Prendendo spunto dalle parole di Sampras abbiamo inventato una lettera di Pete a Roger e la risposta dello svizzero sulla questione. Bolotta e Malafarina Ubaldo si scusa per l'articolo scherzoso e il mancato preavviso. E invita però...
Questo articolo vuole essere un gioco estivo in cui si parla di tennis come lo si farebbe in spiaggia. Non prendeteci troppo sul serio!!! Si ispira ad una conferenza vera in cui Sampras ha parlato del GOAT, di Federer e di Nadal (La conferenza originale).
Dalla conferenza di presentazione del torneo Atp di Los Angeles che scatterà il prossimo 27 luglio, l’ex numero uno del mondo Pete Sampras ha parlato di Roger Federer, riaccendendo la questione su chi sia il più grande di tutti i tempi così come auspicato da Jim Courier, altro former n. 1, che aveva desiderato fossero proprio gli ex giocatori ad animare il dibattito sul GOAT, Greatest of all time. Incalzato dalle domande dei cronisti, Pistol Pete ha usato il bastone e la carota per definire la sua reincarnazione svizzera, facendo un parallelo con la sua luminosa carriera. Da ricordare che lunedì 27, sui campi del Tennis Center-Ucla, Sampras tornerà in campo per un’esibizione contro Marat Safin, colui che lo distrusse nella finale dello Us Open 2000, dando una prima violenta spallata all’impero decennale dell’americano. Per riassumere il significato del suo intervento, l’uomo da 14 titoli dello Slam ha scritto in esclusiva per Ubitennis una lettera aperta allo svizzero, capace a sua volta di vincerne 15. La pubblichiamo di seguito.
Caro Roger,
è un piacere rispondere di te a ogni conferenza stampa in cui vengo invitato. Ed è stato un grande onore essere presente sul centrale di Wimbledon per consegnarti il sesto trofeo londinese della tua straordinaria carriera. Anche io ho amato quell’erba, e credo di conoscerla piuttosto bene. Ma tu lo sai, in fondo sei cresciuto guardando le mie finali, non è così? Continuano a chiedermi se il fatto di avere ceduto il primato di Slam mi abbia causato dolore. Che dire? Si va avanti lo stesso, ma se vi soffiassero la fidanzata da sotto il naso, voi non vi arrabbiereste? Tra l’altro avrei dovuto aspettarmelo, è la banale crisi del settimo anno: tanto è durato il mio record, che onestamente in molti credevamo quasi imbattibile. Ma se c’è un giocatore degno di battermi – posto che non sarei potuto essere io stesso, poiché nemmeno io mi sarei battuto, tanto ero forte sull’erba – questi è proprio Roger Federer. L’ho detto chiaramente sia davanti a Borg, Laver e gli altri sul centrale, sia l’altro giorno a Los Angeles. Io conosco bene la tua grandezza, ma ancora la notte, prima di addormentarmi, mi domando se sia giusto considerarti il più forte di ogni tempo, il GOAT, come tanto piace chiamarlo alla stampa.
Non volermi male, amico svizzero. Ma guardando la foto di Rafa Nadal che casualmente conservo nel portafogli, ho realizzato che negli scontri diretti sei ancora sotto 13 a 7. E mi sono chiesto: «Come cacchiarola può essere il più forte di sempre, se è in negativo con il suo grande rivale?». Sai, è importante essere il migliore della propria generazione. Prova a pensarci: Laver lo è stato, Borg lo è stato, Lendl lo è stato. Ovviamente anche io lo sono stato. Così a Los Angeles mi sono lasciato scappare che sì, tu potrai esserlo a fine carriera, ma hai bisogno di una cosa fondamentale. E non contano i numeri: se guardassimo soltanto quelli, non ci sarebbe nemmeno discussione. Piuttosto che continuare a collezionare titoli dello Slam, hai bisogno di fare fuori quello spagnolo. Sì, devi battere Nadal, non una, ma un sacco di volte! Credo che per tre o quattro anni vi affronterete ancora, e sempre con in palio qualcosa di importante. Riporta a tuo favore il testa a testa con Rafa, e vedrai che tutti saranno (saremo) pronti a considerarti il GOAT senza alcun tentennamento.
