Wimbledon, uomini: sarà Murray-Kyrgios agli ottavi. Tsonga chiude 19-17 al quinto contro Isner. Out del Potro, ok Gasquet

L'interruzione di ieri non salva Juan Martin del Potro: alla ripresa, Lucas Pouille domina il quarto set e raggiunge i primi ottavi Slam in carriera. Nick Kyrgios non manca l'appuntamento con Andy Murray superando Lopez in 4 set. Dopo una maratona di 4 ore e 24 minuti di gioco, Jo-Wilfried Tsonga completa la rimonta contro John Isner. Avanzano Gasquet e Vesely

Wimbledon, uomini: sarà Murray-Kyrgios agli ottavi. Tsonga chiude 19-17 al quinto contro Isner. Out del Potro, ok Gasquet

[15] N. Kyrgios b. [22] F. Lopez 6-3 6-7(2) 6-3 6-4 (da Londra, Laura Guidobaldi)

Stat Kyrgios Lopez

Ancora fuochi d’artificio a Wimbledon. Soprattutto grazie alla performance spumeggiante di Nick Kyrgios che spezza le speranze del “veterano” Feliciano Lopez di proseguire il cammino a Church Road. 6-3 6-7(2) 6-3 6-4 lo score; l’australiano ha prodotto un tennis davvero convincente. Ottimo al servizio, ha saputo costringere l’avversario quasi sempre a fondo campo con scambi profondi e precisi. Impeccabile anche con i passanti, riuscendo molto spesso a trafiggere Feliciano nei suoi approcci a rete. Insomma, l’esuberante tennista Aussie sembra sempre più maturo per avvicinarsi ai grandi. Accede agli ottavi, per cimentarsi nel big match contro Andy Murray.

Nella giornata di sabato, prima dell’interruzione – questa volta per oscurità – i due mantengono un certo equilibrio fino al 3-3 del primo set. Sul 4-3 Kyrgios, questi ha bisogno di un Medical Time Out a causa di un sanguinamento dal naso. E la pausa si avvera propizia per l’estroverso tennista di Camberra che sorprende l’avversario strappandogli la battuta e salendo 5-3 e servizio. Gli scambi ovviamente sono rapidi e accesi, con entrambi i giocatori che fanno a gara a chi riesce a mettere i piedi dentro il campo per primo per chiudere il punto. Nella seconda frazione, Feliciano rimonta l’avversario per imporsi alla fine al tie-break per 7 punti a 2. Ma l’oscurità incombe e l’incontro viene sospeso. La prosecuzione della loro sfida sarà dunque uno degli appuntamenti della middle sunday. È infatti dal 2004 che non vengono disputate le partite nella prima domenica del torneo e ciò avviene per la quarta volta nella storia di Wimbledon.

Domenica fortunatamente a tratti splende il sole; il cielo è parzialmente nuvoloso ma non è prevista la pioggia. Sul campo n. 1 Nick e Feliciano caratterizzano l’avvio del terzo set ancora con l’equilibrio. Entrambi efficaci nei loro turni di battuta, avanzano fino al 3-3. È soprattutto il rendimento al servizio a determinare l’andamento dei punti. Gli scambi sono rapidi anche se spesso Kyrgios tende ad allungarli per indurre all’errore Lopez e per allontanarlo dalla rete. E saranno proprio alcuni malaugurati falli al net dello spagnolo sul 4-3 per Nick a permettere all’australiano di salire 5-3 e servizio. Tutto facile poi per il tennista di Camberra che fa suo il terzo set per 6-3. Istrionico e autoironico, Kyrgios non manca di dare spettacolo in campo, e non solo con un gioco potente, vario e millimetrico, ma offrendo al pubblico, che lo acclama con passione, battute e commenti.

Decisamente più centrato e costante, Nick sorprende nuovamente Feliciano sull’1-1 del quarto, prevalendo ancora sulla sua battuta. Il giocatore di Toledo incappa in troppe imprecisioni a rete, lasciandosi trafiggere fin troppo spesso dai passanti chirurgici di Kyrgios. Questi si porta in vantaggio sul 4-3 e poi 5-3. Nick continua a spingere in fondo Lopez che, alla fine, sbaglia per primo, spesso troppo rigido sulle gambe e in ritardo. Ma gli errori arrivano anche a rete, bombardato da Kyrgios che oggi realizza una performance davvero impeccabile. C’è un matchpoint australiano che viene però annullato da Feliciano con una stopvolley piazzata ad hoc. Ne arriva un secondo e anche questa volta lo spagnolo si precipita a rete e, per sua fortuna, il passante di Nick non s’ha da fare. Subentra un altro errore da fondo dell’iberico, con la conseguente terza palla del match per Kyrgios che, ancora una volta, non riesce a trasformarla grazie ad una piroetta al volo di Feliciano. Alla fine “Feli” resta in partita e compie un passo in avanti sul 4-5. Ma per lui l’incontro finisce qui. Al quarto matchpoint, Nick Kyrgios chiude la contesa assicurandosi il pass per gli ottavi di finali all’All England Club. Per lui la tanto attesa prova del nove perché dall’altra parte della rete ci sarà il n. 2 del mondo – e ora gran favorito del torneo – Andy Murray.

