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WTA Los Angeles

Flavia nei quarti, fuori Safina

Pennetta nei quarti dopo l’ottima vittoria sulla Petrova. Adesso avrà la Zvonareva. Tra le due un solo precedente, agli ottavi di Sopot nel 2002: vinse la russa 63 61. Fuori la Safina per mano della Zheng. Livio Costarella

 

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Flavia Pennetta è nei quarti a Los Angeles dopo l’ottima vittoria ottenuta contro Nadia Petrova. Appena 51 minuti per un 6-3 6-3 abbastanza eloquente: la russa non ha mai dato l’impressione di poterla impensierire, troppo in fiducia Flavia in questo momento. Nel prossimo turno l’italiana è adesso attesa da un’altra russa, la Zvonareva, che dopo un ottimo inizio di stagione, culminato con la vittoria a Indian Wells, non riesce a ritrovare una continuità accettabile, complici alcuni problemi fisici. Dopo il ritiro di Wimbledon al terzo turno, infatti, si è ripresentata a Istanbul la settimana scorsa perdendo dalla Koryttseva, mentre qui a Los Angeles ha avuto un cammino irto di difficoltà vincendo di un soffio al terzo sia contro la Peng che contro la Wickmayer ieri (7-6 4-6 6-4). Tra di loro c’è un solo precedente favorevole alla russa, ma molto datato: Sopot 2002, sulla terra, vinse la Zvonareva 6-3 6-1.

La più grossa sorpresa, però, è stata l’eliminazione della prima testa di serie: la Zheng si è presa la rivincita sulla Safina (dopo il famoso match di Roma vinto da Dinara al tie-break del terzo). Stavolta è toccato alla cinese imporsi col punteggio di 7-5 4-6 6-4 dopo 2 ore e 10 minuti. Partita dall’andamento altalenante: la cinese conduceva 7-5 3-1, prima di subire il ritorno della russa, che ha vinto 9 dei successivi 12 game, portandosi addirittura avanti 4-2 al terzo. Ma è stato lì che la Zheng ha cambiato decisamente rotta, vincendo fantasticamente 4 game di fila e lasciando appena 2 punti alla Safina.

“Per me è meraviglioso – ha detto la cinese – perché contro Dinara avevo sempre perso 4 volte su 4. Ho provato a fare del mio meglio, ad essere aggressiva e a dare il 110% su ogni punto. Attaccavo spesso sul suo rovescio facendola muovere molto. Sapevo che era dura ma ce l’ho fatta”. “Non so cosa è successo nel primo set – ha dichiarato Dinara – ma ho cominciato a giocare molto meglio nel secondo. Lei è una buona giocatrice, è duro vedersela con lei. Ha avuto le sue chances e le ha sfruttate, mentre io non ho fatto le cose per bene”. La Zheng era stata la prima cinese di sempre, l’anno scorso, a battere la testa di serie n. 1 a Wimbledon (era la Ivanovic). La Safina è stato il suo quarto scalpo tra le top ten.

Nei quarti la Zheng se la vedrà con la Stosur che ha fatto fuori proprio la Ivanovic in due set, 6-3 6-2. “Ogni volta che giochi contro qualcuno da cui hai perso recentemente – ha detto la Stosur – è un bel test per te stessa (aveva perso contro la Ivanovic lo scorso mese a Wimbledon, ndr). Mi sono sentita sempre meglio durante il match e non pensavo di vincerlo con un punteggio così netto. Partite come questa fanno molto bene al morale”. “Quello di cui avrei bisogno – ha detto la Ivanovic – sono un po’ di match e di competizione. Non riesco a raggiungere un livello di forma accettabile: dopo Wimbledon ho avuto piccoli infortuni e sono stata 3 settimane fuori. Vorrei divertirmi e sento che è importante per ripartire ancora più affamata”.

Negli altri match, Ursula Radwanska si è giovata del ritiro prima del match di Na Li per problemi al ginocchio e sua sorella Agneszka si è sbarazzata comodamente in due set della Chakvetadze. Anche la Lisicki si è dovuta ritirare all’inizio del secondo set contro la Cirstea per un problema alla spalla destra, mentre avanza ancora la Sharapova vincendo un match non facile contro Alona Bondarenko 4-6 6-0 6-3 e vendicando, così, la prima sconfitta subita nel 2009, dopo il ritorno sui campi, a seguito del lungo infortunio.

