Caso Giorgi: Binaghi chiude la porta, Garbin prova a riaprirla

Il presidente federale è categorico sull'eventuale ritorno in Fed Cup della tennista marchigiana. Possibilista la capitana: "Ogni problema si può risolvere"

Caso Giorgi: Binaghi chiude la porta, Garbin prova a riaprirla

Sono ormai trascorsi nove mesi dal gran rifiuto di Camila Giorgi, ma i rapporti tra la tennista italoargentina e la Federazione dopo la rinuncia di Camila alla convocazione per il “tie” di Fed Cup contro la Spagna continuano ad essere burrascosi. In una lunga intervista concessa alla rubrica di GR Parlamento “La politica nel pallone”, il presidente Angelo Binaghi ha chiuso in modo categorico alla possibilità di un ritorno in nazionale della numero 72 del ranking WTA. “Per noi è un capitolo chiuso,” ha dichiarato un Binaghi decisamente tranchant. “C’erano degli accordi ben precisi che sono stati violati in maniera unilaterale dalla giocatrice, la quale ha mostrato di essere priva di quei principi morali ed etici che chiediamo ai nostri tesserati. Siamo due razze diverse, ne prendiamo atto“.

Anche la capitana di Fed Cup Tathiana Garbin, impegnata nella preparazione alla difficile sfida che vedrà la nazionale azzurra sfidare la Slovacchia a Forlì l’11 e 12 febbraio prossimi, ha espresso al Corriere della Sera la propria posizione sulla vicenda; posizione che sembra essere molto più morbida e comunque divergente da quella di Binaghi: “Vorrei aspettare a parlarne; prima voglio vederla a Melbourne e farci quattro chiacchiere. Ogni problema si può risolvere“.

 

Staremo a vedere ciò che accadrà, anche se pare improbabile che Binaghi receda dal proprio intento. Nella completa confusione che accompagna sin dall’origine questa storia di tradimento e ripicche assortite, l’unica cosa che sembra certa è l’identità della vittima: secondo le ultime indiscrezioni si tratterebbe della nazionale italiana di Fed Cup.

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