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"Sono un tennista non un veggente"

Andy Roddick affronta l'ultima conferenza stampa del torneo da uomo distrutto. Difficile riprendersi dopo la sconfitta più dura della sua carriera. Riuscirà a vincere altri Slam? da Wimbledon, Enrico Riva

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È un Andy Roddick che fatica a trattenere le lacrime quello che entra in sala stampa alle 19.30, un quarantina di minuti dopo la sconfitta più dura della sua vita. È un Andy Roddick che si risparmierebbe volentieri di sottoporsi alle domande dei giornalisti e che non nasconde che ci vorrà molto tempo per digerire ciò che è accaduto oggi.

Hai perso dal giocatore più forte di sempre?
Si

Se potesse Andy andrebbe avanti a monosillabi per tutti i dieci minuti in cui osserva glaciale i pochi che hanno avuto il coraggio di abbandonare i propri scritti per tributargli l’ultimo dovuto onore.

Ci dici qualcosa di quando eri seduto sulla sedia e il pubblico ha intonato il tuo nome?
(Con lo sguardo leggermente ma brevemente rincuorato): E’ stato bello, dimostra che hanno apprezzato quello che ho fatto oggi.

Bud Collins è seduto nelle prime file. È ed è sempre stato un ammiratore di Roddick e Andy con lui non si limita a due parole. Bud gli chiede:

Com’è stato possibile tenere la concentrazione? Hai servito un game sotto in 10 occasioni con il titolo in palio.
Si, devi continuare a giocare. Voglio dire, non – certo se lo guardo ora è una montagna ma al momento era un punto, poi un altro e un altro ancora. Certo alla fine si sono sommati.

Alcune domande lo indispettiscono e l’americano come ci ha sempre abituato non si dilunga più di tanto ad accondiscendere i cronisti.

Come descriveresti quello che hai fatto oggi?
Ho perso

Quando pensi che ti sentirai meglio e sarai contento della tua prestazione di oggi piuttosto che dispiaciuto?
Non so, non sono un veggente, sono un tennista.

Pensi che Roger sia l’unica persona che oggi non avresti potuto battere?
Non so. È una domanda insulsa in questo momento. È solo pura speculazione.

Peter Bodo osa chiedergli conto di quella sciagurata volè nel tiebreak del secondo set che di fatto gli è costata l’incontro.

Cos’è successo sulla volè alta di rovescio?
C’era un vento molto forte alle spalle di Roger, si formavano dei grossi mulinelli d’aria. Quando lui ha colpito il dritto pensavo di non giocare la volè. All’ultimo minuto ho cambiato idea ma non ho fatto in tempo a posizionarmi bene. Non so se la palla sarebbe uscita o no.

Andy è più loquace anche se si tratta di parlare degli ultimi progressi.

Cosa ti dà più soddisfazione nonostante la sconfitta di oggi?
Mi sono preso delle soddisfazioni in novembre e dicembre quando ho iniziato a fare passi avanti. Mi sono dato l’opportunità di vincere tornei del genere. Oggi quell’opportunità c’era. Non ha funzionato ma ci ho provato.

È un uomo sfiduciato e come potrebbe essere altrimenti?

Questo torneo ti ha dato fiducia di poter vincere un altro Slam?
No, no. Non sarà una cosa facile da digerire e non sono in grado di essere particolarmente lucido con voi oggi. Cercherò di andare avanti. Non ci sono altre possibilità.

L’americano vuole andarsene, Bud Collins si fa portavoce del suo desiderio e sentenzia: “Liberate quest’uomo! Ben fatto Andy”. Roddick ringrazia e scappa. La sala stampa applaude in piedi, per l'ultima volta.
 

Enrico Riva

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