Wimbledon, donne: Kerber facile, incredibile Venus. A Cibulkova il match del torneo

Angelique Kerber accede ai quarti di finale lasciando 4 giochi a Misaki Doi. Primi quarti a Wimbledon per Anastasija Pavlyuchenkova, che supera Vandeweghe. Dominika Cibulkova vince 9-7 al terzo contro Radwanska annullando un match point. A 36 anni, Venus Williams torna tra le ultime otto di Wimbledon battendo Suarez Navarro. Avanti Shvedova e Vesnina

Wimbledon, donne: Kerber facile, incredibile Venus. A Cibulkova il match del torneo

[19] D. Cibulkova b. [3] A. Radwanska 6-3 5-7 9-7 (Benedetto Napoli)

Le sfide tra Agnieszka Radwanska e Dominika Cibulkova raramente sono state scarne di emozioni. Escludendo la finale senza storia giocata a Sidney nel 2013, vinta in bicicletta dalla polacca, sui dodici incontri disputati finora proprio quest’ultima è in vantaggio con sette vittorie anche se è la tennista slovacca ad aver vinto i match più importanti: vedasi la semifinale degli Australian Open del 2014 e il recente quarto di finale a Eastbourne (unico precedente giocato sull’erba tra le due), torneo che ha visto trionfare il peperino di Bratislava.

Le premesse iniziali non vengono assolutamente tradite e già dai primi scambi il quadro tattico del match è lampante: la Cibulkova corre a più non posso e spara a tutto gas, mentre la Radwanska cerca di prolungare gli scambi con colpi ricamati. Tra le due a prendere in mano il pallino del gioco sin da subito è la fresca numero 18 del ranking WTA – ed ex top 10 mondiale – grazie a un gioco iper aggressivo, che non permette alla Radwanska di tessere le sue ragnatele tattiche. I primi tre game vengono dominati dalla potenza del dritto della slovacca, con la Radwanska che riesce a salvare il proprio game al servizio grazie alla propria classe, ma nel quarto gioco arriva l’inevitabile break della slovacca. Il game successivo vede la polacca issarsi a due quindici dal contro break, ma la Cibulkova non indietreggia di un centimetro e aumentando esponenzialmente il livello del proprio tennis piazza un parziale di quattro punti a zero, tra i quali spiccano un dritto inside-out e un rovescio lungolinea da mettersi le mani sui capelli. Dopo non aver convertito altre due palle per il doppio break la Cibulkova chiude il set sul proprio turno di battuta senza concedere alla numero 3 WTA neanche la miseria di un break-point. Impeccabile il gioco della slovacca, anche se la Radwanska forse gioca troppo sulla diagonale destra dell’avversaria. L’inizio del secondo set seguo lo stesso copione del primo: Cibulkova a comando del gioco e inevitabilmente sopraggiunge il break nel terzo game, ma stavolta la Radwanska è brava a reagire e converte immediatamente la prima palla break. Il match si fa interessante, le due non si risparmiano e i successivi turni di servizio sono tiratissimi. Dal settimo gioco in poi saltano tutti gli schemi: tra colpi incredibili, righe spazzolate ed errori marchiani le due giocatrici non riescono a tenere il servizio, strappandosi il servizio due volte a testa, con Cibulkova che ha anche avuto a disposizione un match point. Ma i guai per la futura sposa – le nozze sono previste per il 9 luglio, proprio il giorno della finale femminile – non finiscono qui, infatti stavolta è Agnieszka ad essere on fire e dapprima chiude senza patemi il proprio turno di servizio, successivamente gioca un game in risposta perfetto e dopo cento minuti ristabilisce la parità. Un set a testa e Aga la Maga sembra essere entrata definitivamente in partita.

