Corsa al n. 1. Murray all’attacco, Djokovic si salva (Marianantoni)

Corsa al n. 1. Murray all’attacco, Djokovic si salva (Marianantoni)

Corsa al n. 1. Murray all’attacco, Djokovic si salva (Luca Marianantoni, La Gazzetta dello Sport)

 

Novak Djokovic e Andy Murray proseguono a braccetto l’avvicinamento alla resa dei conti, un duello iniziato a gennaio all’Open d’Australia e che a breve deciderà chi dei due sarà il numero 1 del mondo del 2016. Lo spavento preso mercoledì da Murray (vittorioso per 7-5 al terzo set contro Fernando Verdasco), è stato in parte vissuto ieri da Novak Djokovic che ha faticato e vinto in rimonta sul bulgaro Grigor Dimitrov. Un successo che consente a Djokovic di rimanere ancora aggrappato alla vetta del ranking mondiale, ma che evidenzia sempre più il periodo di difficoltà che sta attraversando il campione serbo dall’indomani della conquista del Roland Garros. Il serbo inizia il match con timore e con molte ombre: un doppio fallo nel primo game, un errore di valutazione decisamente grave nel tentare di arpionare una volée del bulgaro destinata al corridoio nel secondo gioco e poi il break subito nel terzo game. Dimitrov però non infierisce, manca sei palle per il 3-1 e si ritrova sul 2 pari. Gioca un game alla Federer, mettendo in mostra potenti dritti incrociati, rapide discese a rete ed eccellenti chiusure al volo che lo riportano avanti di un break. Il match non decolla e il pubblico non si scalda più di tanto, neppure sul 4-3, 30-15, quando la partita viene sospeso per un paio di minuti per dei coriandoli caduti dal cielo. Si riprende, Dimitrov mantiene il break e chiude il set per 6-4. A questo punto, Nole diventa più conservativo e cerca solo di limitare gli errori, costringendo l’avversario a giocare la partita fino in fondo. Il serbo strappa la battuta a Dimitrov e sale così 3-0. Sull’ultimo punto del quarto game Nole fa una brutta torsione con il ginocchio destro ed è costretto a chiamare il fisioterapista. La sospensione non altera l’equilibrio della gara: Djokovic tiene bene, chiude il set per 6-2 e poi dilaga nel terzo arrivando al match point sul 5-3. Sbaglia il primo, con il nastro che ferma quello che sembra essere un dritto vincente, non il secondo, con Dimitrov che mette a mezza rete la risposta di rovescio. Tutto tranquillo invece per Andy Murray che ha impiegato appena 73 minuti per addomesticare l’idolo locale Lucas Poulie. Un break avanti fin dall’inizio, poi sul 4-2 lo scozzese subisce l’unico break del match, ma poi dilaga chiudendo per 6-3 6-0. Murray ha due combinazioni possibili per diventare numero 1 del mondo nel ranking di lunedì prossimo: vincere il torneo con Nole fuori dalla finale, oppure raggiungere la finale con Nole battuto nei quarti. Tutte le altre combinazioni sono favorevoli al serbo, compresa quella eventuale di perdere il big match di domenica contro Murray che rimarrebbe secondo per appena 15 punti. Oggi Novak Djokovic troverà nei quarti di finale Marin Cilic, avversario che conosce benissimo per averlo battuto 14 volte su 14. Il croato è in un momento di forma smagliante e la vittoria di ieri su David Goffin, ottenuta dopo aver sprecato 5 matchpoint, gli ha spalancato le porte del Masters di Londra. L’ultimo posto ancora libero se lo giocheranno Tomas Berdych, Jo-Wilfried Tsonga e Dominic Thiem. Tsonga deve vincere il torneo e sperare che Berdych non raggiunga la finale, al ceco può essere sufficiente arrivare in semifinale, altrimenti a Londra ci va Thiem. Murray invece affronterà nei quarti il vincente dell’ultimo ottavo di finale tra Tomas Berdych e Gilles Simon. Nella parte alta del tabellone svetta il derby americano tra Jack Sock e John Isner, in quella bassa l’incontro tra Milos Raonic e il francese Tsonga.

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