(14) Zheng Jie (CHN) d. (1) Dinara Safina (RUS) 75 46 64
(2) Vera Zvonareva (RUS) d. Yanina Wickmayer (BEL) 76(5) 46 64
(10) Flavia Pennetta (ITA) d. (5) Nadia Petrova (RUS) 63 63
(13) Samantha Stosur (AUS) d. (6) Ana Ivanovic (SRB) 63 62
(8) Agnieszka Radwanska (POL) d. Anna Chakvetadze (RUS) 63 62
Urszula Radwanska (POL) d. (12) Li Na (CHN) w/o (right knee injury)
Sorana Cirstea (ROU) d. (17) Sabine Lisicki (GER) 63 10 ret. (shoulder injury)
Maria Sharapova (RUS) d. Alona Bondarenko (UKR) 46 60 63
 

Livio Costarella

  • 07/08/2009 10:52
    john doe
    A quanto pare il periodo fortunato della Safina, così come accadde lo scorso anno alla Jankovic, sembra destinato ad esaurirsi a breve. E' ora che torni alla prima posizione mondiale una tennista che abbia vinto almeno uno slam, e non il torneo di Portorose. Resta comunque aperta per loro la gara per la peggior numero 1 della storia. Intanto la Sharapova sembra tornata a dei livelli accettabili, anche se continuo ad avere dei dubbi su di lei, in particolare il servizio ( che era il suo punto di forza insieme al rovescio ) continua a non convincere. Vedremo cosa combinerà agli US Open, dove non è certo tra le favorite, ma dove è chiamata a dimostrare di essere tornata ad alti livelli ( cioè di poter competere con le Williams ).
  • 07/08/2009 12:45
    Luca R
    Adesso però basta!!! Ma quale è la colpa della Safina essere arrivata al numero 1?? Se voi vi trovaste nella loro situazione,cosa pensereste??? Se lo ono guadagnate quel numero 1,se poi voi,che vi credete grandi esperti di tennis,nn accettate questo perchè voi ce volete le Williams,è un'altra storia dato che queste ormai dovrebbero ritirarsiv perchè hanno già scassato abbastanza. Poi c'è anke una gara per peggiore numero 1???? Mi chi arriva al numero 1 cm fà ad essere considerato il peggiore??? State delirando veramente e andate sempre più nel ridicolo.................. E poi smettetela di commnetare perchè almeno loro al numero 1 ci arrivano voi invece state perdere tempo a criticarle tutto il giorno senza aver combinato nulla nel mondo del tennis. Se la colpa della Safina e della Jankovic è stata quella di arrivare al numero 1 allora piacerebbe anke a me essere "colpevole" di questo.
  • 07/08/2009 14:11
    shy
    Non c'è niente di male a definirla la peggior numero uno della storia del tennis, perché non è un giudizio sulla persona, bensi' un giudizio tecnico sulla tennista. Tu puoi anche non condividere questo giudizio. Ad esempio puoi affermare che Safina giochi un tennis fantasioso, vario, abbia molte soluzioni al suo arco, sia brava a rete, e sia un cuor di leone. Io non saro' d'accordo, e cerchero' di convincerti con controanalisi tenciche. Ti diro' anche che vincere uno Slam è condizione necessaria per poter essere considerati numero uno. Il fatto che, al contrario di tutte quelle del passato, lei non l'abbia mai vinta corrobora la tesi della WOAT (dowe W sta per worst). Quanto poi alla storia del "chi sei tu per giudicare", è un argomento che non sta in piedi!
  • 07/08/2009 14:25
    nicco
    Per me è inaccettabile che una giocatrice che ha vinto 3 degli ultimi 4 Slam e nel quarto ha perso nei quarti dall'"eventual champion", non sia numero 1. La Safina ha giocato una grande stagione, ma quei risultati di Serena che tra l'altro contemplano anche una finale a Miami (da molti conisderato il 5° Slam, sono semplicemente pazzaschi. Poi Luca R mi sa che più noi che non vogliamo la Safina al numero uno sei te a non voler le Williams in cima al ranking. E ricorda quando loro si ritireranno TUTTI ne sentiranno la mancanza. E nel circuito rimmarranno un branco di giocatrici omologate nel gioco e nelle dichiarazioni. Porta un po' di rispetto alle sorellone...
  • 07/08/2009 15:07
    John Doe