Il terzo atto non è consigliato ai deboli di cuore. Il pubblico del Court 3 si entusiasma ad ogni singolo colpo, anche se nei volti delle protagoniste si percepisce una certa stanchezza. Come al solito è la Cibulkova a rompere gli indugi, brekkando grazie a quattro vincenti di pregevole fattura su quattro prime della Radwanska, ma la slovacca tesse e poi disfa la tela come Penelope subendo il contro-break. L’incontro acquisisce sempre più pathos, Eva Asderaki invita più volte il pubblico a fare silenzio, ma quest’ultimo è letteralmente esploso quando la Radwanska ha salvato un’insidiosissima palla break con un dritto di puro istinto su un missile terra-aria della Cibulkova. Stavolta è la Professoressa a conquistarsi la palla valevole per l’accesso ai quarti di finale, ma la Cibulkova la annulla grazie al suo proverbiale dritto lungolinea. Si fatica a trovare ulteriori aggettivi per questo incontro, sicuramente entra nella top3 dei match dell’anno della WTA. Le due tengono il servizio con molta fatica, vincenti su vincenti, tra dritti letali e drop shot incredibili si arriva al tredicesimo game quando la Cibulkova riesce nuovamente a brekkare, non riuscendo tuttavia a dare la zampata vincente dato che Aga non molla e porta a casa l’ennesimo contro-break. Ma oggi la Cibulkova è letteralmente indemoniata e dopo il settimo break riesce finalmente a tenere il servizio e a chiudere il match con l’ennesimo vincente di dritto poco dopo lo scoccare delle tre ore di ostilità. Bellissimo l’abbraccio finale tra le due contendenti, ma la Cibulkova ha ampiamente meritato la vittoria (56 vincenti a fronte di 39 non forzati) e continuando a giocare così la data delle nozze dovrà necessariamente essere spostata. Continua la maledizione Slam per la Radwanska: l’impressione è che alla polacca manchi sempre uno per fare trentuno e col passare degli anni sarà sempre più difficile trionfare in un Major.

Queste le dichiarazioni in conferenza stampa di Dominika Cibulkova: “E’ stato senza dubbio il match fisicamente più duro della mia carriera. Non solo: Radwanska non ti regala mai punti e questo significa che allo sforzo fisico devi aggiungere anche un grande sforzo mentale”. “Ho in programma di sposarmi sabato prossimo. Se domani perdo, le nozze sono confermate; se vinco, le rimanderemo. Ma rimandare le nozze per un motivo del genere mi rende felice”. “Avevo invitato anche Marion Bartoli, che però aveva declinato perché impegnata a commentare le fasi finali di Wimbledon. Chissà, forse ora potrebbe commentare me”.

[4] A. Kerber b. M. Doi 6-3 6-1 (Federico Carducci)

Angelique Kerber iscrive il suo nome nel lotto delle partecipanti ai quarti di finale di Wimbledon 2016. La tedesca ha vinto la sfida tra mancine contro la giapponese Misaki Doi, imponendosi con un perentorio 6-3 6-1. Partita semplicemente impeccabile quella della numero 4 del mondo, apparsa in una condizione fisica e mentale straordinaria, che le ha permesso di annichilire una avversaria che, proprio come la campionessa degli Australian Open, era giunta a questo match senza mai perdere un set. Quinto testa a testa quello andato in scena oggi sul Campo numero 2 di Church Road e quinta affermazione per la testa di serie numero 4. L’ultimo precedente tra le due risale al primo turno degli Australian Open del gennaio scorso con Kerber che annullò un match point alla sua avversaria, e tutti ricordano come finì quel torneo; questo successo, inoltre, è di notevole importanza per la teutonica anche in termini di classifica WTA: in caso di eliminazione della Radwanska, infatti, la Kerber si troverebbe, ad oggi, numero 2 del mondo.

Davvero un bello spettacolo quello offerto da entrambe le giocatrici, sopratutto nel primo set: entrambe, infatti, hanno giocato un tennis propositivo, non limitandosi a speculare sugli errori l’una dell’altra, ma cercando di prendere in mano il pallino del gioco, tirando forte da fondo campo alla ricerca della soluzione vincente. Nel primo set è la nipponica ad avere l’occasione del break nel secondo gioco, peraltro l’unica in tutto il parziale, ma dopo averla mancata si vede costretta a cedere la battuta nel turno successivo. La Doi gioca un primo set di grande qualità, ma dall’altra parte della rete trova un muro impossibile da scalfire che le rimanda indietro qualunque cosa, senza mai concederle occasioni per rientrare, riuscendo anzi ad aumentare il divario con un nuovo break nel nono gioco, con il quale si chiude la prima partita. Il secondo parziale non ha praticamente storia: la Kerber continua a giocare su livelli altissimi, se possibile anche più alti che in precedenza, mentre la giapponese cala, aumentando notevolmente il numero degli errori. Sul 5-0, 15-40, la nipponica ha un sussulto d’orgoglio: annulla i due match point e, nel game successivo, si procura anche la seconda palla break della sua partita che però la tedesca annulla, chiudendo la sfida dopo poco più di un’ora. Sulla strada della seconda semifinale in carriera a Wimbledon il prossimo ostacolo è rappresentato dalla vincente della sfida tra Simona Halep e Madison Keys.

