Australian Open uomini: Nadal vince al quinto. Bene Tomic, Kyrgios e Murray

Australian Open uomini: Nadal vince al quinto. Bene Tomic, Kyrgios e Murray

Nadal soffre terribilmente contro Smyczek e si salva 7-5 al quinto. Splendido match di Tomic che supera sul filo di lana Kohlschrieber. Nick Kyrgios fa fuori anche Karlovic mostrando grande sicurezza. Il “gemello” crolla al quinto contro Groth. Baghdatis sorprende Goffin, record per il tunisino Jaziri, mai al terzo turno in uno slam

R. Nadal b. T. Smyczek 6-2 3-6 7-6 (2) 3-6 7-5 (Da Melbourne, Angelo Lo Conte)

 

Doveva essere una serata tranquilla per Rafa Nadal nel match di secondo turno contro il qualificato statunitense Tim Smyczek, numero 112 del mondo, capace di un terzo turno agli US Open del 2013 quando fu sconfitto da Marc Granollers. Smyczek, passato tra i professionisti nel 2005, aveva raggiunto il main draw di uno Slam solo nel 2012 qualificandosi ai danni del connazionale Bobby Reynolds. Da lì in poi lo statunitense, che si ispirara a David Ferrer, ha raggiunto un terzo turno a Washington e una finale al Napa Challenger del 2014 persa contro Sam Querrey. Rafa Nadal, finalista qui l’anno scorso e campione nel 2009, dopo aver inaugurato il 2015 perdendo da Berrer a Doha ha superato il primo turno di questi Australian Open battendo senza patemi Misha Youzhny intraprendendo il suo percorso verso un ritorno ai massimi livelli nel circuito dopo il vari problemi della seconda parte del 2014.

Sebbene queste fossero le premesse, il primo match del programma serale della Rod Laver Arena si è invece trasformato in un thriller che ha avuto il merito di tenere con il fiato sospeso un pubblico sin dall’inizio indeciso tra il sostenere un Rafa in evidente difficoltà o il supportare la favola dell’underdog statunitense. Il match, durato 4 ore e 12 minuti, è stato vibrante anche se non spettacolare e mentre da una parte ha sottolineato le difficoltà di un Rafa non ancora completamente recuperato, dall’altra ha acceso i riflettori sulla finora semi-sconosciuta carriera di Tim Smyczek che da oggi sarà ricordato come colui che ha quasi eliminato Rafa Nadal all’Australian Open 2015.

Ad essere sinceri il primo set ha dato l’impressione di essere il preludio di una passeggiata per il campione di Manacor che prendeva un break di vantaggio nel terzo gioco e pochi minuti dopo sigillava il set con un gran dritto. Dopo un break e contro break ad inizio di secondo set Smyczek, complice un evidente calo dello spagnolo, si faceva più propositivo, iniziando ad giocare più profondo con il dritto e a pungere grazie al rovescio bimane. Sebbene Nadal stesse sbagliando molto, nulla lasciava immaginare che nel settimo gioco del secondo set lo spagnolo perdesse il servizio a zero con due gratuiti e un doppio fallo. Ancora meno prevedibile era il fatto che sul 5-3 la storia si potesse ripetere e che con il secondo break a zero della partita Smyczek pareggiasse il conto dei set rubando a Nadal il primo parziale del suo Australian Open 2015.

Le difficoltà del maiorchino non sembravano diminuire ad inizio del terzo, con Smyczek che salvava una palla break nel primo gioco prima di strappare ancora una volta il servizio al finalista della passata edizione con due vincenti consecutivi di dritto. Sul 30-30 del terzo gioco, Smyczek mandava fuori uno smash a campo aperto e subiva l’immediato contro-break dello spagnolo seguito nel cambio campo da un MTO chiamato da Nadal causa stanchezza e disidratazione. Al ritorno in campo Rafa non sfruttava una palla break nel quinto gioco ma l’appuntamento con il break era solo rimandato, in quanto, pochi minuti dopo, il maiorchino strappava il servizio all’avversario portandosi sul 4-3 e servizio al terzo tentativo. Set finito? Neanche per sogno! Al momento di chiudere Nadal andava sotto 15-40 e con un doppio fallo riapriva il parziale che si trascinava senza altre emozioni fino al gioco decisivo. Al tie-break Smyczek va “in the zone”: vincenti come se piovesse e ace a chiudere un set durato la bellezza di 81 minuti. Nadal si ritrova sotto due set a uno: qui in Australia ha recuperato uno svantaggio simile soltanto una volta, contro Andy Murray nel 2007.

