Us Open - Pennetta

Pennetta, brava lo stesso

L'azzurra cede senza affatto sfigurare contro Serena, num.2 del mondo e campionessa in carica, nei quarti: 6-4 6-3. Applausi a Flavia, che regge bene e cede solo allo strapotere al servizio dell'americana. Ubaldo Scanagatta 

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Troppo forte Serena contro una Flavia un tantino intimidita. Certo Serena ha servito benissimo e questo ti mette addosso una gran pressione. Forse Flavia avrebbe dovuto, visto che aveva vinto il sorteggio,cominciare a battere lei. Magari Serena avrebbe servito meno bene.

E’ senno di poi. Non abbiamo avuto l’impressione che Flavia potesse vincere la partita, ma che potesse giocare meglio certo sì.

Era troppo tesa per approfittare delle poche opportunità che Serena le ha concesso. In particolare la seconda palla break del primo game del secondo set è una palla che normalmente lei trasforma. Ovviamente è una sconfitta onorevole perché quando perdi da Serena Williams che aveva perso in tutto 17 games e 2 soli con la Hantuchova avenod ceduto soltanto una volta il servizio per set, non c’è molto da rimproverarsi.

Lei non sarà contenta, scrivo mentre l’hanno annunciata in conferenza stampa nella sala che però è occupata da Gonzalez che ha battuto Tsonga (confinato nella sala stampa n.2).

Nei due break patiti infatti ci sono anche sue responsabilità: il doppio fallo con cui ha aperto il decimo game sul 4-5, e il doppio fallo con cui ha chiuso il sesto game del secondo set, cedendo il secondo servizio, quello che ha mandato Serena sul 4-2.

Sono regali che contro la vera n.1 del mondo non ci si possono permettere.

Se andiamo ad analizzare i dati del match vediamo che Flavia ha commesso 5 doppi falli contro il solo di Serena, ma anche che Serena ha messo a segno 7 aces contro gli zero di Flavia. Alla fine sono 11 punti di differenza che vengono direttamente soltanto dal servizio. E a questi livelli 11 punti non sono pochi. Soprattutto se si pensa che alla fine Serena aveva fatto 61 punti e Flavia 47, cioè 14 in meno. Senza quegli 11, e la matematica non è un’opinione, i punti di differenza sarebbero stati solo tre.

E’ anche vero che nel primo set, fino al 5-4 per Serena, Flavia aveva perso appena 4 punti sul proprio servizio e due erano stati i doppi falli commessi nel quarto game. Eppur Flavia era riuscita a vincere anche quel game. Allora io dico, e ribadisco anche se mi accorgo che non tutti la pensano come me, che Serena era preoccupata, che non era al massimo. Una Serena al massimo avrebbe saputo approfittare di più di un servizio come quello di Flavia _ entrato più volte percentualmente rispetto ai giorni scorsi (50% per nel primo set, 64% nel secondo per una media del 57%) , ma si tratta sempre di una sola prima palla su due _ e non avrebbe conquistato di suo appena due punti in quattro turni di battuta di Flavia. Sulla sua seconda palla, che viaggiava sulle 70 miglia orarie, Flavia ha fatto ugualmente il 46 per cento dei punti nel primo set. Quasi un punto su due. Se Serena avesse giocato al massimo questo non sarebbe potuto accadere, a parer mio e…suo: “Prendevo troppi rischi nella risposta all’inizio, non rispondevo mai. Ero un po’ delusa perché sbagliavo troppe palle facili…._ poi dopo una pausa Serena…correggeva un po’ il tiro _ “Serviva bene e con grande continuità. Dovevo fare qualcosa di più…. Alla fine, quando lei serviva per restare nel set ci sono riuscita” mi ha detto Serena pochi minuti fa, quando per fare una domanda sulla Pennetta dovevo inserirmi fra dieci domande rivolte sulla sua prosima semifinale contro Kim Clysters (la risposta più carina, per inciso, è stata: “Kim corre più veloce di prima…forse dovrei mettere al mondo un bambino anch’io” _ E come lo chiameresti? _ Lei ci ha pensato un attimo e poi, ridendo ha detto: “Wilson!” più come la racchetta che come Pickett, il cantante “soul” degli anni Settanta).

Tornando al match di Flavia nel secondo set il livello è salito, ci sono stati buoni, ottimi scambi e la “Penna” ha fatto qualche punto molto buono. Ma sulla seconda palla di servizio i punti che è riuscita a fare sono diventati meno, uno su tre, il 33 per cento esatto.

Il gioco lo comandava Serena, come previsto, e difatti di Serena sono più numerosi sia i punti vincenti (22 a 9, inclusi quelli al servizio però) e gli errori gratuiti 19 contro 13 di Flavia.

Speravo che nel secondo set Flavia potesse raddrizzare la partita. A metà della manche ha giocato a sprazzi davvero bene. Ma è stata un po’ sfortunata sul 2 pari 30 pari e dopo anche sul 2-3 15 pari quando i nastri non le hanno davvero dato una mano. Ci sono partite in cui tutto gira bene ed altre meno. Con la Zvonareva nel secondo set era filato tutto alla perfezione, con Serena è andato tutto un po’ a rovescio. Incluso …il rovescio che, salvo straordinari lungo linea, è stato meno sicuro di altre volte.

Certo si cerca un po’ il pelo nell’uovo. Perdere con un break per set con Serena Williams (che diventerà n.1 del mondo una settimana dopo l’US open se vincerà questo torneo, anche se non giocheranno né lei né la Safina) è più che onorevole, testimonia anzi il salto di qualità che indubbiamente ha fatto Flavia in questi ultimi tempi.

“Prendo sempre sul serio qualsiasi mia avversaria, Flavia è chiaramente un’ottima giocatrice e certamente io non la sottovalutavo. Credo sia stato un ottimo match,,,lei ha una buona attitudine “

Più tardi Serena ammetterà di essere stata un tantino nervosa all’inizio: “Io venivo da una brutta estate…, come se avessi avuto un piccolo black-out,. Ora sono molto contenta di essere arrivata in semifinale. Spero di non fermarmi qui”.

Flavia, che pure si è fermata qui, ha ragione di essere soddisfatta anche lei, E’ diventata una tennista di un’altra dimensione. Ora le mancano solo tre tornei (Tokyo, Pechino, Mosca ed eventualmente Linz se le mancassero i punti che le servono per qualificarsi per il Masters, 200 secondo i calcoli di Spalluto).

E poi c’è la Fed Cup, dove Serena promette di non mancare.

Ubaldo Scanagatta

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