Roland Garros, uomini: Murray in finale, Wawrinka si sveglia per un solo set

Roland Garros, uomini: Murray in finale, Wawrinka si sveglia per un solo set
Andy Murray - Roland Garros 2016

Andy Murray conquista la sua prima finale al Roland Garros, la decima a livello Slam. Battuto in quattro set il campione in carica Stan Wawrinka. Allo svizzero non basta una reazione d’orgoglio per rimontare lo svantaggio iniziale di due set. Murray troverà in finale Novak Djokovic, già battuto in occasione dei due titoli Major a Wimbledon e New York

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[2] A. Murray b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-2 4-6 6-2 (dal nostro inviato a Parigi)

Stat Wawrinka-Murray

Un grande Andy Murray, impeccabile per due set e poi bravo a contenere il tentativo di rimonta di Wawrinka, elimina il campione uscente e raggiunge per la prima volta in carriera la finale del Roland Garros, la decima in totale nei major.
Lo scozzese diventa il decimo giocatore dell’era Open ad arrivare almeno in finale in tutti e quattro i tornei dello Slam (Rosewall, Lever, Edberg, Lendl, Courier, Agassi, Federer, Nadal e Djokovic gli altri), il primo del Regno Unito a raggiungere l’atto finale a Porte d’Auteuil, dopo i campioni degli albori Fred Perry (1935-36) e Bunny Austin (1937). Dopo un primo set combattuto e un secondo dominato dallo scozzese, la reazione più di orgoglio che di tennis di Wawrinka dura troppo poco per impensierire il campione di Wimbledon e US Open che domenica sfiderà ad armi pari il numero uno del mondo Novak Djokovic, con il fresco ricordo della vittoria nella finale di Roma.

La partita

È sempre il gelo ad accogliere Murray e Wawrinka sullo Chatrier ma almeno la pioggia ha concesso una tregua. Il pubblico stavolta è numeroso e all’applausometro pare propendere per il campione uscente. La partita è splendida e ben giocata da entrambi sin dalle prime battute. I due contendenti spingono a tutta ma non disdegnano fraseggi sul corto e conclusioni di volo: nel solo primo set si contano ventitré discese a rete, una palla pesantissima da entrambe le parti e una varietà di gioco non comune: chapeau

Andy Murray sa che non può permettersi la solita falsa partenza di questo Roland Garros, dall’altra parte del campo non ci sono Stepanek, Bourgue o Gasquet ma il campione in carica che non ha intenzione di abdicare. Andy è bravo a salvare la prima palla break dell’incontro con una volée di diritto (in un game lungo 16 punti) e poi è sublime nel prendersi il break di vantaggio con una veronica che fa sospirare gli italici appassionati che ricordano le gesta di quaranta anni fa di Adrianone nostro.

Non demerita per la verità Stanimal ed il pubblico si spella le mani per alcuni scambi assai divertenti, ma la capacità di contrattaccare dello scozzese alla fine ha la meglio. Il decimo gioco è la “summa” di un set meraviglioso con Wawrinka che spinge a tutta e si procura tre palle break per il 5-5 sfondando con il rovescio ma Andy si esalta nell’annullarle con il servizio (con annesso “Let’go” subito dopo un warning per time-violation). Il secondo set point (sul primo arriva un passante col bazooka di rovescio di Stan) è quello buono e dopo 55 minuti di spettacolo di altissimo livello lo scozzese passa a condurre.

Ad inizio di secondo set ci si aspetta un calo quanto meno di intensità ma questo si verifica solo nella spinta di Wawrinka. Murray continua ad essere solidissimo e concentrato ed allo svizzero è nuovamente fatale il terzo game con il servizio stavolta ceduto a zero con un paio di errori di troppo. Lo scozzese è indemoniato, Stan frustrato dal non riuscire a sfondare nemmeno alla terza o alla quarta bordata e in un amen Murray vola 5-1. Lo Chatrier prova ad incitare il campione del 2015 ma lo scozzese è implacabile e dopo un’ora e ventitré minuti c’è una grossa montagna da scalare per “The Man”.

 La maledizione del terzo game sembra colpire ancora una volta Stan nel terzo parziale ma stavolta salva con autorità la pericolosissima palla break tenendo la testa avanti (2-1) e riscaldano il pubblico che dopo un torneo davvero deludente vuole più partita. Parte anche un applauso quando dal Lenglen lo speaker annuncia la vittoria di Novak Djokovic, ma il “come on” urlato da Wawrinka nel punto che lo porta 4-3, in un game in cui un passante in corsa vincente di Murray maltratta anche il coccodrillo Lacoste di un tabellone pubblicitario colpito nella foga dalla racchetta dello scozzese, certifica che il campione è ancora in partita.

La corsetta alla Nadal per ritornare in campo dopo il cambio sul 5-4 in suo favore è una dichiarazione di intenti che scatena lo Chatrier – “Allez Staaan!” – ma è Murray a complicarsi la vita da solo con tre sanguinosi errori consecutivi che dal 40-15 in suo favore lo portano a dover fronteggiare un set-point: qui Wawrinka è bravo a spingere, Murray contrattacca ma non chiude lo smash e sbaglia ancora con il rovescio. Nel tripudio dello stadio (e immaginiamo di Djokovic che sarà già in sala massaggi) la partita è riaperta.

Wawrinka però paga lo sforzo emotivo e cede d’acchitto a zero il servizio in apertura di quarto set con troppi errori di misura e poi si salva miracolosamente dal ko nel terzo gioco quando salva due palle del doppio break a Murray che profumano di match point. I titoli di coda sono però solo rinviati di un quarto d’ora perché nel settimo gioco Stan si scava la fossa da solo con quattro gratuiti mandando Andy a servire per il match. Lo scozzese non trema e raggiunge il gemello in finale.

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