Nel quarto parziale, un leggero calo di intensità faceva sì che il match proseguisse seguendo la regola del servizio. Tutto tranquillo fino al sesto gioco quando Rafa trovava lo spunto per portarsi 3-2 e break. Smyczek abbozzava una reazione, ma il maiorchino era troppo solido: 6-3 Rafa, epilogo al quinto. In attesa del parziale decisivo la tensione sulla Rod Laver saliva alle stelle mentre nel settore stampa si discuteva sul se il qualificato statunitense potesse essere capace di restare mentalmente attaccato alla partita. Rafa aveva una palla break nel primo game poi nulla fino all’undicesimo gioco quando il dritto ad uncino gli garantiva la possibilità di servire per il match. Nadal andava in un batter d’occhio sullo 40-0, non sfruttava tre match points ma chiudeva infine al quarto tentativo con il punteggio di 6-2 3-6 6-7 (2) 6-3 7-5

Mentre Smyczek usciva in una standing ovation, Rafa, inginocchiato nei pressi della rete, sembrava stravolto dalla fatica. Nella conferenza stampa post partita il maiorchino ha dichiarato di essere stato sul punto di svenire e di aver pensato addirittura di ritirarsi tra il secondo e il terzo set. La chiave di volta è stata la decisione di giocare più aggressivo, di accorciare gli scambi e cercare di correre meno.

Il pericolo è scampato, il riposo di domani sarà fondamentale per prepararsi al resto del torneo.

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B. Tomic b. [22] P. Kohlschreiber 6-7(5) 6-4 7-6(6) 7-6(5) (di erresse)

Partita pazzesca sulla Margareth Cout Arena, dove Tomic e Kohlschriber hanno dato vita ad un match giocato davvero bene (alla fine i vincenti saranno addirittura 134, 67 per parte, a fronte di appena 86 unforced) che si è deciso al filo di lana. Quello che forse ha impressionato maggiormente è stato Tomic, che in Australia si trasforma facendo intravedere i motivi per cui da anni si pensa che possa esplodere. Qui ha retto sia al primo set perso al tiebreak, ma soprattutto allo splendido rovescio che aveva portato Kohli avanti di un break (l’unico di tutta la partita) anche nel secondo. Forse approfittando di un momento di rilassamento del tedesco, Tomic ha recuperato prima il break e poi è riuscito a mettere la testa avanti, pareggiando il conto dei set. Il terzo e il quarto si sono giocati anche sui nervi, e inaspettatamente il più solido alla fine è stato Tomic, che è riuscito a far suoi entrambi i tiebreak riuscendo a supplire alla scarsa efficacia della seconda di servizio (neanche il 50% dei punti) grazie ad un’altra percentuale di prime. Bella soddisfazione per gli australiani dunque, che perdono Kokkinakis (ma era un derby, uno l’avrebbero perso lo stesso, anche se probabilmente avrebbero preferito perdere Groth) ma portano avanti Tomic, che avrà Groth al prossimo turno, e Kyrgios, che ha un appuntamento con Federer.

