6(8-6),7-6(7-5),3-6,16-14 in 4 h e 18m
Ubaldo Scanagatta
5 Luglio 1980
In una delle partite più belle della storia dello sport, Bjorn Borg conquista il quinto consecutivo titolo a Wimbledon battendo John McEnroe 1-6 7-5 6-3 6.7 8-6 in 3 ore e 53 minuti.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka