WTA Miami: Serena vince a fatica. Radwanska e Halep sul velluto. Maratona Svitolina, out Kvitova

Prestazione poco brillante quella fornita da Petra Kvitova, che non sfrutta un vantaggio di 4-1 nel primo set e cede in due parziali alla russa Ekaterina Makarova. Quinto ottavo di finale per Makarova. Timea Bacsinszky elimina Ana Ivanonic in due set, Serena Williams ancora non eccezionale ma sufficiente a liberarsi della Diyas. Svetlana Kuznetsova rischia più del previsto, ma alla fine supera un'ottima Garcia al tiebreak del terzo. Facili successi per Agnieszka Radwanska su Madison Brandle e Simona Halep su Julia Goerges mentre Elina Svitolina vince dopo una battaglia di quasi tre ore contro Caroline Wozniacki

WTA Miami: Serena vince a fatica. Radwanska e Halep sul velluto. Maratona Svitolina, out Kvitova

[12] E. Svitolina b. [23] C. Wozniacki 5-7 6-4 7-6(1) (Benedetto Napoli)

Maratona doveva essere e maratona è stata, ma non ha vinto chi ne ha corsa una per davvero come la numero 25 al mondo Caroline Wozniacki, bensì l’astro nascente del tennis in rosa Elina Svitolina, no. 16 WTA. I primi quattro game seguono l’ordine dei servizi, ma la tattica di entrambe le tenniste è chiara: l’ucraina cerca di chiudere rapidamente il punto mentre la danese predilige lo scambio lungo, portando spesso e volentieri l’avversaria fuori giri. Nel quinto gioco arrivano le prime palle break dell’incontro, ma l’ex numero 1 al mondo le annulla servendosi del proprio servizio. L’incontro sempre volgere in favore della Svitolina e puntualissimo arriva il break grazie ad una prima vincente su una seconda facilmente leggibile dell’avversaria. Troppi errori sotto rete e una prima di servizio che proprio non vuole entrare convincono la danese a chiedere un consulto al padre-coach Piotr Wozniacki, la quale consiglia alla figlia di giocare centrale in modo da non dare angoli alla vincitrice di Kuala Lumpur. Il piano funziona alla perfezione visto che arriva il contro-break immediato in un game dove la Svitolina regala quattro gratuiti. La danese continua ad essere ancora troppo fallosa al servizio e una bomba di rovescio dell’ucraina consente a quest’ultima di strappare nuovamente il servizio all’avversaria e di servire per il set. Ma per avere la meglio della Wozniacki ci vuole ben altro e approfittando di qualche titubanza di troppo dell’avversaria la danese dapprima strappa nuovamente il servizio, successivamente interrompe l’emorragia di break che si era venuta a creare nel match e infine costringe l’avversaria all’ennesimo errore, aggiudicandosi il primo atto dell’incontro al terzo set point.

 

La Svitolina si vede costretta a chiamare coach Iain Hughes mentre la presenza di Piotr oramai è diventata una consuetudine a ogni cambio campo. L’inizio del secondo set prosegue sulla falsariga del primo: si gioca prevalentemente da fondo campo con rarissime discese a rete, ma il ritmo è sostenuto e gli scambi si fanno sempre più lunghi. La Svitolina piazza il break ncora nel settimo gioco, ma stavolta è brava a non concedere neanche un break point alla portabandiera della Danimarca alle future Olimpiadi di Rio e nonostante una reazione d’orgoglio di quest’ultima (annulla due set point sul proprio servizio) la Svitolina non trema e chiude grazie a un fulminante dritto lungolinea.
Dall’inizio delle ostilità sono quasi passate due ore e solo ora si intravede l’alba del terzo set. Inevitabilmente il tasso di umidità del 90% di Miami inizia a farsi sentire anche su due atlete ben preparate fisicamente come loro e man a mano che il match prosegue gli errori diventano più dei vincenti: difatti prima la Wozniacki e successivamente la Svitolina si ritrovano avanti di un break per poi subire il contro break immediato. La battaglia diviene sempre più serrata ed entrambe le protagoniste si affidano al loro colpo migliore: il dritto per la ventunenne di Odessa e il rovescio per la venticinquenne di Odense. Il match prosegue senza altri sussulti e oramai sembra chiaro come solo il tiebreak può rompere l’equilibrio di un match che potrebbe durare ancora per ore e ore. Ma ecco arrivare l’episodio che cambia il match: l’hawk-eye da ragione alla Wozniacki su un servizio vincente chiamato fuori, ma l’arbitro come da prassi fa ripetere il punto. Arrivano due mini break grazie a due vincenti della Svitolina che in un men che non si dica si porta sul sei a uno e successivamente chiude il match alla prima occasione utile. Dopo ben centosessantadue minuti la Svitolina può esultare per questo prestigioso scalpo; prossima fermata ottavi di finale contro la numero 31 WTA Ekaterina Makarova.

[19] T. Bacsinszky b. [16] A. Ivanovic 7-5 6-4 (Domenico Giugliano)

La svizzera Timea Bacsinszky batte dopo quasi due ore di gioco la serba Ana Ivanovic – che dimostra il precario stato di forma – e accede alla seconda settimana del torneo Premier di Miami.

Primo set molto equilibrato e bello da vedere con diversi colpi vincenti e grandi recuperi da parte soprattutto della tennista svizzera. Dopo diversi break e controbreak, il primo parziale si risolve all’undicesimo gioco con la Bacsinszky che strappa il servizio a 15 e chiude il set per 7-5.
Il secondo set vede il crollo della Ivanovic che inizia a sbagliare soprattutto con i due colpi da fondo. Tanti, troppi gli errori non forzati della testa di serie numero 16. La tennista svizzera ne approfitta e vola 5-1. Non chiude immediatamente il match perché la Ivanovic accelera improvvisamente infilando 8 punti di fila e rimontando fino al 5-4. Ma questa volta Timea è fredda e sfrutta la seconda occasione di chiudere l’incontro.

Per lei continua il buon momento di forma e si guadagna l’accesso agli ottavi di finale. Per la Ivanovic è arrivato il momento di riflettere e prendere decisioni importanti sul suo gioco. Così non si va molto lontano, soprattutto dal punto di vista psicologico, visto che ha reagito soltanto quando era sotto pesantemente con il punteggio.

[1] S. Williams b. Z. Diyas 7-5 6-3  (Bruno Apicella)

Serena Williams batte la kazaka numero 97 del ranking Zarina Diyas e lo fa in un’ora e trentadue minuti di gioco. Serena vince ma soffre soprattutto nel primo set, alternando buone giocate a diversi errori, e a fine match le statistiche diranno che ha commesso 37 errori a fronte di 27 vincenti. Dopo aver lottato nel match d’esordio contro la connazionale Christina McHale, la numero 1 al mondo, che cerca la quarta vittoria consecutiva e il suo nono titolo a Miami, riesce a regolare con il punteggio di 7-5 6-3 la kakaza Zarina Diyas che da qualche settimana è guidata da Roberto Antonini (che è stato anche allenatore del taiwanese Yen Hsun Lu), e che fino a Wimbledon 2015 era seguita anche dal trainer italiano Stefano Baraldo.

Serena inizia il match in risposta: Diyas prova a muoverla e si porta subito sul 40 a 15 ma Serena inizia a spingere di più i colpi e concretizza subito il break. Quando serve per confermare però, la kazaka reagisce, lascia andare i colpi e ottiene l’immediato contro break approfittando anche delle seconde al servizio dell’avversaria. Serena gioca un game di rabbia in risposta e sale sul 2 a 1. E nonostante la numero 97 del ranking provi a metterla in difficoltà Serena riesce a tenere il servizio fino al 5 a 4. Williams serve per il set ma subisce il contro break della Diyas che rimette il parziale in parità. La numero al mondo alza la potenza dei colpi e prima strappa il servizio all’avversaria e subito dopo chiude il parziale sul 7 a 5.
Ad inizio secondo set Williams ottiene subito il break grazie a due splendidi colpi di dritto. Serena si porta sul 4 a 1 ma quando si trova a servire per il 5 a 1 concede palla break prima con due doppi falli consecutivi e subito dopo affossando in rete un dritto. La kazaka prova la rimonta approfittando anche degli alti e bassi della numero uno al mondo che alterne buone giocate a diversi errori. Sul 4 a 3 Diyas prova ad avanzare nel punteggio ma Serena riesce a tenere, non senza difficoltà, la battuta e portarsi sul 5 a 3. Serena spinge e ottiene due match point consecutivi: il primo è quello buono. Accede così agli ottavi dove affronterà l’ex numero 2 al mondo Svetlana Kuznetsova.

[30] E. Makarova b. [8] P. Kvitova 6-4 6-4 (Federico Carducci)

Ekaterina Makarova raggiunge per la quinta volta in carriera il quarto turno del torneo di Miami, suo miglior traguardo sui campi della Florida, superando in due set la numero 7 del mondo Petra Kvitova. Partita non spettacolare quella andata in scena sul Grandstand, con la russa più abile a sfruttare le occasioni concesse dalla sua avversaria, apparsa fuori forma ed estremamente fallosa.