N. Kyrgios b. [23] Karlovic I. (CRO) 7-6(4) 6-4 5-7 6-4 (di Niccolò Ludovici)

La tigre è ancora affamata, e ci tiene a farlo sapere.
Dopo l’ottima prestazione con Delbonis, Kyrgios non molla, e viaggia costantemente ad esitazioni prossime allo zero assoluto anche contro Ivo Karlovic, tennista di grande esperienza dall’alto dei suoi 35 anni, ma che sembra ormai –a meno di un clamoroso e francamente inatteso recupero- destinato ad imboccare il viale del tramonto.
Il mastodontico pivot croato è riuscito a mettere in difficoltà Kyrgios nel primo set, trascinandolo al tie-break, e strappando il terzo, ma per il resto, è stato quasi esclusivamente uno one-man show da parte dell’ esotico tennista oceanico.
Le buone, a tratti persino ottime percentuali di Karlovic (addirittura 87% di punti vinti sulla prima di servizio, e 36 ace messi a segno contro i 21 di Kyrgios, a fronte tuttavia di 6 doppi falli e 33 errori non forzati, troppi per un tennista della consolidata esperienza quale il gigante balcanico) non sono servite al tennista di Zagabria a portare il match al quinto, nel quale avrebbe verosimilmente potuto approfittare di un minimo calo di Kyrgios per giocarsi il match letteralmente fino all’ultima palla.
Per Kyrgios una prestazione davvero convincente, in attesa di vedere quello che combinerà il suo coetaneo Kokkinakis. I signori atleti residenti più o meno stabilmente nelle prime 10 posizioni del ranking ATP sono avvertiti… welcome back, Aussies!

S.Groth b. T.Kokkinakis 3-6 6-3 7-5 3-6 6-1 (di Francesco Gizzi)

Il derby australiano va a Groth , che nella girandola di emozioni, riesce ad avere la meglio sul più giovane connazionale Kokkinakis. Una partita che non si può di certo definire emozionante, ma comunque intensa e con spunti interessanti.
L’inizio è in sordina per entrambi , il servizio domina la scena senza nessun eccessivo patema , fino all’ottavo game , quando Groth si addormenta e regala il break. Kokkinakis ringrazia e , salvate due palle del contro break, chiude il primo set. il proseguo del match appare speculare al primo set. Stesso canovaccio, ma stavolta a cedere il servizio è Kokkinakis (sempre nell’ottavo game) e Groth può chiudere anche lui sul 6-3 , dopo aver salvato due palle dell’immediato contro break.
L’incontro procede con la regola dei servizi, con un Kokkinakis che sembra a tratti troppo remissivo e un Groth molto più aggressivo. L’inerzia è spezzata da un brutto game di servizio di Kokkinakis che regala il break sbagliando una comoda volèè di diritto. Groth allunga 7-5 e si porta sul 2-1. La reazione del giovane talento non si fa attendere. Ritrova la prima di servizio e con i piedi dentro al campo riesce a comandare ogni scambio, riportando il match sul 2-2. Il match sembra esser girato a suo favore: urla come un leone , si incita, e il pubblico dell ‘Hisense arena è chiaramente schierato dalla sua parte.
Ma è l’ultimo acuto di Kokkinakis, che paga sicuramente lo sforzo del set precedente e forse anche la sua tenera età. Crolla visibilmente e così il quinto set è ordinaria amministrazione per Groth, che breakka due volte e chiude con un impietoso 6-1, portandosi al terzo turno dove incontrerà il vincente tra Kohlshreiber-Tomic.

[10] G. Dimitrov b. L. Lacko 6-3 6-7 (10) 6-3 6-3 (di Carlo Carnevale)

Buon successo per la testa di serie numero 10, che inciampa nel secondo set, ma mostra la propria differente caratura nel corso del resto dell’incontro. Partita divertente, a tratti confusionaria, caratterizzata da un livello tecnico particolarmente apprezzabile.
Dimitrov parte concentratissimo e disegna il campo già dai primi scambi, cerca il dritto girando attorno alla palla e muove bene i piedi, eccedendo a volte in questa esasperazione. Lacko colpisce pulito e anticipa in grande stile, specie con il rovescio, che anche se un po’ strappato risulta essere il suo colpo migliore.
Primi due set dall’andamento analogo nei rispettivi primi games, con scambio di cortesie tra break e controbreak. Il bulgaro si aggiudica il parziale d’apertura stampando un bacio sulla riga esterna con l’ace,  dopo aver approfittato delle distrazioni dell’avversario, che nell’ottavo game dal 30-15 serve solo seconde e cede.
Lacko impatta mettendo in banca lo schizofrenico ma godibilissimo tiebreak del secondo set, colmo di pathos e perle, su tutte un passante incorciato di dritto in corsa dello slovacco. Chiude addirittura al ventiduesimo punto, sul sanguinoso doppio fallo dell’allievo di Roger Rasheed.
Poco più di una dozzina di ace e una valanga di vincenti, addirittura oltre i sessanta a fine partita, sono i numeri che certificano la splendida prestazione offensiva di Dimitrov, che sfrutta la pausa tra i set per schiarirsi le idee.
Break in apertura sia di terza che di quarta frazione, grazie soprattutto al ritrovato rovescio con il quale ricama anche una stupenda soluzione in back in situazione di pittino, e da lì comoda amministrazione del vantaggio, salvo sussulti nel finale di ciascun set dove è costretto agli straordinari da un Lacko mai domo, per giunta gravato da un infortunio al quadricipite destro che richiede un medical time out in finale di match.
Può ritenersi soddisfatto Dimitrov, bravo a mantenere i nervi saldi dopo la sfuriata dell’avversario nel jeux decisif del secondo set. Dovrà comunque evitare eventuali leggerezze già a partire dal prossimo turno, dove ad attenderlo c’è un Marcos Baghdatis in versione vintage.