    Che la jankovic e la safina siano le peggiori numero 1 della storia del tennis femminile ( secondo me attualmente a pari merito, alcuni danno in vantaggio la serba perchè ha fatto meno finali slam ) lo dicono i fatti, non è un'opinione. E che siano due tenniste tutto sommato modeste lo dimostrano tra le altre cose le loro partite a Wimbledon, dove è più facile distinguere i veri campioni. Se sono arrivate alla prima posizione mondiale lo hanno sicuramente meritato, perchè ci hanno creduto più delle altre in un momento di crisi del tennis femminile, ma adesso non venitemi a dire che sono due grandi campionesse al pari delle Williams o della Henin... Poi com'è stato giustamente detto nel tennis contano solo i tornei dello slam ( e al limite i wta championships ) se non ne vinci non puoi essere considerata un campionessa.
  • 07/08/2009 16:08
    shy
    Ecco, per fare un paragone, credo sia oggettivo che Marcelo Rios sia stato il peggior numero uno della storia perché è l'unico che non abbia mai vinto uno Slam.
  • 07/08/2009 16:46
    Roberto Commentucci
    Credo che quando si discute se un n.1 merita di esserlo si debba distinguere fra l'ambito personale (quello del giocatore) e quello generale (il sistema di classifica). Per capirci: non è certo colpa della Safina se in base al sistema di classifica attuale, e per il fatto che le Williams giocano quando vogliono, la russa si trova ad essere la n. 1 del mondo. Bisogna invece riflettere sull'idoneità della classifica a rappresentare fedelmente i valori in campo. Con l'attuale sistema si mira ad avere in campo le più forti per un numero elevato di eventi, penalizzandole se partecipano a pochi tornei (come fanno le sorellone). Il punto è che le Williams (da un certo punto di vista anche con qualche ragione) se ne fregano altamente delle penalizzazioni in classifica, si impegnano solo negli Slam, ma quando hanno voglia fanno a pezzi tutte le altre, Safina compresa. Quindi eviterei commenti sgradevoli su Safina e Jankovic. Non è colpa loro se pur non essendo due fuoriclasse, in base alle regole si ritrovano n.1.
  • 07/08/2009 17:32
    John Doe
    Io in questi commenti non leggo nessuna offesa alla safina o alla jankovic, e nessuno le incolpa di aver raggiunto la prima posizione mondiale, che ripeto, in base al sistema delle classifiche wta, hanno sicuramente meritato. Ma la realtà è che in questo momento ( speriamo di transizione dopo il ritiro della henin ) del tennis femminile questa posizione vale poco o nulla e la vera numero 1 è sicuramente Serena Williams. Se safina e jankovic non dovessero vincere slam nessuno si ricorderà di loro, perchè sono questi tornei che nobilitano le carriere dei tennisti. Un titolo di Wimbledon vale immensamente di più di un anno o due da numero 1 senza vincere nulla...
  • 07/08/2009 18:01
    Roberto Commentucci
    Perfettamente d'accordo, John Doe. Quel che conta davvvero, quel che dà l'immortalità tennistica, è la vittoria negli Slam. Tuttavia, anche tra i vincitori di Slam abbiamo avuto esempi di tennisti che non erano certo dei fuoriclasse, ma solo degli ottimi giocatori. Gente come Thomas Johansson, che si vide consegnare un Aus Open dalle follie di Safin. O come Albert Costa, e Gaston Gaudio, che hanno alzato la Coppa dei Moschettieri. O come lo stesso Ferrero, un pò più forte di loro, ma che ha ballato solo un paio di stagioni. Da questo punto di vista, tuttavia, albi d'oro alla mano, pare che Parigi sia lo slam nel quale più spesso, in passato, l'Albo d'Oro abbia ospitato vincitori non troppo "nobili", mentre Wimbledon e US Open hanno avuto una qualità complessivamente migliore.
  • 07/08/2009 18:51
    Radu
    Forza Sorana!!!!!!!!!!!!!!
  • 07/08/2009 23:29
    John Doe
    @Roberto In effetti ci sono vari casi di tennisti e tenniste che hanno vinto uno slam senza essere dei gran campioni, io ci metterei anche Moya e Gomez e tra le donne la Majoli e la Myskina ( e se non si riprende anche la bella Ivanovic ). E come giustamente dici il RG sembra essere lo slam più "accessibile" per dei tennisti di seconda fascia. Mentre guardando l'albo d'oro di Wimbledon e degli US Open è chiarissimo che se non sei un vero campione non puoi vincerli. Comunque la mia opinione è che il grande campione deve vincere almeno 3 slam per essere considerato tale ( e possibilmente su superfici diverse ).
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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker

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