Melania Delai, professione aspirante campionessa, si racconta a Ubitennis

La giovane promessa azzurra Melania Delai si appresta a dar la caccia ai primi punti WTA della sua carriera. I presupposti per fare bene nel mondo dei grandi ci sono tutti, uno staff tecnico all’altezza pure. Che il tanto auspicato ricambio generazionale stia davvero per cominciare?

Melania Delai, professione aspirante campionessa, si racconta a Ubitennis

C’è chi sostiene che i numeri, da soli, non dicano tutto. Certo è che a scorrere con pazienza la classifica mondiale – e si parla di quelle donne che per lustri hanno tenuto a galla la baracca azzurra – quel che ne emerge sembrerebbe non lasciare adito a dubbi circa il futuro prossimo del nostro movimento in gonnella. Nero, forse nerissimo. A proposito. Non più tardi di qualche giorno fa Roberta Vinci, la nostra miglior giocatrice, ci ha fatto sapere dopo settimane di suspense di voler proseguire nella sua avventura professionistica per un altro anno. Un sollievo. Dodici mesi nei quali, al di là dei risultati che verranno senza che nessuno abbia più la pretesa di chiederle alcunché, ci siamo garantiti una polizza che difficilmente saremo in grado di rimpiazzare, almeno in tempi brevi. Robertina, e quel suo gioco sublime in via d’estinzione alla stregua del panda gigante, sono un patrimonio tennistico di inestimabile valore del quale non ci stancheremo mai di andare fieri, tuttavia è difficile lasciarsi prendere dall’entusiasmo quando il mancato ricambio generazionale ci obbliga a riporre sulle spalle comprensibilmente stanche della tarantina gran parte delle nostre aspettative tennistiche. Insieme a una Vinci ormai a fine corsa, una Errani spompata da mille battaglie, una Giorgi bella, bellissima e insieme incompiuta, una Knapp martoriata dagli infortuni e una Schiavone più centrata su cuffie e microfono che non su racchetta e palline – la vecchia guardia, insomma – ci si accorge che per trovare un’altra connazionale entro quella benedetta classifica di merito la si deve percorrere a ritroso fino a ben oltre la duecentesima piazza, dove fanno capolino, e menomale, Trevisan e Paolini.

Ora, se la qualità degli atleti può essere annoverata tra i colpi di fortuna di una federazione, almeno in quanto a numerosità sarebbe opportuno cercare di non farsi trovare impreparati, ma tant’è. In tempi di vacche magre come questi, simili al vuoto di potere lasciato in eredità dall’implosione di un impero fulgido, è auspicabile spingere lo sguardo il più lontano possibile, come antidoto allo sconforto. Lungimiranza, allora, perché potrebbe sempre valere quel principio del chi cerca trova e la lucina in fondo al tunnel non essere poi così fioca. Se per Ligabue chi si accontenta gode, ma solo così così, per noi aficionados, campanilisti il giusto, anche la più piccola delle novità tricolori che germogli all’orizzonte può essere motivo di sano ottimismo.

Un risultato di questo virtuale setacciamento su e giù per la penisola a caccia di talenti è, come vedremo, la piccola Melly. Se dunque il cielo non è sempre blu sopra Berlino – parafrasando un’irrefrenabile gioia sportiva di pallonara memoria – e la colonna sonora che ci ronza nella mente pensando ai bei tempi andati delle Fed Cup vinte a grappoli più che ‘Seven nation army’ sembra un requiem, a Trento, il cielo color cobalto, potrebbe un giorno non troppo lontano diventarlo. Il grazioso capoluogo del Trentino, infatti, oltre a vantare storicamente una qualità della vita da primato, quattordici anni fa ha dato i natali a tale Melania Delai, professione aspirante campionessa. Una ragazzina biondissima dal sorriso contagioso, ambizioso epicentro di un team nutrito, competente e dalle idee chiare e che il tennis nelle sue infinite sfaccettature lo prende molto seriamente. Melly, che si allena con la meticolosità di una veterana e l’entusiasmo di una teenager presso il 2001 Team Sport Academy di Padova, ha trovato il modo di far parlare di sé conquistando nel corso di questo 2016 i primi punti ITF Under 18, dopo aver raggiunto in primavera il best ranking, fissato al numero 15, nel Tennis Europe Under 14. Con la federazione che non ha potuto esimersi dal metterle gli occhi addosso e la convocazione per i raduni nazionali di Tirrenia ne è stata la logica conclusione.

A pilotarne la crescita in questa fase delicata di vita e di carriera – con l’onnipresente mamma Monica, in altre parole un’affabile Judy Murray tricolore – c’è l’esperto Alessandro Bertoldero, già coach di Maria Camerin. A dar manforte, per non lasciare nulla di intentato, anche un fisioterapista, un osteopata, un preparatore fisico, un nutrizionista ed un incordatore personale. Un’eterogenea famiglia al servizio di quello che Melly, con la semplicità propria degli adolescenti, definisce ‘sogno’. Presto per sapere se sarà vera gloria, in un età per la quale il futuro – sportivo ma non solo – è lungi dall’essere scritto. Tuttavia, quali diligenti talent scout, noi di Ubitennis in questo progetto ci vogliamo credere e pertanto abbiamo voluto immediatamente saperne di più. Le battute che potete trovare nel seguito sono quindi il risultato del nostro incontro ravvicinato con il caleidoscopico Universo-Delai.