[6] A. Murray b. M. Matosevic 6-1 6-3 6-2 (di Carlo Carnevale)

Continua immacolata la corsa di Andy Murray verso il suo terzo titolo Slam, giornata in ufficio per avere la meglio su un Matosevic oggettivamente mai pericoloso, in un match che ha offerto ben pochi spunti sia sul piano tecnico che su quello agonistico.
Al britannico, che chiude con un ottimo bilancio di 21 vincenti e 12 grauiti, basta cavalcare l’onda generata da un avvio da panico del suo avversario, contratto e in affanno da subito. Matosevic non sfora la doppia cifra nel computo dei punti totali vinti nel primo set, e soffre un parziale iniziale di dieci giochi a due, condito da quattro break subiti.
La prima frazione si chiude in appena venti minuti, in un’atmosfera da sparring partnership, nella quale Murray tiene a zero tre dei propri quattro turni di servizio, perdendovi soltanto un quindici.
Grandi meriti al cittadino onorario di Dunblane nell’evitare i propri caratteristici blackout, rimanendo centrato anche in seguito ad un minimo e fisiologico calo di tensione nel secondo set, continuando il dominio a rimbalzo e tenendo saldamente le redini del ritmo, insostenibile per l’australiano. Matosevic mostra il meglio di sè specialmente a rete, una volta realizzato di essere in un secondo turno Slam, ma anche la splendida voleè bassa a seguito di un rovescio lungolinea non basta ad evitare il 6-3 del secondo parziale allo scoccare dell’ora, dopo aver comunque strappato il servizio dello scozzese per una, seppur inutile, volta.
Murray rimane affamato e con ordine rimonta dal 40-0 sul servizio dell’avversario per dare la spallata decisiva anche nella partita finale, nella quale annulla una palla break e chiude in scioltezza.
Sforzo minimo, ma dimostrazione di buona attitudine e concentrazione, in vista del terzo turno contro il poroghese Sousa, che ha approfittato del ritiro di Klizan. Matosevic non sfrutta l’entusiasmo del primo successo nello Major di casa, e avrà di che riflettere per carburare in questo 2015.

M. Baghdatis b. [20] D. Goffin 6-1 6-4 4-6 6-0 (di Silvia Berna)

Cade la testa di serie 20 e “most improved player 2014” David Goffin, sorpreso da una performance fantastica del finalista qui nel 2006 Marcos Baghdatis.

