WTA Premier Tokyo: Wozniacki e Osaka, che battaglie! La finale è cosa loro

Spettacolo e punteggi in equilibrio nelle semifinali del WTA Premier di Tokyo. Nel primo incontro Caroline Wozniacki rimonta e batte la tds 4 Agnieszka Radwanska. Lo stesso fa la diciottenne Naomi Osaka, che risale dopo un primo set orribile e distrugge a pallate Elina Svitolina

WTA Premier Tokyo: Wozniacki e Osaka, che battaglie! La finale è cosa loro

Il circo del tennis che conta si è trasferito in Asia. La semifinale nobile del WTA premier di Tokyo vede opposte la n° 4 del mondo Agnieszka Radwanska e Caroline Wozniacki, in netta ripresa dopo un periodo di appannamento e risalita fino alla ventottesima posizione del ranking, grazie soprattutto alla semifinale raggiunta agli ultimi US Open. I precedenti raccontano di una netta superiorità della tennista danese, in vantaggio per otto vittorie a quattro. Ultima vittoria di Agnieszka a Doha 2013.

È la polacca ad aprire l’incontro al servizio e per i primi due giochi chi risponde non fa un punto. Dall’1-1 inizia un incontro piacevole e ben giocato da entrambe con le rispettive abilità. Caroline corre e colpisce bene ma Radwanska rifiuta di darle ritmo e spezza continuamente il gioco con smorzate, traiettorie corte e attacchi in contro-tempo, colpendo sempre con anticipo mostruoso. Wozniacki rimane solida e gioca il suo tennis, sembra sfruttare alla grande i consigli del padre alla pausa del quinto gioco brekka per prima portandosi avanti 4-3. Da questo momento però la tennista polacca la porta a scuola. Pareggia subito e sorpassa sul 5-4 perdendo solo due punti, quando Caroline serve per salvare il set è un po’ frastornata. Subisce l’iniziativa dell’avversaria, salva due set point ai vantaggi con la prima palla ma uno smash in rete seguito da un doppio fallo la condannano nel modo peggiore.

 

Aga appare in pieno controllo in avvio di secondo parziale, è lei a comandare chiaramente fino al break del 3-1 ma Wozniacki non si arrende facilmente e pareggia, poi si procura due occasioni sul servizio avverso ma la polacca annulla con coraggio la prima e beneficia di un dritto largo sulla seconda. È un’altalena. Radwanska cerca di prendersi il match brekkando per il 5-3 ma perde il servizio anche a causa di un orrendo doppio fallo che fatica a raggiungere la rete. Caroline riprende coraggio, ha la lucidità di variare il gioco, ora è lei a cercare l’attacco per accorciare lo scambio e la tattica riesce. Strappa ancora il servizio ad un’avversaria frastornata per il 6-5 e difende il suo turno ai vantaggi per il 7-5 dopo aver mancato tre set point consecutivi sul 40-0.

La botta è stata forte per la n°4 del mondo, che dal 5-3 ha subito un parziale di quattro giochi a zero senza mai raggiungere il match point. L’incontro era già bello e ora diventa splendido, con alternanze continue. Aga risponde al break subìto in avvio restituendolo a zero con quattro punti scintillanti ma non importa più chi serve, è battaglia su ogni punto e moltissimi sono vincenti. La polacca torna in possesso della sua mano magica quando strappa l’ennesima battuta con una smorzata seguita da un lob in contropiede ed è a un passo dal 4-1 ma non ci arriva perché si fa riprendere da 40-15. Al cambio campo papà Piotr scende per la terza volta all’angolo della figlia dispensando i consigli finali. Aga ha staccato la spina quando sembrava in controllo, l’altra è sopravvissuta e ora si sente invulnerabile, gioca di conseguenza, pareggia a tre.  Il game seguente è eterno e gira definitivamente il match. Radwanska serve, non chiude sul 40-30 e inizia una maratona. Entrambe giocano splendidamente, Caroline spinge molto e sale quattro volte a palla break solo per vedersi annullate le opportunità da vincenti dell’avversaria, la quale a sua volta non sfrutta altri due palle per il 4.3. Alla fine è la danese ad uscire vincitrice dall’ordalia e a sedersi in vantaggio 4-3 e servizio mentre pochi metri in là la sua avversaria sembra avere problemi alla gamba sinistra. C’è anche il tempo per Caroline di ferirsi al ginocchio strisciando a terra in recupero, e del resto una goccia di sangue non poteva mancare in una battaglia così, ma questo non le impedisce di volare sul 5-3. Aga sembra finita quando serve sul 30-40 ma annulla con un vincente e riesce a tenere con una veronica degna del miglior Panatta. È comunque troppo tardi perché Wozniacki non si fa influenzare dall’occasione mancata e chiude in battuta raggiungendo la finale. Non accadeva da Stoccarda 2015.

Risuona ancora l’eco della battaglia precedente quando Elina Svitolina e Naomi Osaka entrano in campo sul centrale di Tokyo per la seconda semifinale. Non saranno da meno. La quasi diciannovenne giapponese di scuola statunitense è fin qui la vera sensazione del torneo dopo aver estromesso la favorita Garbine Muguruza ed essersi confermata contro Sasnovich. Oggi vale la posizione n°66, domani chissà. Svitolina è anch’essa alla sua migliore stagione, con la vittoria a Kuala Lumpur, la  finale di New Haven persa con Radwanska e il best rank (14) raggiunto a inizio marzo. Due gli incroci precedenti, l’ultimo vinto da Osaka agli Australian Open 2016.

Le prime difficoltà dell’incontro Svitolina le affronta nel corso del gioco iniziale, quando Naomi centra un paio di accelerazioni da urlo che la portano sul 15-40. Elina si salva grazie soprattutto a due errori consecutivi dell’avversaria, alla continua ricerca del vincente, e capisce cosa fare. Tiene in gioco il più possibile una palla sempre profonda, in risposta cerca la figura più che gli angoli e varia il palleggio con qualche taglio sotto, secondo il termine coniato dal compianto Roberto Lombardi. Attende l’errore dell’avversaria, che invariabilmente non riesce ad andare oltre il quarto scambio. O è vincente o nulla. Le percentuali sono contro di lei. Quel che in futuro sarà la sua forza oggi può essere una debolezza e questo fatto si vede bene nel corso del quarto gioco. Naomi serve, ha tre occasioni per tenere ma le manca sparando a tutta. Concede una prima palla break cercando un vincente su una risposta profondissima dell’avversaria e la annulla con un ace. Poi manca altri due rovesci a tutto braccio e perde il servizio. E poco dopo il set per 6-1.

Ma con uno stile come quello di Naomi vale anche l’inverso. In un curioso gioco di specchi è lei a salvarsi in apertura di secondo set dal 15-40. Poi prende a giocare un tennis stellare, alza la percentuale di prime e così controlla i suoi turni, ha anche il coraggio di centrare un ace di seconda sul 30 pari del quinto gioco. Svitolina perde la battuta subito dopo ma è nel settimo game che Osaka compie il capolavoro. Annulla quattro palle break, la prima con un ace e le altre con prime palle seguite da vincenti. Considerate che le ultime tre occasioni le aveva concesse con altrettanti errori di rovescio. Ad onore di una testa solida, oltre ad un braccio supersonico. Naomi è ormai padrona del set e lo chiude 6-3 mancando prima un set point sul servizio dell’ucraina.

È stato uno spettacolo e Svitolina, dopo un lungo colloquio con il coach, rientra in campo per il decider. Cerca di cedere meno campo possibile nello scambio e si concentra sull’efficacia del servizio, perdendo solo due punti nei primi due turni di battuta. Purtroppo per lei anche l’avversaria non molla e lo chiarisce subito con un ace. Osaka dimostra un carattere da campionessa perché dopo il disastro del primo set non ha mai allentato la pressione, sbagliando sempre meno. È sufficiente che Svitolina cali con la percentuale di prime perché lei azzanni il match. Il break che l’ucraina subisce nel quinto gioco la priva definitivamente del coraggio di affrontare il bombardamento avversario. Il vantaggio libera definitivamente il braccio di Naomi che si dimostra sempre più sicura. Un altro break devastante sigilla il 6-2 che vale la prima finale della sua carriera nel circuito dei grandi. Quando Kimiko Date raggiunse l’ultima finale per il Sol Levante nel 1995 lei non era ancora nata.

Risultati:

C. Wozniacki b. [2] A. Radwanska 4-6 7-5 6-4
N. Osaka b. E. Svitolina 1-6 6-3 6-2

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