Serena Williams vince il settimo Wimbledon e raggiunge Steffi Graf

Serena Williams vince il settimo Wimbledon e raggiunge Steffi Graf
Serena Williams - Wimbledon 2016

Serena Williams vendica la sconfitta subita nella finale degli Australian Open contro Angelique Kerber. 7-5 6-3 il punteggio finale. Settimo successo a Wimbledon per Serena che eguaglia i 22 Slam di Steffi Graf

[1] S. Williams b. [4] A. Kerber 7-5 6-3 (dal nostro inviato a Londra)

Stat Serena Kerber

Al quarto tentativo, quello che non le era riuscito a New York, né a Melbourne e nemmeno a Parigi, Serena lo ottiene finalmente a Wimbledon: ventiduesimo titolo Slam, settimo a Londra, eguagliando Steffi Graf.

Serena si presenta alla sua nona finale di Wimbledon con un dato sorprendentemente negativo: nel 2016 ha perso tre delle quattro finali giocate (Melbourne, Indian Wells, Roland Garros) con il solo titolo di Roma all’attivo. Kerber in stagione ne ha vinte due su tre (sconfitta a Brisbane e vittoria a Melbourne e Stoccarda). Si comincia con il cielo coperto, in una giornata con leggero vento.

Serena apre al servizio e lo tiene a 15. Molto più difficile il compito per Kerber che deve affrontare subito tre palle break, salvate prima aumentando la velocità di battuta, poi quella del colpo in uscita dal servizio, infine con una prima al corpo: 1 pari.
Per il momento sui turni di battuta di Serena non si gioca: se non sono servizi vincenti  sono comunque troppe le prime che le permettono chiusure facili con l’uno-due. Dopo aver conquistato il primo punto in assoluto del match, Angelique ha ottenuto un quindici in risposta solo per un doppio fallo di Williams.
Kerber si mantiene in scia grazie anche a un paio di risposte sbagliate di Serena: 2-2. I turni al servizio della numero uno del mondo durano pochissimo, e quindi Angelique si trova ad affrontare la gran parte del match con la pressione di chi deve tenere il servizio per rimanere attaccata all’avversaria; ma per il momento l’impresa le riesce, con la collaborazione di una Williams non impeccabile in risposta.
Nel settimo gioco le cose per Serena si complicano: sul 30-15 vince lo scambio più bello e combattuto del set, poi però paga lo sforzo nei due quindici successivi e Kerber si porta sul 40 pari. Ma Williams riesce comunque a chiudere ai vantaggi.
Ora il match è più equilibrato, e questo significa che Serena deve giocare più scambi anche sui suoi turni di battuta. Sale 5-4 dopo essere di nuovo passata per i vantaggi, ma sempre senza concedere palle break.
Kerber aveva vinto il sorteggio iniziale e aveva deciso di ricevere. Ora la scelta le impedisce il minimo passo falso, dato che ogni break point si trasformerebbe in set point. Tiene bene la prima volta nel nono gioco, ma nell’undicesimo con due gratuiti deve fronteggiare due set point: sul primo aggancia la palla corta di Serena e chiude con un dritto vincente, ma nulla può sull’accelerazione di rovescio incrociata nello scambio successivo. Dopo 47 minuti di gioco Williams si aggiudica il set 7-5 e avrà anche il vantaggio di servire per prima nel secondo set.
Le statistiche parlano di un saldo di +10 per Serena (24 vincenti/14 errori non forzati) e di +1 per Kerber (6W/5UE). Dei 24 vincenti 8 sono ace.

I primi quattro giochi del secondo set seguono la regola del servizio, ma non sono affatto banali: anzi, aumentano gli scambi spettacolari, con Serena che spinge e Kerber che contiene e cerca a sua volta il vincente quando si presenta l’occasione. La partita è diventata di notevole qualità, proprio come ci si aspetterebbe da una finale Slam.
Dopo poco meno di 70 minuti di match, nel quinto game si alzano raffiche di vento che costano un doppio fallo a Serena; gestire la seconda è diventato molto più difficile e Williams decide di calare leggermente nella velocità per non correre il rischio di regalare altri punti facili. Nel settimo gioco un altro doppio fallo “ventoso” mette in difficoltà Serena; ma ci vuole anche tutta l’abilità in risposta di Angelique per riuscire a entrare nello scambio più spesso, sino a che finalmente arriva a conquistarsi una palla break, la prima della partita. Williams, da vera fuoriclasse, mette le cose a posto con due ace consecutivi.
La svolta del match avviene nel game successivo, sul 3-4: in vantaggio 40-15, Kerber si fa recuperare e sulla palla break commette un gratuito di rovescio che le costa il 5-3 di Serena.
Quasi non si fa in tempo a realizzare la situazione, perché sul suo turno di servizio Williams infila una serie di prime spaventose, e chiude a rete al primo match point, dopo una strenua doppia difesa di Kerber. 7-5, 6-3 in 35 minuti (83 minuti totali).

A mio avviso è stata una partita del tutto degna dello scenario di prestigio che la accoglieva. Un match salito di livello dopo i primi game, e con alcuni punti estremamente spettacolari. Probabilmente la Serena dei tempi d’oro non avrebbe sofferto tanto in alcune fasi di gioco: a iniziare dai recuperi laterali, in particolare di rovescio, che le costavano un evidente sforzo e che raramente è riuscita a mettere in campo. Ma anche in risposta ha avuto giornate migliori. In compenso ha mostrato che sull’erba con il servizio è ancora in grado di essere letale (13 ace), e contro un’avversaria come Kerber sicuramente questa è la superficie sulla quale si trova meglio. E ha anche volleato meglio che a Melbourne.
Angelique d’altra parte non penso abbia qualcosa da rimproverarsi: ha corso e lottato come nelle giornate migliori, riuscendo anche a conquistarsi una palla break grazie a una serie di risposte acrobatiche straordinarie. Probabilmente oggi non poteva pretendere di più.

Queste le dichiarazioni di Kerber in conferenza stampa: “Oggi non penso di avere qualcosa da rimproverarmi, ho dato il massimo e se ho perso è perchè Serena ha giocato meglio di me. Ha giocato benissimo e ha assolutamente meritato di vincere.  Sul 6-5 primo set Serena ha risposto meglio e io ho un po’ accorciato qualche colpo: è bastato per subire il break decisivo”.
“Rispetto a Melbourne la differenza è stata il servizio di Serena: oggi è stato molto più incisivo; penso che l’erba le dia questo vantaggio.”

E queste le dichiarazioni di Serena Williams: “Essere arrivata a 22 Slam e avere raggiunto Steffi Graf è un grande sollievo”.
Sono contenta di aver vinto in una finale giocata bene. Ma anche a Melbourne avevo giocato bene, solo che Angelique aveva giocato meglio di me”. “Oggi in realtà ero più nervosa nel primo set che nel secondo. Quando mi sono portata in vantaggio mi sono sentita più tranquilla”
“Quello che fa di me una giocatrice vincente è la capacità di alzare il livello di gioco nei momenti importanti”.
“Dopo l’esperienza vissuta con il record di Steffi non ho la minima intenzione di farmi coinvolgere nella questione del record di 24 Slam di Margaret Smith-Court”.

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