In quella che sembra un’enclave ellenica per la presenza di pubblico greco e cipriota sugli spalti, il numero 78 del mondo mostra tutto il talento che l’aveva portato al numero 8 del mondo, appoggiandosi costantemente alla palla del belga e trovando vincenti da ogni parte del campo, soprattutto con l’amato dritto. Il dritto invece è il colpo che più condiziona in negativo la partita di Goffin, avendolo tradito ben 29 volte nel match.
Il cipriota, sceso al numero 78 del ranking mondiale, vince nettamente il primo set giocando in maniera brillante e mostrando a tutti che grande tennis è in grado di produrre, con 12 vincenti e soli 4 gratuiti.
Il secondo parziale è decisamente più equilibrato e si decide tutto nel lunghissimo ottavo game, con Baghdatis che salva tre palle break e alla fine se lo aggiudica chiudendo con un ace dopo oltre 10 minuti. Goffin accusa il colpo e nel gioco successivo si complica la vita da solo commettendo un doppio fallo e un errore gratuito e compromettendo il suo turno di servizio in partenza. Baghdatis è bravo ed esperto, approfitta subito dell’occasione gentilmente offertagli dal suo avversario e conquista anche il secondo parziale portandosi avanti per 2 set a 0.
Ammirevole reazione di Goffin che, nonostante lo svantaggio e le numerose difficoltà odierne, dimostra di crederci ancora e di voler lottare fino alla fine e riesce ad allungare il match aggiudicandosi il terzo parziale, grazie proprio al dritto che fino ad allora lo aveva tradito.
Le speranze di rimonta del belga si spengono però ad inizio quarto set quando crolla improvvisamente, uscendo mentalmente dalla partita. Al contrario, il cipriota ha ritrovato la fiducia nei suoi colpi e tutta la carica necessaria ad imporre il suo gioco, supportato dai cori e le grida di un pubblico quasi di casa. Alla fine Goffin cede il servizio per tre volte consecutive mettendo la parola fine alla sua giornata negativa. Baghdatis accede dunque meritatamente al terzo turno dove affronterà il vincitore del match fra Dimitrov e Lacko, mentre il pubblico esplode nell’acclamare il suo eroe, come testimoniato dal nostro inviato a Melbourne in questo video.

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[7] T. Berdych b. [Q] J. Melzer 7-6(0) 6-2 6-2 (di Silvia Berna)

Apertura di programma sullo show court 3 affidata alla testa di serie numero 6 del torneo Tomas Berdych, che affronta Jurgen Melzer, numero 108 del mondo. Nei confronti diretti fra i due tennisti è il ceco a comandare con 3 vittorie a fronte di 2 sconfitte. L’ultimo precedente, vinto da Berdych in tre set, risale al 2013 e si disputò proprio a Melbourne.
Nel primo set il punteggio segue il servizio fino all’ottavo game, quando Berdych concede la prima palla break dell’incontro e immediatamente cede la battuta con un sanguinoso doppio fallo. Il ceco però è fortunato perché nel game successivo Melzer si scioglie sul più bello, commette una serie di errori gratuiti e permette all’ex finalista di Wimbledon di rientrare nel set. Berdych si aggiudica il primo parziale al tiebreak, con un Melzer in grandissima confusione che cede nettamente, senza ottenere alcun punto.
Il secondo set è senza storia. Berdych è molto determinato e più il match prosegue, più acquisisce sicurezza, più i suoi colpi diventano incisivi. Melzer sembra invece rassegnarsi e cede nettamente anche il secondo parziale.
L’austriaco ha un piccolo moto di orgoglio in apertura di terzo set e approfittando di qualche distrazione di troppo di Berdych riesce a portarsi avanti di un break. Purtroppo per Melzer il vantaggio da lui appena acquisito dura quanto un battito di ciglia e le sue velleità si spengono sul nascere. Berdych accede dunque al terzo turno grazie ad una prestazione complessivamente migliore di quella offerta all’esordio.

 

Risultati:

[3] R. Nadal b. T. Smyczek 6-2 3-6 6-7(2) 6-3 7-5
[6] A. Murray b. M. Matosevic 6-1 6-3 6-2
[7] T. Berdych b. J. Melzer 7-6(0) 6-2 6-2
[10] G. Dimitrov b. L. Lacko 6-3 6-7(10) 6-3 6-3
[14] K. Anderson b. R. Berankis 6-2 6-2 7-6(3)
M. Baghdatis b. [20] D. Goffin 6-1 6-4 4-6 6-0
B. Tomic b. [22] P. Kohlschreiber 6-7(5) 6-4 7-6(6) 7-6(5)
N. Kyrgios b. [23] I. Karlovic 7-6(4) 6-4 5-7 6-4
[24] R. Gasquet b. J. Duckworth 6-2 6-3 7-5
V. Troicki b. [26] L. Mayer 6-4 4-6 6-4 6-0
D. Sela b. [28] L. Rosol 7-6(2) 5-7 7-5 6-3
J. Sousa b. [32] M. Klizan 4-6 7-6(4) 6-4 1-0 rit.
S. Groth b. T. Kokkinakis 3-6 6-3 7-5 3-6 6-1
M. Jaziri b. E. Roger-Vasselin 1-6 6-3 6-4 1-6 6-3

 

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