[12] J. W. Tsonga b. [18] J. Isner 6-7(3) 3-6 7-6(5) 6-2 19-17 (Diego Serra)

Stat Tsonga Isner

Vince Jo-Wilfried Tsonga contro John Isner in 5 set, partita al solito cominciata tardi per gli acquazzoni che condizionano questo Wimbledon e interrotta di conseguenza per l’oscurità. Tre a uno i precedenti per lo statunitense. Primo set e ovviamente a decidere il punteggio non potrebbe che essere subito un tiebreak. Ovviamente tenendo conto che non c’è stata una palla break in tutto il set, e che i servizi hanno dominato. Due minibreak nel tiebreak, con Tsonga che gioca male sbagliando un dritto banalmente a rete, regalano il set a Isner. Secondo set e stesso copione, game tutti a favore di chi serve, unico brivido per Isner costretto ai vantaggi nel quinto game, ma, fattore più importante, altri errori di Tsonga nei punti decisivi del game successivo, e break Isner. Poi strappare il servizio allo statunitense è impresa titanica. Nel terzo set Isner ha la grande occasione di chiudere il match prima dell’oscurità, nell’undicesimo game sale 15 a 40 e gioca quelli che sanno tanto di due match point. Bravo Tsonga a rimettersi in piedi, e tenere il servizio. Si va al tiebreak, stavolta è il francese a giocare meglio e brekkare l’avversario e a portarsi a casa il set. Poi tutti a nanna.

Si ricomincia oggi e il servizio impeccabile di Isner rimane negli spogliatoi, almeno per i primi tre game del quarto set, doppio break di Tsonga che ottiene due palle break e le sfrutta. Bravo il francese poi alla battuta a non concedere nemmeno un’occasione a Isner. Lo statunitense sembra infastidito da un guaio muscolare, ma si prosegue. Si va al quinto. E di nuovo dominio di chi batte, Isner tiene tre game a zero, ma anche Tsonga non concede una sola palla break. Poi per due ore di set ci sono una palla break per il francese, rintuzzata da Isner con il servizio, e un match point per lo statunitense, su servizio dell’avversario, ribattuto da Tsonga aggressivo sotto rete. E si arriva al trentaquattresimo game, Tsonga si conquista due palle break, Isner cala di fisico e, nonostante l’abitudine alle maratone londinesi, anche di concentrazione, ed è break. Va alla battuta il francese e sono subito tre match point, Tsonga si concede pure un doppio fallo, ma poi chiude nel passaggio successivo con una volée di rovescio. Per Tsonga un’ovazione del pubblico, che ha parteggiato per lui per tutta la partita, e sei vittorie su sei al quinto qui a Wimbledon, a John Isner non sono bastati 38 ace.

[32] L. Pouille b. J.M. del Potro 6-7(4) 7-6(6) 7-5 6-1 (Raffaello Esposito e Raoul Ruberti)

La clamorosa uscita di scena di Djokovic ha spalancato le porte del torneo. Ora le luci sono puntate su Federer e Murray ma anche altri possono porre la loro candidatura dopo quanto successo ieri. Ed in questo scenario anche l’allampanata figura di Juan Martin del Potro poteva dire la sua nonostante il ranking ATP lo relegasse oltre il centocinquantesimo posto. Nel quarto middle Sunday della storia di Wimbledon “La torre di Tandil” affrontava negli ottavi la tds n°32, il francese Lucas Pouille per la prima volta e come ormai è norma in questa edizione, l’incontro è durato due giorni. Ieri del Potro ha subito a lungo gli attacchi a rete di un avversario poco disposto a fare da bersaglio semovente per i suoi siluri piatti di dritto.

Nel primo set Pouille è riuscito ad issarsi fino al tie break ma ha dovuto salvare per ben sei volte la sua battuta e lo ha perso per 7 punti a 4. Il drittone di del Potro è stato a tratti micidiale, la tensione è salita e i contendenti non se le sono mandate a dire, tentando in un paio di occasioni passanti al corpo non proprio necessari. L’argentino ha però pagato una logica discontinuità nel gioco e ha perso sia il secondo – al tie break – che il terzo set nonostante fosse in vantaggio in entrambi i casi di un break, prima che l’oscurità rimandasse tutto ad oggi. La sensazione diffusa era che Juan avesse fallito la sua occasione per avanzare in fretta nel torneo ed infatti alla ripresa Pouille, avversario tignoso e che non si batte da solo, ha proseguito senza pietà ad attaccare il rovescio avversario, riuscendo al contempo a tenere sulla direttrice del dritto. E di fatto vince il match così, quando nel quarto gioco strappa la battuta ad un del Potro che era sopra 40-15 con due attacchi lungo linea chiusi da identiche volée smorzate. Delpo getta la spugna insieme ad un altro turno di battuta perso e crolla. Pouille agli ottavi contro Tomic dopo l’ottima semifinale raggiunta a Roma.

