Parla Ubaldo: i Fab 4 non falliscono all’esordio 2017 [AUDIO]

Curiosa coincidenza: tutti i loro avversari erano classificati fra il 62mo e il 69 posto ATP. Un'altra: ora a Federer e Nadal tocca... uno Zverev. Ma il match più bello e combattuto è stato un altro

Parla Ubaldo: i Fab 4 non falliscono all’esordio 2017 [AUDIO]

Dopo un mese e mezzo di digiuno agonistico ha ripreso in grande spolvero il grande tennis. Tutti i Fab Four sono stati impegnati in questi due giorni e hanno vinto tutti in due set e con punteggi molto simili, contro quattro tennisti tutti classificati fra il 62mo e il 69mo posto ATP. Sembravano messi in fila apposta. A conferma del fatto che è Roger Federer il tennista più amato dal grande pubblico e che ha il maggior seguito, direi a prescindere dal fatto che era assente dal circuito agonistico da 178 giorni, il suo match giocato lunedì e vinto 6-3 6-4 contro il britannico Dan Evans, n.66 ATP, è stato quello più visto e più raccontato dai giornali. Se aprite la nostra rassegna stampa, oggi curata da Daniele Flavi – e, consentitemi, dovreste farlo più spesso – ci sono articoli sul ritorno di Federer di Gianni Clerici, di Stefano Semeraro, di Riccardo Crivelli, di Angelo Mancuso, nomi che non abbisognano di presentazioni… Quello della rassegna stampa è uno dei fiori all’occhiello di Ubitennis, non fatelo appassire, richiede una gran costanza e un grande sacrificio. Oltre a Daniele Flavi curano la nostra rassegna stampa Alberto Giorni, Alessia Gentile, Stefano Tarantino con altri redattori che si prestano di tanto in tanto a fungere da riserve. Eppure il match di Roger era il solo a non valere quello di un vero torneo. L’Hopman Cup è anche divertente, ma resta poco più che un’esibizione, mascherata da gara a squadre. Per Roger, giustamente, è stato un approccio soft.

 

Sempre nella giornata di lunedì aveva vinto Novak Djokovic, in modo non troppo convincente per quanto concerne il primo set contro Struff n.63 ATP (uno dei tanti giocatori della nidiata di Corrado Tschabushnig) 7-6 6-3 rimontando nel primo un handicap di 5-1. Djokovic dei Fab Four è stato quello che ha dunque perso più games, nove. Oggi Rafa Nadal, più foltocrinito – la mia è tutta invidia – ha cominciato maluccio con Dolgopolov, n.62 dal quale aveva perso le ultime due sfide su un totale di sette ma poi ha vinto tranquillamente 6-3 6-3, con l’ucraino che gli ha regalto un break nel secondo set con un doppio fallo sulla palla game. Il dritto di Nadal sembra di nuovo a regime, ma andrà testato con avversari più solidi. Nel primo set Rafa si è concesso soltanto 4 errori gratuiti. Come accadeva nei giorni migliori. Però i vincenti sono stati invece quelli dei giorni peggiori in quel primo set: 3 se non ricordo male. Ultimo a scendere in campo Andy Murray: una passeggiata quasi illusoria nel primo set, vinto 6-0 sul francese Chardy, n.69, forse ancora sotto shock dal recente fidanzamento – e lei era in tribuna – ma seguito da un 7-6 nel secondo… cosicché lo scozzese ha perso lo stesso numero di game di Nadal, uno meno di Federer, tre meno di Djokovic. Per Murray si tratta del venticinquesimo successo consecutivo. A Melbourne Park, nonostante quello sia il…parco di Djokovic, lo scozzese sarà l’uomo da battere.

Ma se queste partite destavano inevitabile curiosità per il nome dei protagonisti, un po’ come un altro gradito ritorno, quello di Serena Williams, 6-3 6-4 alla francese Parmentier dopo il “digiuno autunnale” – che sia anche dimagrita? Rafa Nadal lo è di certo… – in termini di suspence non c’è dubbio che il duello Muguruza-Kasatkina abbia strabattuto tutti gli altri. A me la giovane russa Kasatkina, ammirata ovunque ma in particolare a Rio dove fece fuori…(avanti chi se lo ricorda?) piace moltissimo. Avesse qualche centimetro e qualche muscolo in più sarebbe una top-five. Ma gioca con una souplesse e una facilità pazzesca. Contro la Muguruza ha prima salvato un matchpoint nel tiebreak del terzo set, poi ne ha avuto uno lei. Dico nel mio commento audio cosa è successo lì. E sempre nell’audio parlo di una ragazzina nata nel terzo millennio, figlia di un neozelandese ma trapiantata in Australia, che ha sconfitto la Mattek Sands, di 15 anni più anziana. Infine un accenno al forfait di Monfils a Roma: lui pensa al Roland Garros e a noi mancheranno un po’ le sue “remate” a fondocampo, qualche sceneggiata e qualche spaccata, ma ce ne faremo una ragione. Mancasse uno dei Fab Four… sarebbe peggio.

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