[21] A. Pavlyuchenkova b. [27] C. Vandeweghe 6-3 6-3 (Domenico Giugliano)

Dopo tanta pioggia e la quarta middle sunday della storia dei Championships, si aprono gli ottavi di finale. Il primo match vede di fronte due autentiche corazziere. La russa Pavlyuchenkova e la Vandeweghe, giustiziera ieri di Roberta Vinci. È il secondo incontro tra le due, l’unico precedente due anni fa a Miami con la vittoria della statunitense. Il match è molto rapido con le due che cercano il vincente dopo pochi scambi. Il primo set è in equilibrio sino al 3-2 per la russa, che nel game successivo strappa la battuta all’avversaria, concede solo tre punti sui due servizi successivi ed in camera il set in 30 minuti di ottimo tennis. La Vandeweghe, rispetto al match di ieri con la Vinci, appare nervosa e tesa e lo specchio di questo sono i 12 errori non forzati. Serve un’inversione di marcia nel secondo set, anche per mettere pressione alla russa che non è mai stata durante la sua carriera lucida nel chiudere i match in controllo. Invece, il match riprende da dove si era concluso, con la Pavlyuchenkova che breakka subito l’avversaria e che concede le briciole sul suo servizio. La Vandeweghe non riesce a reagire, salva altre due palle break sul 4-2, ma si arrende dopo un’ora e 24 minuti di gioco per 6-3. La Pavlyuchenkova aspetta ora la vincente di Williams-Kuznetsova, big match della giornata. La giocatrice vista oggi sembra davvero quella di qualche anno fa. Se anche la psiche resterà quella vista in questi ultimi sette giorni, le avversarie devono davvero preoccuparsi di Anastasija.

[8] V. Williams b. [12] C. Suarez Navaro 7-6(3) 6-4 (Diego Serra)

Vince Venus Williams in due set contro Carla Suarez-Navarro, numero 12 WTA, e ora affronterà Shvedova nei quarti di finale. Partita combattuta, del resto i precedenti erano di tre pari, con Suarez-Navarro capace di battere Venus anche sul veloce, come in Australia o in Cina. Disastroso l’inizio di Venus che concede subito tre palle break nel primo game del primo set, e si fa immediatamente brekkare. Ancora peggio nel terzo game, dove la statunitense perde la battuta a zero. A questo punto Suarez-Navarro sale 3-0, ma ha il torto di non riuscire a servire bene nel game successivo e permettere un break a Williams, che si rimette in partita dopo la partenza negativa. Ancora break nel quinto di Venus, e match in parità con la spagnola che concede troppo campo. Inevitabile il tiebreak, e quattro minibreak a due, a favore di Venus Williams, regalano il set alla statunitense. Ci riprova nel secondo set Venus a ripetere l’inizio negativo del primo, concedendo nel primo game di servizio due palle break. Troppa precipitazione della Suarez-Navarro e Venus mette in campo tutta la sua esperienza. Break poi inevitabile nel terzo game per la statunitense, brava però a rimanere in partita Suarez-Navarro, rispondendo con un altro break nel sesto game. Si muove davvero poco in questa fase Venus, pronta però ad approfittare di ogni passaggio a vuoto della Navarro ed è di nuovo break nel settimo game. Ora a Venus basta tenere il servizio nei due successivi game di battuta. L’ultimo addirittura a zero.