Del resto, ti sei mai chiesto cosa sarebbe successo se io fossi stato battuto ogni volta da quel ragazzo capellone che un giorno, all’improvviso, divenne pelato? Non avrei potuto sopportarlo. Per fortuna alla fine gliele ho cantate, 20 a 14 per me, e 6 a 3 negli Slam! Pensa che a Flushing Meadows, dove insieme siamo cresciuti, non mi ha mai battuto! Guarda che dico sul serio, Roger: se lui fosse stato davanti, non mi sarei mai considerato il migliore della mia generazione, e credo che francamente sarei andato a piedi fino al Santuario della Madonna incoronata di Foggia. Nessuno mi ha mai messo sotto, nemmeno Courier, Chang o chi altri. Tu hai persino quel giovanotto scozzese che ti infastidisce…
In conclusione, sono sicuro che saprai come fare: hai il talento, il tempo e l’esperienza per riuscirci. Per adesso non posso che farti i complimenti per i tuoi 15 Slam. Te li sei meritati. Anche se, con un pizzico di presunzione, sono convinto che se ci fossimo incontrati a Wimbledon nel pieno della mia carriera, ti avrei messo in grande difficoltà. Il mio serve & volley ti avrebbe spiazzato! Perdonami, ma tu di servizio e volèe proprio non te ne intendi… Ti avrei giocato sul rovescio, avrei comandato il gioco. Sai, io sull’erba mi sentivo davvero imbattibile. E tu?
Ho inviato questa lettera anche a Rafa: chissà che non mi risponda prima lui.
Un grande abbraccio,
Pistol Pete
La risposta di Roger Federer
In tempi di caldo estivo e pomeriggi sulla spiaggia gran parte del giorno vien sovente speso dalle italiche genti nella nobile arte della discussione sul sesso degli angeli. Sia calcio, politica o tennis, nessuno rinuncia a quei quindici minuti di speciosa discussione sui massimi sistemi, salvo poi pentirsi per sostenere che di inutile perdita di tempo si tratta. E' vero che ci si gingilla con ipotesi e congetture senza mai affermare niente di sicuro ma in qualche modo questo è anche il senso dell'estate. Le "cose serie" torneranno a settembre e per adesso siam lasciati soli, coi nostri amici, a parlare, parlare, parlare e scrivere.
Ed allora se di ipotesi ed illazioni si vuole discutere, perchè non farlo con le ipotetiche parole che i protagonisti si potrebbero rivolgere?
Nell'intervista rilasciata a Los Angeles Pete Sampras sembra voler sostenere le idee di Tommasi, ovvero che se Federer vuole essere considerato il più forte di sempre deve avere un record positivo con il suo grande rivale. Ma cosa ne penserebbe Roger?
Caro Pete,
da qualche settimana mi sento davvero bene. Quindici slam ed il titolo a Parigi hanno avuto il potere di rilassarmi e le tante questioni che fino a poco fa mi sembravano grandi problemi ora mi sembrano solo quisquilie. Sarà per il fatto che la storia ha la capacità di mettere tutto in prospettiva ed ora è solo alla storia del tennis che guardo.
Se ci pensi nessuno cita mai i confronti diretti tra Laver e Rosewall, o tra te e Agassi quando si parla di più grande di tutti i tempi. Confesso che il titolo di più grande di sempre non mi aggrada, non ultimo per il fatto che non vorrei mai mancare di rispetto a te, Rod o Bjorn che siete stati così gentili da venire a Londra qualche giorno fa. Certo che se giocatori, appassionati e giornalisti si affannano tanto dietro a questa etichetta forse una qualche importanza l'avrà pure, no? E allora ti dico che il più grande di tutti i tempi si giudica sulla base della storia. E la storia guarda ai titoli, ai risultati e questi dicono che io ho dominato la mia epoca, senza false modestie. Il record negativo con Rafa è frutto delle caratteristiche di gioco, del mio rovescio tagliato che va ad incontrare quel malefico diritto arrotato, e del fatto che ci siamo incontrati spesso sul suo terreno preferito. Se togli i risultati sulla terra battuta il mio bilancio con Rafa è decisamente migliore. Scusami se ti ricordo che questo problema con te non si è mai posto perchè sulla terra battuta tu giocavi proprio poco.
Dello scozzese poi neanche ti rispondo, vedremo se arriverà in fondo a qualche altro slam chi sarà a gioire. Per ora in fondo ci è arrivato una volta e sappiamo bene com'è finita. Del torneo di Doha, alla storia, non importa gran che.
In fondo io ritengo che se davvero si vuole stabilire chi sia il più forte di sempre, caro Pete, ci sono dei sistemi, dei criteri da seguire e dei conti da fare. E questi passano soprattutto per il numero di major vinti in carriera.
Ad ogni modo torno a godermi le meritate vacanze, magari ci si vede tra quelche settimana negli States, verso fine agosto dovrei passare da New York.
Un abbraccio,
Roger
Stefano Bolotta e Daniele Malafarina
5 Luglio 1980
In una delle partite più belle della storia dello sport, Bjorn Borg conquista il quinto consecutivo titolo a Wimbledon battendo John McEnroe 1-6 7-5 6-3 6.7 8-6 in 3 ore e 53 minuti.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka