ATP Sydney: Lorenzi passa, Fognini perde e s’arrabbia

Giornata in chiaroscuro per gli azzurri. Fognini cede a Kohlschreiber e al nervosismo, Lorenzi resiste a Mayer. Ma da Sidney non è tutto

ATP Sydney: Lorenzi passa, Fognini perde e s’arrabbia

Seconda giornata di torneo ufficiale a Sydney, con non molto pubblico ma finalmente qualche match di punta. La giornata ha visto l’esordio dei portacolori italiani, che han giocato gli ultimi due incontri maschili in programma. Verso le 16:30 australiane ha fatto il suo ingresso in campo Paolo Lorenzi, opposto a Florian Mayer. Entrambi reduci da un ottimo 2016 (di Lorenzi sappiamo, Mayer è rientrato nei top50 dopo una lunga degenza che pareva a tratti definitiva, imponendosi ad Halle), i due han mostrato in campo, come ci si aspettava, un confronto di stili fra la coriacea regolarità del senese e l’imprevedibile eresia stilistica del tedesco.

Il primo set va a Lorenzi, che si impone al tiebreak dopo un parziale in cui nessuno ha davvero mai rischiato al servizio, e si aggiudica anche un coinvolgente scambio concluso con un passante incrociato alla cieca dopo aver rincorso un lob. Nel secondo set Mayer comincia a usare qualche serve and volley, e soprattutto incrementa l’efficacia del suo mortifero e atipico back di rovescio a due mani, con cui maschera anche molto bene delle sopraffine palle corte con drop a uscire che anche un corridore come Lorenzi fatica a raggiungere. Nei primi due giochi girandola di break, ma il tedesco trova l’allungo decisivo al settimo game e porta il match al set decisivo. Nel terzo parziale si procede spediti come nel primo, nessuna palla break e solo due game ai vantaggi per un quasi scontato epilogo al tiebreak, dove un minibreak provvidenziale al decimo punto manda Lorenzi a match point. Il secondo sul proprio servizio è quello buono e il senese passa al secondo turno con il punteggio di 7-6 4-6 7-6 dopo 2h35’ di gioco.

 

Il match più interessante si è svolto nella serata Australiana, ultimo sul centrale, con il nostro Fognini opposto alla prima testa di serie ad entrare in gioco (e unica di oggi), il numero 5 del tabellone Kohlschreiber. Parte bene il nostro portacolori che al primo game in risposta ottiene il break. Favore reso poi nel quarto con il tedesco che si riporta in parità. Nel sesto gioco Fognini si innervosisce per due chiamate del giudice di linea che gli contesta dei falli di piede, il secondo dei quali gli costa un doppio fallo. Ci sono anche un challenge fortunato per Kohlschreiber e uno errato dal ligure, ma alla fine Fognini tiene il servizio a 30, e nel gioco successivo è il suo avversario a commettere un doppio fallo e due non forzati con il dritto incrociato che portano Fognini a palla break, annullata con un vincente di rovescio. Anche nel turno successivo al servizio Fabio commette un fallo di piede e deve annullare una palla break, missione compiuta con una buona prima. Nel fatidico decimo game però, “Kohli” sale di ritmo, trova una riga col dritto e sul set point indovina una fulminea risposta di rovescio aggiudicandosi il primo parziale, nel quale entrambi han servito appena il 50% circa di prime.

Il secondo set comincia senza troppi scossoni, nel quarto game Fognini sul 40-0 diverte il pochissimo pubblico con un tweener frontale da fondo campo, alla Monfils, perde il punto ma vince poi il game. Nel gioco successivo ci sono due palle break per l’azzurro, sulla seconda un dritto anomalo finisce in corridoio con susseguente lancio della racchetta da parte di Fognini, ripetuto una seconda volta nel punto successivo e accompagnato da un “so lucky” rivolto al tedesco. Al terzo tentativo di rottura della racchetta arriva un warning. Quando Fognini si comporta così è segnale piuttosto chiaro che con la testa sta uscendo dal match. Interviene il fisioterapista per un MTO, tutto pare ok ma nel primo punto del settimo game Fognini scivola pesantemente, preso in controtempo, cadendo sul fianco sinistro. Nel primo punto del nono game va in scena una discussione con l’arbitro, reo secondo Fognini di aver corretto troppo tardi la chiamata out del giudice di linea. Il successivo falco chiamato dal ligure conferma la chiamata arbitrale e per il nostro giunge anche un penalty point per un commento non ortodosso. L’epilogo è a quel punto prevedibile, con un Fognini irrequieto e Kohlschreiber che intelligentemente attende da fondo l’errore dell’azzurro. Tre non forzati consecutivi da 30-15 consegnano il match al tedesco con un duplice 6-4.

Cinque sono gli australiani in tabellone, nessuno ci è arrivato in maniera tradizionale: 3 wild card e due qualificati. Sono quest’ultimi ad aver giocato oggi. Il primo è stato Matthew Barton, che ha giocato sul centrale come primo incontro alle 12 locali. Il numero 198 ATP si è guadagnato gli onori della cronaca sconfiggendo il più quotato Edmund con un doppio tiebreak, anche se nel secondo è stato aiutato da due doppi falli sanguinolenti del britannico, uno fondamentale sul 4-3 con minibreak di vantaggio. Come indica il punteggio la partita è stata dominata dal servizio con la miseria di quattro palle break in tutto il match, nessuna convertita, anche se l’unica per Edmund, nel secondo set, era al contempo un set point. Di Chris O’connell avevamo già accennato ieri, dopo la sua vittoria nell’ultimo turno contro Lopez-Perez. A 22 anni si è guadagnato il suo primo incontro in un tabellone ATP, e non gli è andata nemmeno male perché ha trovato un altro qualificato, Gastao Elias. Fra i due ci sono comunque 150 piazze di divario in classifica, ma è un’occasione d’oro per andare a giocare il prossimo match sul centrale, dato che sarà contro la testa di serie numero uno Thiem. L’asutraliano se l’è giocata senza timori ed è andato a un passo dal sogno. Ha vinto il primo set al tiebreak e poi è salito 4-1 nel secondo, ma lì si è spenta la luce e Elias ha infilato un parziale di cinque giochi consecutivi, e di 11-1 in totale, che gli han dato l’incontro. O’connell può anche recriminare per due palle break non sfruttate sul 4-3 del secondo set che lo avrebbero mandato a servire per l’incontro. Brutte notizie dunque per il One hand backhand appreciation corner, che in questo torneo punta tutto sul numero un Thiem. Per chiudere coi risultati, su un campo laterale completamente disertato dal pubblico, Evans si è imposto su Monteiro col punteggio di 6-3 4-6 6-3. Fin qua, quello che anche voi potete vedere in tv o sul livescore.

Per l’angolo degli scoop, purtroppo la pacchia e finita e il direttore dei media ha limitato le scorribande dei giornalisti alla sola zona ufficiale per le conferenze stampa. Non è più possibile importunare i giocatori nei loro momenti di relax. Forse non lo è mai stato a essere sinceri. Si incrociano ancora nei vialoni principali, quando vanno ad allenarsi e a  firmare autografi, e ti accorgi una volta di più come tutti, uomini e donne, siano molto più grossi e prestanti di quanto paiono in tv. Fra le poche eccezioni la Kerber, la Kasatkina che sarà sua avversaria al secondo turno (ma ha 19 anni e può ancora costruirsi fisicamente) e Maria Sakkari, che ha sfidato oggi la Vinci ma non vi dico come è finita così sarete costretti a cliccare qui.

L’atmosfera del torneo è data anche e soprattutto dallo sciame di lavoratori che si muove dietro le quinte. Più ancora che dal pubblico, un po’ scarsino finora. Per cui ecco a voi Ivan Comis, francese che si occupa di grafica ed è felicissimo di mostrarmi ogni dettaglio del suo lavoro. Lui e Taylor viaggiano 6 mesi l’anno seguendo il circuito Wta un po’ ovunque, mentre mi parlano incrociano una ragazza che si occupa di interviste alle giocatrici e cercano di ricordare se si son visti a Stoccarda o Madrid. Segue la produzione per Tennis Australia, ogni singolo output ricevuto dal giudice di sedia quando pigia il suo touchpad viene raccolto e convogliato in statistiche, che ogni tanto appaiono sugli schermi quando Ivan clicca un pulsante sul suo pc. È fra i responsabili di molto di ciò che vediamo e diamo per scontato sui nostri schermi, e può controllarlo (quasi) a piacere. La persona giusta da conoscere se si vuole fare una proposta di matrimonio a sorpresa coi fiocchi alla propria metà.

Vorrei tanto mostrarvi delle foto dei container dove son montate le sale di regia, grafica live e produzione. Ma per fare una foto occorre mandare un’email a una persona che non è nemmeno a Sydney al momento, e Ivan stesso dice che solo in Australia sono così fiscali. Per cui dovrete accontentarvi del suo ritratto sottostante.

Foto 2

Era giusto lasciare per ultima la notizia più importante. Due settimane fa ha annunciato il suo ritiro dal singolare Edouard Roger-Vasselin, l’eroe della scuderia Bagel, noto a chi ha seguito la rubrica. Ho cercato un segno della sua presenza, un’apparizione come quella dei maestri Jedi a Luke alla fine del sesto episodio. E finalmente si è manifestato, grazie a questo spettatore australiano che in mezzo a miriadi di cappellini con marchio RF, mostrava fiero il suo berretto griffato dal diversamente Roger, l’impareggiabile RV. Notare come anche lo stile e la grazia del font siano proporzionali all’aura espressa dai due Roger. Grazie mille teenager sydneyano, mi hai risolto la giornata. Anche perché non mi hai chiesto di mandarti una mail per fotografarti.

Foto 1

Risultati:

[Q] M. Barton b. K. Edmund 7-6(3) 7-6(5)
D. Evans b. [Q] T. Monteiro 6-3 4-6 6-3
[Q] G. Elias b. [Q] C. O’Connell 6-7(3) 6-4 6-1
P. Lorenzi b. F. Mayer 7-6(4) 4-6 7-6(5)
[5] P. Kohlschreiber b. F. Fognini 6-4 6-4

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