L’ex numero 1, scavalcato quest’oggi da Federer dopo l’assenza forzata da Wimbledon, prevede di rientrare in Canada, dove è detentore del titolo. Obiettivo: US Open. Samuele Delpozzi
Rafael Nadal dà appuntamento a fans ed avversari alla Rogers Cup di Montreal, al via il prossimo 8 agosto. Il maiorchino infatti – appena detronizzato nel ranking da Roger Federer, causa rinuncia a Wimbledon e contemporanea vittoria dello svizzero – ha deciso di non affrettare i tempi di recupero nella speranza di potersi presentare al massimo allo U.S. Open, unico titolo dello Slam ancora mancante nella sua ricca bacheca. Sembra quindi che la svolta da molti auspicata sia in procinto di concretizzarsi: da ora in avanti Nadal seguirà le orme di Federer, programmandosi esclusivamente in funzione dei grandi tornei (Slam e Masters 1000), evitando di logorare inutilmente il fisico in appuntamenti di seconda fascia. Nonostante lo spagnolo abbia solo 23 anni, la lunga rincorsa alla prima posizione sembra aver profondamente segnato la sua carrozzeria, non più in grado di sostenere un gioco tanto dispendioso all’interno di un calendario troppo fitto: sul banco degli “imputati”, le partecipazioni ai tornei di Rotterdam – immediatamente dopo il trionfo australiano – e Barcellona, inserito in un micidiale tour de force pre-Roland tra Montecarlo, Roma e Madrid. Volendo essere pignoli, anche Doha e le esibizioni di Abu Dhabi e Parigi erano probabilmente evitabili, o comunque sfoltibili.
Secondo le notizie trapelate dal suo staff, attualmente Rafa starebbe lavorando esclusivamente sulla condizione fisica, proseguendo in parallelo le cure per la tendinite al ginocchio: se tutto andrà secondo i piani, dovrebbe tornare ad allenarsi sul campo nelle prossime settimane. Niente Coppa Davis dunque, per quanto la sua presenza – sul rosso di Marbella contro i tedeschi – non sembri strettamente indispensabile, date quantità e qualità della panchina iberica.
La rincorsa di Nadal al primato ripartirà quindi dagli Open del Canada, torneo a lui certamente gradito essendoselo aggiudicato già due volte (nel 2005 a Montreal e l’anno scorso a Toronto). Lì e a Cincinnati, Masters 1000 immediatamente successivo, il mancino di Manacor testerà il suo ritmo partita in vista di Flushing Meadows, appuntamento al quale storicamente è arrivato scarico dopo gli sforzi sovrumani della primavera-estate. Quest’anno invece – pur dovendo fare i conti con un ranking sempre più instabile, avendo in uscita anche i punti olimpici ed un Murray negli specchietti retrovisori – potrà programmarsi esclusivamente per New York, dove tenterà di chiudere il “Career Slam” come Federer al Roland Garros… e di certo l'elvetico sarà l’ultimo ad augurarsi che Nadal scali al terzo posto, con la prospettiva di un possibile scontro già in semifinale.
Intanto il manager di Rafa, Benito Perez Barbadillo, interrogato a proposito di un possibile rientro anticipato, ha dichiarato: “Mai dire mai con questo ragazzo”. I rivali sono avvertiti.
Samuele Delpozzi
5 Luglio 1980
In una delle partite più belle della storia dello sport, Bjorn Borg conquista il quinto consecutivo titolo a Wimbledon battendo John McEnroe 1-6 7-5 6-3 6.7 8-6 in 3 ore e 53 minuti.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka