Next Gen ATP Finals presentate a Palazzo Marino, Sala: “Per Milano occasione straordinaria”

Nella Sala dell'Orologio la presentazione del Masters under-21 che riporta il grande tennis nel capoluogo lombardo. Prima edizione alla Fiera di Rho dal 7 all'11 Novembre

Next Gen ATP Finals presentate a Palazzo Marino, Sala: “Per Milano occasione straordinaria”

Dal nostro inviato a Milano,

 

Alla fine la grande voglia di tennis di Milano ha avuto una risposta: oggi pomeriggio nella Sala dell’Orologio del Comune a Palazzo Marino sono state presentate le  Next Gen ATP Finals che mostreranno i migliori giovani Under-21 della stagione 2017 dal 7 all’11 novembre in un nuovo impianto allestito alla Fiera di Rho, sede dell’Expo 2015. La manifestazione era già stata presentata a Londra in occasione delle ATP Finals dei “grandi” un mese fa ma oggi sono venuti a galla altri dettagli grazie alle parole del sindaco Giuseppe Sala, dell’assessore allo Sport della Regione Lombardia Antonio Rossi e dei due Presidenti, Angelo Binaghi della FIT e Chris Kermode dell’ATP.

Innanzittuto la genesi dell’idea di partenza: “Ci stiamo lavorando da due anni e quando abbiamo guardato all’Europa, ci ha colpito la voglia dell’Italia di portare l’evento qui, tutti ci hanno detto di portarlo a Milano perché è la città italiana più orientata al futuro“. il sindaco Giuseppe Sala dal canto suo ha parlato dei suoi obiettivi: “Dobbiamo ammettere purtroppo che Milano città ricca di sport e di sportivi è carente dal punto di vista degli impianti, dei grandi palazzetti dello sport, questo evento rappresenta un’occasione straordinaria”

Non è un mistero che la sede prescelta per questo torneo sarebbe stata certamente il nuovo Palalido ma come confermato dal Presidente Binaghi, non c’era alcuna certezza che i lavori di ristrutturazione sarebbero terminati in tempo. Il contratto tra l’ATP e la città è di 5 anni e quindi è più che possibili che le edizioni successive si possano giocare nello storico palazzetto dello sport milanese finalmente rimesso a nuovo. Fino ad allora come detto sarà allestito un nuovo impianto in un padiglione di 17 mila metri quadrati alla Fiera di Rho:

Scusate il ritardo,” ha esordito Angelo Binaghi nel suo discorso “Da 10 anni cercavamo di ridare a Milano un torneo che non fosse uno qualsiasi e quindi abbiamo dovuto attendere l’occasione giusta e l’abbiamo colta al volo. Milano, la Lombardia e il Nord d’Italia rappresentano gran parte del nostro bacino d’utenza quindi era importante riportare il grande tennis qui”.

Il capolouogo lombardo ha battuto la concorrenza di grandi città come Miami, Los Angeles, Città del Capo e Chris Kermode ha spiegato bene quale sia il target della manifestazione oltre a dar lustro a una generazione di giovani che ha bisogno di essere presentata e raccontata al mondo:

“Una volta chi vinceva gli Slam junior poi faceva subito benissimo anche negli Slam da professionisti ma oggi è più difficile per i ragazzi perché questo sport è diventato molto più fisico e i grandi campioni restano al top della loro forma più a lungo. Da qui la necessità di creare una vetrina esclusiva, e Milano avrà appunto questa grande opportunità”. Questa è la prima ragione per cui abbiamo sviluppato le Next Gen Atp Finals, ma ce n’è un’altra fondamentale. Non solo c’è una nuova generazione di giocatori, c’è anche una nuova generazione di fans ed è a loro che dobbiamo pensare. Per questo cercheremo di fare anche qualche sperimentazione a livello di formule, senza fretta e senza voler snaturare lo spirito del gioco. Non è mia intenzione dettare dall’alto questo tipo di modifiche, dovremo ascoltare molto che cosa vogliono i nostri appassionati. Nessuno con i capelli grigi dovrebbe sentirsi in grado di dare giudizi unilaterali su che cosa piace e che cosa no alle nuove generazioni. Per questo dobbiamo pensare al nostro sport come prodotto, tenendo anche conto del fatto che siamo uno dei pochi sport di respiro globale. Questo ci obbliga a tenere in considerazione il più vasto range geografico possibile”.

La prima modifica auspicata da Kermode è una riduzione del tempo concesso al palleggio di riscaldamento o comunque un modo di abbrevviare l’attesa tra l’ingresso in campo dei giocatori e il primo punto giocato.

Su eventuali modifiche riguardo a modifiche legate ai punti e al prize money dei tornei il Presidente dell’ATP ha dato come data di riferimento il 2019 mentre prima di allora rimarrà tutto invariato:

“Si tratta di una faccenda delicata, tutti nel nostro ambiente si preoccupano quando parlo di questa necessità, ma bisogna pensare a un sistema che renda più semplice la scalata ai giovani, così come la possibilità di vivere di questo sport. Mi spiego: i punti vanno redistribuiti meglio, non solo per chi arriva in fondo ai tabelloni, ma anche per chi si ferma ai primi turni. Così come i montepremi, anche quelli vanno ripensati seguendo questa logica. Ci stiamo lavorando, è difficile trovare un equilibrio ma ce la stiamo mettendo tutta.”

Ricordiamo che la formula di gioco riprende esattamente quella delle Finals “dei grandi” ma in questo l’ottavo giocatore sarà una wild-card assegnata da un comitato formato da membri di ATP, FIT e CONI che valuteranno i risultati dell’annata. Gli altri 7 saranno i meglio piazzati nella classifica ATP, nati dal 1996 in poi, dopo il Masters 1000 di Parigi Bercy.

La FIT, con l’obiettivo di aumentare ancor di più la popolarità del tennis in Italia, ha ottenuto di poter “passare” i diritti TV del torneo in esclusiva per l’Italia al proprio canale Supertennis con il sogno di poter mandare le dirette in simulcast con una rete generalista di prestigio come Rai o Mediaset come accaduto per gli Internazionali d’Italia e le competizioni a squadre. In ogni caso dunque l’evento sarà visibile in chiaro sul digitale terrestre aprendo dunque la visione alla più vasta fetta di pubblico possibile.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche due possibili protagonisti in campo della prima edizione di questo torneo, entrambi nati nel ’96: Karen Khachanov, N.53 del mondo e Matteo Berettini recente finalista del Challenger di Andria.

Non resta dunque che attendere per capire se la scommessa della FIT, di Milano e della Lombardia sarà effettivamente vinta, per ora non possiamo far altro che festeggiare il ritorno di un secondo grande torneo nel nostro Paese dove gli Internazionali sono rimasti soli per troppo tempo. Milano che peraltro si conferma capitale mondiale del tennis giovanile: dopo il torneo dell’Avvenire under-16, il Trofeo Bonfiglio under 18, ora si potranno vedere anche i migliori giovani professionisti. Forse non basta ad accontentare gli appassionati ma è di certo un buon viatico al ritorno dei fasti del passato quando si potevano vedere a Milano campioni come McEnroe, Lendl, Becker, Edberg e Federer.

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