Y. Shvedova b. [28] L. Safarova 6-2 6-4 (Bruno Apicella)

Yaroslava Shvedova domina Lucie Safarova e per la prima volta in carriera raggiunge i quarti di finale nel torneo di Wimbledon. La kazaka numero 96 delle classifiche WTA ha battuto in due set la finalista del Roland Garros del 2015 e oggi n. 29 del mondo in un match chiuso in due set per 6-2 6-4. Shvedova ha spinto dal primo all’ultimo punto, cercando sempre il vincente, senza concedere nemmeno una palla break e dominando nei colpi di inizio gioco. In tutto 26 i vincenti trovati dalla kazaka a fronte di soli 10 errori commessi. Più fallosa, invece, la prestazione della ceca che ha commesso 21 errori forzati a fronte di 23 vincenti. Il match si è aperto con un game iniziale di 10 minuti con Shvedova sempre in spinta, sia con il dritto che con il rovescio; la kazaka, però, non ha concretizzato ben sette palle break mentre Safarova è riuscita a tenere il game grazie al servizio. Il break è solo rimandato al game successivo mentre al servizio la kazaka è implacabile. Shvedova ha continuato a spingere e ha ottenuto un doppio break che le ha permesso di chiude il primo set per 6-2. Chiuso il primo parziale, Shvedova è riuscita ad ottenere un break ad inizio secondo set quando la ceca si è fatta rimontare da un vantaggio di 40-0 per poi chiudere il game con due doppi falli. Da quel momento in poi non ci saranno break con Safarova che ha provato a variare di più il gioco ma in risposta non è riuscita a trovare la chiave per scardinare il servizio della kazaka. Shvedova ha servito per chiudere il match e non ha concesso nemmeno un 15. Il match è finito sul 6-4 e per la prima volta Shvedova raggiunge i quarti di finale nello slam londinese. Un risultato importante per la kazaka che dalla posizione numero 96 è sicura di riportarsi attorno alla posizione numero 50.

E. Vesnina b. E. Makarova 5-7 6-1 9-7 (Giovanni Vianello)

Vince in rimonta Elena Vesnina il derby russo in un certo senso fratricida (le due sono compagne di doppio qui a Wimbledon e lo saranno anche a Rio) contro Ekaterina Makarova, 9-7 al terzo. Parte bene Elena, che nel primo set va avanti 3-0 conquistando un break di vantaggio nel secondo game e poi allungando fino a 4-1. A questo punto Vesnina subisce la rimonta della Makarova, che sul 4-2, grazie anche ad una risposta deviata corta dal nastro, opera il contro-break. In seguito il gioco segue i servizi fino al 5-5, quando Makarova opera un altro break, sfruttando una volèe malamente appoggiata in rete dalla Vesnina sul 30-40. Ekaterina consolida poi il break e si aggiudica il primo parziale 7-5. Anche nel secondo set Vesnina va avanti 4-1, ma questa volta, grazie anche un’interruzione per pioggia nel sesto gioco sul 40 pari (con Makarova al servizio), non perde il break di vantaggio, ma anzi sfrutta l’interruzione per strappare un’altra volta la battuta all’avversaria, chiudendo poi 6-1. Il terzo set si apre in sordina, ma via via che passa il tempo la stanchezza comincia a farsi sentire e cominciano a vedersi occasioni da entrambe le parti. Sul 4-3 per Makarova, Ekaterina è due volte a due punti dall’andare a servire per il match, ma nel game successivo perde la battuta, così la Vesnina ha una prima chance di servire per il match. Elena tuttavia perde la battuta, il set va ad oltranza. La Makarova mostra sempre più spesso segni di debolezza nervosa, concedendo delle palle break sul 6-6 e perdendo poi il servizio sul 7-7. La Vesnina questa volta concretizza l’occasione tenendo agevolmente il servizio. La Vesnina non aveva mai battuto la Makarova in un incontro di circuito maggiore, l’unica vittoria era giunta in un torneo ITF nel lontano 2004 (questo incontro era stato il primo tra le due, i successivi 6, tutti a livello WTA, erano stati vinti da Makarova). Nel complesso, la Vesnina è stata più varia nel gioco, tentando spesso la palla corta e venendo molte volte a rete. Primo quarto finale Slam in carriera per Elena.

Risultati:

[1] S. Williams b. [13] S. Kuznetsova 7-5 6-0
[5] S. Halep b. [9] M. Keys 6-7(5) 6-4 6-3
[8] V. Williams b. [12] C. Suarez Navaro 7-6(3) 6-4
[4] A. Kerber b. M. Doi 6-3 6-1
[19] D. Cibulkova b. [3] A. Radwanska 6-3 5-7 9-7
E. Vesnina b. E. Makarova 5-7 6-1 9-7
Y. Shvedova b. [28] L. Safarova 6-2 6-4
[21] A. Pavlyuchenkova b. [27] C. Vandeweghe 6-3 6-3

CATEGORIE
TAG
Condividi