Dimitrov, chi si rivede (Cocchi), La patata bollente di Tax: dare un futuro al tennis italiano (Piccardi)

Dimitrov, chi si rivede (Cocchi), La patata bollente di Tax: dare un futuro al tennis italiano (Piccardi)

Rassegna a cura di Daniele Flavi

 

Dimitrov, chi si rivede

 

Federica Cocchi, la gazzetta dello sport del 9.01.2017

 

Bentornato Dimitrov. Dopo due anni a secco, tra crisi tecniche e personali, il bulgaro ha conquistato il titolo, il quinto in carriera, a Brisbane battendo in tre set Kei Nishikori (6-2, 2-6, 6-3). Dimitrov, che non ha mantenuto le promesse portate dal suo soprannome «Baby Federer» sembra aver ritrovato il gioco perduto, che lo aveva portato fino al numero 8 del ranking mondiale. Un 2015 da dimenticare per Grisha, che ha iniziato la risalita dagli inferi solo alla fine del 2016 dopo essere sceso fino a 40 del mondo. L’ex signor Sharapova ha iniziato la stagione al numero 17, che diventa da oggi un 15 grazie alla vittoria del torneo australiano, antipasto del ricco piatto di Melbourne. NESSUNA PRESSIONE La scivolata dalle scale della classifica però sembra non aver mai impensierito Dimitrov, che si è sempre sentito molto fiducioso nel lavoro che stava svolgendo per tornare ai suoi livelli: «Non ho mai avvertito pressione — spiega dopo la premiazione —, sapevo che tutto che quello che stavo facendo sarebbe andato nella giusta direzione. E adesso finalmente raccolgo i frutti. Se da un lato questo trofeo mi emozione, dall’altro un po’ me lo aspettavo». Lavoro è la parola chiave che il bulgaro ripete come un mantra: «Ho messo tutte le mie energie nel mio lavoro, credo di avere imparato molto anche dalle difficoltà che ho avuto in questo ultimo periodo». Procedere a piccoli passi, per obiettivi, è il modo migliore per centrare il risultato: «Per i primi sei mesi dell’anno mi sono fissato dei traguardi, tra cui vincere un titolo. Che sia accaduto proprio nel primo torneo della stagione mi sembra un ottimo inizio». VIDEOGAli1E Va bene il lavoro, la fatica, gli allenamenti, ma a 25 anni qualche distrazione non può mancare: «Lo ammetto, sono andato spesso in una sala giochi qui a Brisbane. anche la sera prima del match, ho fatto piuttosto tardi — ha ammesso —. Lo so che fa ridere, una cosa da ragazzini, ma quando tornavo in stanza mi sentivo così bene e rilassato che ho pensato di ripetere l’esperienza». IN INDIA Roberto Bautista Agut ha conquistato invece il Chennai Open. In finale lo spagnolo numero 14 del ranking, si è imposto in due set sul giovane russo Daniil Medvedev, 20enne moscovita, numero 99 Atp, mai così avanti in un torneo del circuito maggiore. Per il 28enne di Castellon de la Plana si tratta del quinto titolo in carriera su 11 finali disputate.

 

La patata bollente di Tax: dare un futuro al tennis italiano

 

Gaia Piccardi, il Corriere della Sera del 9.01.2017

 

Ricostruire è una sfida che non mi fa paura» Che patata bollente ti ha rifilato Barazzutti, Tax… «Sono cosciente che sarà un impegno difficile e che per ricostruire il tennis femminile italiano ci vorrà del tempo, forse anni… Ma per me è una grande sfida, non ho paura, nemmeno delle critiche se non arriveranno risultati. Sono pronta». Tathiana Garbin, 39 anni, n. 22 del mondo nell’era di Justine Henin, professionista stimata e benvoluta nell’ambiente, debutta come capitana di Federation Cup l’u febbraio a Forlì nel primo turno della Serie B contro la Slovacchia della Cibulkova regina del Master. Dopo tre lustri, cinque finali e quattro coppe, Corrado Barazzutti si è fatto da parte: «Ha avuto parole generosissime per me, mi sento in debito. Ho ricevuto un dono: mi ha lasciato la sua creatura». Bella forza vincere con la generazione di fenomene. Ride, Tax: «Vuoi la verità? Le ragazze ci avevano abituati tutti, noi e voi, troppo bene». Riassunto delle puntate precedenti. Flavia Pennetta, 34 anni, campionessa dell’Us Open 2015, aspetta il primo figlio da Fabio Fognini per fine maggio. Francesca Schiavone, 36 anni, nostra signora del Roland Garros 2010, n. 102 Wta, si è allungata di un anno la carriera come Roberta Vinci, 33 anni, n.18 con il tendine sfilacciato. Sara Errani, 29 anni, scesa al n. 49, cerca nuove motivazioni con il primo maestro (Michele Montalbini). Ce n’è abbastanza per pensare a un meraviglioso avvenire dietro le spalle e a un futuro nebuloso nelle mani della Garbin. Non a caso in partenza per l’Australia, dove tra una settimana scatta il primo Slam dell’anno zero del tennis rosa italiano. «Entriamo in un periodo di transizione — spiega la capitana —. Le Highlander faranno scuola con la loro esperienza, le giovani hanno voglia di emergere. Però ci sono anche le avversarie, ovvio…». Veterane e pivelline andranno miscelate con psicologia e saggezza, doti che a Tax non mancano, sapendo che nulla sarà più come prima. Parlerà a quattr’occhi con tutte. Con Franci «che ha già dato tanto per la squadra ma io vorrei che giocasse»; con Sara «che a Tirrenia si è allenata senza risparmiarsi, io non la vedo scarica: ha il posto fisso e nel 2017 si toglierà altre soddisfazioni»; con Robi «che è presto per decidere, molto dipenderà dal tendine però uno spiraglio c’è». Karin Knapp, n.145, torna a Melbourne dopo l’ennesimo infortunio («L’ho invitata a Tirrenia, stare insieme è importante: me l’ha insegnato Corrado»). E poi c’è Camila Giorgi, il caso Giorgi. In causa con la Fit dopo il gran rifiuto dell’azzurro con la Spagna, è l’italiana che ha cominciato meglio l’anno (semifinale a Shenzhen). Come si maneggia Camila, Tax? «Vorrei aspettare a parlarne, ti spiace? Prima voglio vederla a Melbourne, farci quattro chiacchiere. Ogni problema si può risolvere». Se l’oggi è garantito, il domani preoccupa. «Stiamo aiutando le ragazzine a crescere». Paolini, classe ’96, «una peperina»; Trevisan (’93), mancina, sorella di quel Matteo che è stato n. i Under 18; Pieri (97), Brescia (’96), Rosatello (95), Ferrando (95), nipote di Linda ex n. 33 Wta. «C’è luce in fondo al tunnel però pretendere risultati subito non è realistico. La mia esperienza è al loro servizio». Fiducia in Tax e dita incrociate: «Ho giocato, so come funziona. E ho le spalle larghe». Auguri, di cuore.

 

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