Ciao Melania, cominciamo ovviamente con te. Confesso che fino a poco tempo fa non ti conoscevo, ho studiato un po’ di te e intanto ti faccio i miei complimenti. Ti va di descrivere ai nostri lettori chi è Melania Delai?
Ciao, innanzitutto grazie per avermi contattato e per complimenti! Ci credo che non mi conoscevi, non sono ancora famosa (ride). Sono una ragazza di 14 anni che ama giocare a tennis e che ha deciso che vuole provare a fare la carriera della tennista professionista. Una ragazza come tante altre con un grande sogno e che si sta impegnando a fondo per realizzarlo. Sono estroversa, credo simpatica (non a tutti ovviamente), bionda con gli occhi azzurri e alle spalle una famiglia meravigliosa.

Come è nata questa tua grande passione proprio per il tennis?
La passione per il tennis è arrivata dopo aver provato vari sport come basket, pallavolo, nuoto e ginnastica artistica, ma nessuno di questi è riuscito a farmi innamorare. Il nuoto è quello che mi ha dato forse un po’ di più ma lo trovavo molto noioso e solitario; la ginnastica artistica invece non mi è piaciuta da subito e poi quel tutù azzurro lo detestavo. Il tennis è arrivato per caso. Ho due cugine che ci giocavano e un giorno Alice (una delle due, ndr) mi ha portato a vedere una sua partita e ho deciso che volevo provare anche io. Mia mamma quindi mi ha iscritto ad un corso estivo dove si faceva un po’ di tutto tra cui anche qualche ora di tennis e lì ho avuto il mio primo maestro, Sisto Fusco. Da lì la passione è salita in maniera esponenziale.

Curiosando tra i tuoi canali social vedo che sei sempre parecchio impegnata. Ci racconti com’è la tua giornata quando non sei in torneo? Riesci a coniugare istruzione e sport? A proposito, che scuola frequenti?
Sì, le mie giornate sono sempre molto intense anche perché mi alleno presso la 2001 Team Tennis Accademy di Padova. Perciò sveglia alle 6.30 e colazione. Poi alle 8.30 in Accademia iniziamo con 15 minuti di meditazione e verso le 9 entriamo in campo per due ore, poi palestra. Dopo un pranzo tutti insieme, alle 14 ancora in campo per altre due ore e a seguire atletica di nuovo in palestra con il preparatore e seduta di stretching con il fisioterapista. Una volta finito, doccia, scuola, cena, un po’ di tv e poi a nanna. Frequento il liceo linguistico in una scuola privata rapporto uno a uno oppure online. Cosa mi piace? Odio il latino e adoro le lingue.

La tua vita è molto diversa da quella delle tue coetanee non atlete. C’è qualcosa rimpiangi per il minor tempo libero a disposizione oppure senti che in questo momento non ti manchi nulla?
La mia vita è movimentata, impegnativa ma anche molto stimolante. Passo periodi ad allenarmi dove magari ho più tempo libero per vedere qualche amica, per andare al cinema o per una pizza in compagnia, e periodi invece dove viaggio molto e rivedo le compagne di avventura straniere con cui condivido la stessa passione e magari ci capiamo meglio. Amo molto viaggiare e non mi pesa per niente, mi piace vedere città nuove e conoscere persone nuove. Non è facile coltivare amicizie con persone che conducono una vita “normale” ma le mie amiche capiscono quello che sto facendo e ci teniamo in contatto. Questa è la vita che mi sono scelta e che voglio vivere per raggiungere il mio obiettivo perciò per il momento non mi manca nulla. A parte, e lo dico sempre, il letto di casa (ride).

Veniamo al campo. Vuoi descriverci le tue principali caratteristiche?
Bella questa domanda! Tutti dicono che ho doti atletiche incredibili, infatti sono veloce, raggiungo tutte le palline e mi ritengo una giocatrice a tutto campo. Sono aggressiva, manovro abbastanza bene e mi piace molto anche andare a rete. Punto di forza? Gioco bene di diritto ma anche il rovescio mi ha sempre dato grandi soddisfazioni (ride). Lati deboli? Diciamo che sto migliorando tutti i colpi…

C’è una giocatrice alla quali ti ispiri o della quale ti consideri una grande tifosa? Se potessi ‘rubarle’ un colpo, quale sceglieresti e perché? Tra gli uomini, c’è qualcuno in particolare che ti fa restare per ore incollata alla tv? Bravi e belli, insomma…
Le giocatrici forti mi piacciono tutte e sinceramente non mi ispiro a nessuna in particolare anche perché ci sarebbe da prendere un po’ da ciascuna di loro. Se potessi ‘rubare’ un colpo per metterlo nel mio gioco sicuramente sceglierei il diritto di una delle prime 5 tenniste al mondo, senza fare nomi, e il rovescio in back, quello sì, della Vinci. Tra gli uomini indubbiamente scelgo Roger (Federer, ndr). In questo periodo in cui non gioca mi manca molto. Lui in campo è davvero poesia, sa fare tutto con tanta classe e sembra non faccia mai fatica, sempre composto e capace di fare sempre la scelta giusta. Nadal invece mi piace molto perché è un lottatore, uno che non molla mai. Roger mi piace anche perché nelle sue grandi vittorie e anche nelle sue più clamorose sconfitte non ha mai nascosto le emozioni, lasciando scappare le lacrime senza nessuna vergogna. Per quanto riguarda la bellezza, beh direi che Dimitrov, Fognini e Lopez non scherzano per niente!

Segue a pagina 2: gli obiettivi di Melania a breve e medio/lungo periodo, la parola alla mamma e all’allenatore

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