J. Vesely b. [31] J. Sousa 6-2 6-2 7-5 (Giovanni Vianello)

Un Jiri Vesely praticamente perfetto estromette la testa di serie numero 31, il portoghese Joao Sousa, in tre set, sembrando molto in palla in particolare nelle prime due frazioni. Nel primo parziale il ceco va avanti in un amen 4-0, sommergendo Sousa di vincenti da fondo e servizi vincenti e sfruttando la scarsa percentuale di prime del portoghese. La frazione vede poi i giocatori tenere i rispettivi servizi nei successivi quattro game, così il set si chiude 6-2. Anche nel secondo set Vesely ottiene il break al primo gioco e poi strappa la battuta al porghese anche sul 3-1. Il secondo set, sulla falsariga del primo, vede ancora Sousa patire le pallate da fondo del ceco ed anche il servizio oggi quasi infallibile di Vesely. La frazione si chiude 6-2. Il terzo set è il più combattuto. Sousa trova finalmente fiducia al servizio ed anche il dritto comincia a funzionare, tuttavia sul servizio del ceco non si vede l’ombra di una palla break. Sul 5-5 si torna a vedere un portoghese titubante, così Vesely strappa la battuta all’avversario e poi nel game successivo, in cui il ceco serve per il match, il ceco chiude la pratica in agilità. Jiri accede per la prima volta ad un ottavo Slam, dopo che aveva raggiunto due volte il terzo turno. Il ceco è anche l’ultimo mancino rimasto in gara, dato che gli altri due qualificatosi al terzo turno, Feliciano Lopez e Albert Ramos-Vinolas, hanno perso le rispettive gare.

[7] R. Gasquet b. A. Ramos-Vinolas 2-6 7-6(5) 6-2 6-3 (Valerio Vignoli)

Facendo valere la maggiore esperienza e attitudine all’erba, la testa di serie n.7 Richard Gasquet supera in quattro set lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas e accede per la settima volta in carriera agli ottavi di finale di Wimbledon. Su un campo 18 in penombra, è però Ramos-Vinolas a partire con il piede giusto, strappando subito il servizio al suo più quotato avversario grazie ad un nastro benevolo. Gasquet, semifinalista l’anno scorso ai Championships, appare quasi tramortito dall’aggressività da fondocampo del mancino catalano e cede ancora il servizio con un doppio fallo nel terzo gioco. L’iberico continua a scagliare vincenti a raffica e in meno di mezz’ora fa suo il primo set per 6-2. Prevedibilmente il talento di Beziers comincia il secondo parziale con più convinzione. Tuttavia, dall’altra parte della rete, il n.36 del ranking ATP, in grande fiducia dopo i quarti raggiunti al Roland Garros, i primi a livello Slam, non scende di livello. Entrambi i giocatori si conquistano chance di break, rispettivamente nel settimo e nell’ottavo game ma l’equilibrio al servizio non si spezza. Si giunge così al tiebreak, dove a prevalere è un solido Gasquet per 7 punti a 5. 

Ramos-Vinolas anche nel terzo set non attenua la pressione ma i suoi colpi sono meno incisivi. Il n.10 del ranking ATP infatti erige un muro in difesa grazie al quale riesce a scappare sul 4-1 pesante, con break nel terzo e nel quinto gioco. Il 28enne tennista di Barcellona tenta di rifarsi sotto ma Gasquet non trema e porta a casa il parziale per 6-2. Con il francese avanti di 2 set a 1 si interrompe l’incontro per oscurità. Nel giorno seguente, il gioco riprende ma l’inerzia della sfida non cambia. Gasquet infatti ottiene il break nel gioco d’apertura del quarto set con il suo marchio di fabbrica, il rovescio lungolinea. Il coriaceo Ramos-Vinolas non molla. Il n.1 di Francia però è molto più propositivo e, avanti 5-3, chiude il match sul proprio turno di risposta grazie ad uno dritto vincente, dopo poco più di due ore e mezza complessive di partita.

Risultati:

[10] T. Berdych b. [24] A. Zverev 6-3 6-4 4-6 6-1
[15] N. Kyrgios b. [22] F. Lopez 6-3 6-7(2) 6-3 6-4
J. Vesely b. [31] J. Sousa 6-2 6-2 7-5
[12] J. W. Tsonga b. [18] J. Isner 6-7(3) 3-6 7-6(5) 6-2 19-17
[32] L. Pouille b. J. M. del Potro 6-7(4) 7-6(6) 7-5 6-1
[7] R. Gasquet b. A. Ramos-Vinolas 2-6 7-6(5) 6-2 6-3

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