Il primo set si apre con la Kvitova in difficoltà sul proprio servizio, tanto da essere costretta ad annullare una palla break, prima di riuscire, a sua volta, a procurarsene due nel gioco successivo ed a convertire la prima nel punto del 2-0. Nel terzo game la Kvitova migliora le percentuali di servizio portandosi, senza troppa difficoltà, sul 3-0. Sembra il preludio ad un monologo della 26enne ceca, ma la Makarova non ci sta e, mantenendo agevolmente il servizio, si porta sul 3-1. Il quinto gioco, poi, conferma i segnali che qualcosa sta cambiando: la Makarova scappa sullo 0-30 e costringe la sua avversaria a sfoderare il meglio del suo repertorio. Un ace, un vincente di dritto ed un altro servizio vincente permettono alla giocatrice di Bilovec di difendere il proprio turno di battuta e salire sul 4-1. Questo è, però, l’ultimo spunto della ceca nel primo set: nel sesto gioco la Makarova tiene a 0 la battuta, chiudendo il game con quello che è forse il punto più bello dell’intero match: smorzata di rovescio della Kvitova e controsmorzata della russa, anch’essa di rovescio, che va a spegnersi sulla riga opposta. Sono, tuttavia, i due game successivi a cambiare l’andamento della prima frazione: nel settimo gioco la Kvitova perde, per la prima volta nel match, il servizio nonostante si fosse portata sul 30-0 e nell’ottavo, dopo aver avuto 4 palle break, di cui 3 consecutive, si fa raggiungere sul 4-4. La due volte campionessa di Wimbledon accusa il colpo e nel nono game concede alla sua avversaria altre due palle break: riesce ad annullare la prima, ma sulla seconda mette in corridoio un rovescio non impossibile e manda la russa a servire per il set. Nel decimo gioco la Makarova si porta 30-0 grazie ad altri due errori gratuiti della Kvitova, che rimonta fino al 30-30, prima di sbagliare l’ennesima risposta della sua partita e concedere un set point che la moscovita trasforma.

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo: la Makarova va a palla break nel primo gioco, ma questa volta la Kvitova riesce a difendere il turno di battuta e ad interrompere il parziale di 5 giochi a zero della numero 31 del mondo. Il punteggio procede secondo l’ordine del servizio fino al 2-2, nonostante una palla break annullata dalla russa nel quarto gioco. A decidere la partita è il quinto game: la Kvitova, a causa di due errori gratuiti e di una avventata discesa a rete perde il servizio e si ritrova sotto per 3-2. Da qui in avanti si procede senza stravolgimenti fino al decimo gioco, quando la Makarova sul suo servizio chiude la contesa, malgrado qualche brivido per una palla break concessa all’avversaria, incapace però di sfruttarla. La Makarova aspetta nel prossimo turno la vincente del match tra la Svitolina e la Wozniacki.

[15] S. Kuznetsova b. C. Garcia 4-6 6-2 7-6(6) (Simone Brugnoli)

Apre il programma del Campo 2 la sfida di terzo turno tra Svetlana Kuznetzova e Caroline Garcia, con la francese che si è aggiudicata l’unico precedente disputatosi la scorsa stagione agli Australian Open.
L’avvio di partita è molto equilibrato, con entrambe le giocatrici alla costante ricerca del vincente e che riescono a tenere saldamente i rispettivi turni di battuta fino al 4-4; lo strappo decisivo lo piazza la transalpina che aggredisce la sua avversaria con entrambi i colpi, e, grazie all’ennesimo winner nel decimo gioco, mette in cascina il parziale di apertura con il punteggio di 6-4 in 35 minuti di gioco.
Nel primo game del secondo set una chiamata dubbia sul servizio della Garcia finisce per propiziare il break immediato in favore della trentenne russa, che sale 3-1; la Kuznetsova prende campo, mette sempre più alle corde la numero 48 del ranking e, ottenendo un nuovo break frutto dello scoramento di Caroline, si invola verso la conquista della seconda partita per 6-2.

Nel set decisivo la testa di serie numero 15 si trova per due volte avanti di un break senza riuscire ad approfittarne e si approda dunque, con molti rimpianti per Svetlana, sul 3-3; quando la Garcia cede nuovamente la battuta all’avversaria nel settimo gioco, il match sembra avviato alla conclusione. La russa però riesce nuovamente a farsi riprendere nel momento di servire per la vittoria, ed è costretta giocarsi tutto al tiebreak (dopo essere stata per tre volte avanti di un break); la Kuznetsova si porta avanti di un minibreak grazie ad un passante di dritto salendo 5-2 e poi 6-4, ma la francese annulla entrambi i match point con coraggio. Alla fine però un sanguinoso errore di Caroline con il diritto a sventaglio sul 7-6 in suo sfavore consegna la vittoria alla numero 19 del mondo, che si aggiudica una sfida a dir poco rocambolesca. Al prossimo round se la vedrà con Serena Williams.

