Dopo la finale, Federer rivela un retroscena: “E' stato fantastico vedere Sampras in tribuna. Mi aveva promesso che al mio Slam numero 15 ci sarebbe stato, di certo agli Us Open avrebbe fatto poca strada…”. da Wimbledon, Alberto Giorni
Appena Roger Federer si presenta in sala stampa, tutti i giornalisti lo omaggiano con un applauso spontaneo. Lo svizzero ripercorre la finale e dispensa grandi sorrisi: le lacrime versate in Australia sono lontanissime.
Quanto è stata difficile questa finale, confrontata con le altre che hai giocato qui?
E’ stata difficile, perché Andy ha giocato bene. So cosa significa giocare una finale di Wimbledon e cosa significa giocare un quinto set in una finale così. Ma è stato diverso rispetto agli ultimi anni con Rafa: là si trattava di giocare da fondocampo, qui invece ci si basava soprattutto su servizio e risposta, un tipo di gioco più classico da erba.
Cosa hai pensato dopo avere vinto il secondo set?
Penso che sia stata la chiave del match. Sotto due set a zero, e pensando al modo in cui Andy stava servendo, ritengo che sarei stato in una situazione molto difficile. Intendiamoci, anche sotto di due set avrei potuto vincere, ma andare un set pari ha aumentato le mie possibilità di vittoria.
Molti giocatori in un’intera carriera non vincono neanche un titolo dello Slam. Com’è vincerne 15?
Questa domanda mi rende felice… Essere stato capace di mantenere un livello così alto per così tanti anni senza avere infortuni è una cosa fantastica. E’ ovvio che negli ultimi anni ci sia un po’ di routine, ma essere riuscito a vincere così tanto in un periodo di tempo relativamente breve è straordinario.
Hai vinto il primo titolo dello Slam a Wimbledon e il quindicesimo è ancora a Wimbledon. Era destino?
Sono contento di aver centrato il record proprio qui, perché questo è il torneo che ha sempre significato qualcosa di speciale per me. Sì, iniziare e finire qui è un cerchio che si chiude. Ma la mia carriera è ben lontana dal concludersi. Quante leggende erano in tribuna! E’ stupendo sapere che atleti che hanno fatto la storia del mio sport siano lì a guardarmi e ad apprezzare il mio gioco. In particolar modo Pete.
Quando hai saputo che Sampras avrebbe assistito alla finale?
La conferma l’ho avuta solo ieri, ma Pete mi aveva promesso da molto tempo che avrebbe assistito dal vivo alla conquista del quindicesimo Slam da parte mia. Certo, lui sperava che fosse a New York, così avrebbe dovuto fare poca strada… Mi diceva: “Per favore, che non sia in Australia!”.
Hai vinto Roland Garros, Wimbledon e ti sei ripreso la prima posizione mondiale senza incontrare Rafa Nadal. Questo ti ha tolto qualcosa?
Non penso. Certo, mi sarebbe piaciuto affrontarlo ancora, ma ora ho giocato anche con Roddick tre grandi finali di Wimbledon. Purtroppo Rafa si è infortunato e il tennis prosegue molto velocemente. L’importante è vincere i grandi tornei, sono quelli che restano nella storia.
In questo momento sei la persona più felice del mondo?
Beh, certamente sono molto contento, se sono il più felice del mondo non saprei dire… Nella vita non esiste solo il tennis. Comunque sono al settimo cielo.
Come ti senti a essere una leggenda?
Non so se si può essere una leggenda mentre si è ancora un giocatore in attività… Aspettiamo e vediamo.
Aberto Giorni
5 Luglio 1980
In una delle partite più belle della storia dello sport, Bjorn Borg conquista il quinto consecutivo titolo a Wimbledon battendo John McEnroe 1-6 7-5 6-3 6.7 8-6 in 3 ore e 53 minuti.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka