Lindsey Vonn, un rientro da Goat dello sci alpino

Lindsey Vonn, un rientro  da Goat dello sci alpino

NON SOLO TENNIS – La campionessa statunitense, grande amica di Roger Federer, è tornata a vincere dopo due anni di inattività causati da una serie di gravissimi infortuni. E nel mirino c’è il record assoluto di vittorie

Non capita spesso, nello sport di alto livello. Tornare dopo quasi due anni di assenza per gravissimi infortuni, e riprendere a vincere proprio come prima del “crac”. Una simile virtù appartiene ai fuoriclasse dello sport e Lindsey Vonn non fa eccezione. La graziosa sciatrice statunitense, grande amica di Roger Federer, ha fatto il suo rientro alle competizioni, nella Coppa del mondo di sci alpino, a dicembre, impiegando lo spazio di due gare per ritrovare la vittoria, a Lake Louise, nella “sua” discesa libera. Il 20 dicembre, a Val d’Isere e sempre nella disciplina più veloce, Vonn ha infilato un’altra perla, la numero 61 della sua straordinaria carriera. Il record di Annemarie Moser-Pröll, 62, è più che vacillante.

A fare specie, però, non è certo il fatto che l’americana vinca gare, ma che lo faccia con disinvoltura dopo i terribili infortuni patiti: il 5 febbraio 2013, cadendo durante un SuperG a Schladming, si procura infatti frattura del piatto tibiale laterale della gamba destra, rottura del legamento crociato anteriore, rottura del collaterale mediale, più frattura del setto nasale e  trauma cranico. Lo stop è lunghissimo, una mazzata che scoraggerebbe chiunque, non la tenace Lindsey. La campionessa rientra nel Circus l’inverno successivo, fino al 21 dicembre, giorno della libera in Val d’Isere, durante la quale sente riacutizzarsi l’infortunio al ginocchio; decide così di operarsi nuovamente, saltando i Giochi olimpici di Sochi 2014. Il resto è cronaca – vincente – degli ultimi giorni.

La Vonn ha mostrato una forza d’animo e una tempra su cui pochi avrebbero scommesso, alle soglie dei 30 anni (compiuti lo scorso ottobre) e dopo avere conquistato quattro Coppe del mondo, due medaglie olimpiche e cinque mondiali di cui complessivamente tre d’oro. Un palmares che ne fa, per restare in un ambito caro agli appassionati di tennis, una delle papabili “Goat” dello sci alpino in rosa.

A proposito di possibili Goat (non bastasse il suo compagno Tiger Woods, leggenda del golf), Lindsey è da tempo amica di Roger Federer. Memorabile la loro sfida sui generis lo scorso mese di luglio, subito dopo la straordinaria ma per lo svizzero amara finale di Wimbledon con Novak Djokovic. Sul ghiacciaio di Jungfraujoch, quota 3.450 metri nelle Alpi bernesi, i due si affrontarono su un campo da tennis ricavato in mezzo alla neve, per la gioia dello sponsor. Roger, al di là del marketing, ha mostrato di tenere davvero all’amicizia dell’americana, postando subito i suoi complimenti per il favoloso ritorno.

Forse per certi versi, il rientro di Lindsey deve avergli ricordato il grande avversario Rafa Nadal, abituato a tornare in campo dopo lunghi stop e mietere nuovi successi. Anche se il tunnel in cui è passata Lindsey Vonn è terribile per la gravità degli infortuni, e i paragoni – a questo livello – con altre discipline sono pochi: Ronaldo nel calcio (vinse i Mondiali nel 2002 dopo vari crac al ginocchio), Niki Lauda nella Formula Uno (due titoli mondiali dopo il rogo del Nürburgring). Invitiamo gli attenti e preparati lettori di Ubitennis, qualora ne ricordassero altri, a segnalarli.

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