[3] A. Radwanska b. M. Brengle 6-3 6-2 (Gabriele Ferrara)

Scontro inedito tra Agnieska Radwanska e Madison Brengle.
Si parte con la statunitense che breakka l’avversaria sull’1-1, sfruttando un avvio confuso e nervoso da parte di Aga, che nel gioco successivo manca una palla break sbagliando una risposta di dritto tutt’altro che impossibile, con l’americana che, grazie a due ottime difese, si porta sul 3-1. Nel sesto game, tuttavia, la polacca trova un bel dritto inside out e, dopo un grave errore di rovescio da parte dell’avversaria, recupera il break sul 3 pari. Adesso Brengle sembra aver perso sicurezza nei colpi, sbagliando molto sia dalla parte del dritto che col rovescio, mentre Radwanska si difende davvero bene e concede le briciole al servizio, centrando il break sul 4-3 ed archiviando il primo parziale con il punteggio di 6-3.

Nel secondo parziale la tennista di Dover continua a sbagliare molto, soprattutto dal lato destro, anche se è un errore con il back di rovescio nei pressi del net a consegnare il break alla numero 2 del mondo nel terzo gioco. Tuttavia, sul 2-1 la numero 60 WTA reagisce e trova tre accelerazioni di rovescio davvero notevoli, ristabilendo così la parità. Nonostante ciò, la “Maga” riprende in mano le redini del gioco, togliendo nuovamente la battuta all’avversaria grazie a due splendidi dritti inside out. Brengle continua a sbagliare tantissimo con il dritto, con la tennista di Cracovia che breakka ancora una volta l’americana nel settimo game e che chiude l’incontro con lo score di 6-3 6-2 in un’ora e dodici minuti di partita.
Buona prestazione da parte della Radwanska, che agli ottavi affronterà Timea Bacsinszky. Prova generosa, invece, da parte della Brengle che, dopo un buon avvio, tuttavia ha evidenziato problemi in termini di potenza – specialmente al servizio – e di personalità.

[5] S. Halep b. J. Goerges 6-4 6-1 (Lorenzo Dicandia)

Simona Halep sembra aver trovato la scorsa settimana la chiave di volta di una stagione che peggio non poteva iniziare: dall’eliminazione al primo turno degli Australian Open al continuo posticipare dell’operazione al setto nasale, Halep è parsa scorata ed in confusione, e quel gioco raramente brillante ma sempre solido e scevro di errori, ha cominciato a vacillare. I quarti di Indian Wells hanno dato quindi linfa vitale alla numero 5 al mondo che affronta oggi Julia Goerges, una che ad inizio carriera veniva spesso accostata al trio Lisicki-Petkovic-Kerber e che invece si è dimostrata essere più consona a ruoli di rincalzo. Ora al numero 66, ma al quindicesimo posto nel 2012, la tedesca è stata eliminata in California da Camila Giorgi. Halep e Goerges si sono affrontate due volte in carriera, con una vittoria per parte: la prima, nel 2009, in favore della tedesca in un momento in cui sembrava che fosse Goerges quella destinata ai piani alti, e la seconda vinta da Halep due anni fa sulla terra di Madrid.

Goerges inizia la partita ben centrata. Il tennis regolare della rumena non pare provocarle troppi fastidi, ed una serie di vincenti imprendibili la porta sul 3-0. La reazione di Halep è immediata, la rumena è attenta a non sbagliare e a far giocare il maggior numero di colpi possibili a Goerges ed il contro-break nel quinto gioco, arrivato grazie ad un dritto vincente al termine di uno scambio giocato in spinta, riporta subito il set in parità. Goerges gioca sempre al limite, per quanto si lasci spesso andare a pregevoli volée e palle corte, ed un ritmo tanto elevato è difficile da sostenere a lungo. Il settimo gioco è lunghissimo, la tedesca ha diverse occasioni per portarsi sul 4-3, ma è Halep ad andare avanti di un break. Il set finisce 6-4 per Halep, costretta comunque ad annullare quattro palle break al servizio.
Il secondo set prosegue sulla falsariga del primo. Goerges conquista il primo gioco ma poi è un assolo di Halep, che conquista sei giochi consecutivi. Una vittoria finalmente convincente dunque per la rumena che giocherà negli ottavi contro Heather Watson, che ha sconfitto in tre set Yanina Wickmayer. Sarà la terza sfida fra le due, con Halep uscita vittoriosa in entrambi i precedenti.

Risultati:

[3] A. Radwanska b. M. Brengle 6-3 6-2
[1] S. Williams b. Z. Diyas 7-5 6-3
[12] E. Svitolina b. [23] C. Wozniacki 5-7 6-4 7-6(1)
[30] E. Makarova b. [8] P. Kvitova 6-4 6-4
[5] S. Halep b. J. Goerges 6-4 6-1
[19] T. Bacsinszky b. [16] A. Ivanovic 7-5 6-4
[15] S. Kuznetsova b. C. Garcia 4-6 6-2 7-6(6)
[WC] H. Watson b. Y. Wickmayer 3-6 7-5 6-3

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