Match truccati, multa più squalifica (inutile) per Nick Lindahl

Ennesimo giro di vite della TIU, sanzionati l'australiano e altri due suoi connazionali per aver truccato un incontro di livello Futures nel 2013. Che è però anche l'anno in cui Lindahl si è ritirato

Match truccati, multa più squalifica (inutile) per Nick Lindahl

Prosegue la lotta della Tennis Integrity alla corruzione, e cadono altre testoline. Stavolta tocca a Nick Lindahl, australiano dal best ranking ormai datato di n.187 ATP, e ai suoi due colleghi e complici Brandon Walkin e Isaac Frost (anche loro australiani). Il trio è stato giudicato reo di aver falsato l’esito di un incontro dello stesso Lindahl, risalente all’edizione 2013 del Futures di Toowoomba, e di essersi rifiutato di collaborare con gli inquirenti non fornendo loro i propri telefoni cellulari.

Al ventottenne protagonista della poco edificante vicenda è stata comminata una multa da 35.000 dollari australiani, da sommare a quella da 1000 risalente ad una prima fase delle indagini. In aggiunta alla pena pecuniaria gli è stata inflitta una squalifica di 7 anni, che gli vieta di partecipare a qualsiasi torneo ufficiale di tennis fino al 2024, impedendogli di fatto… nulla, perché Lindahl si è ritirato ormai oltre tre anni fa! Paradossalmente più efficaci si sono dimostrate le squalifiche ben più ridotte di Walkin (6 mesi) e Frost (un mese, già scontato).

 

Il numero di squalifiche rese pubbliche negli ultimi mesi denota un lavoro costante da parte dell’associazione, ma al contempo fa sembrare la sua attività simile a quella del pazzo che vuole svuotare l’oceano con un cucchiaio. È evidente che monitorare costantemente il circuito minore e sanzionare ogni irregolarità non è sufficiente, e la ITF dovrà presto o tardi fare i conti con il problema a monte di tutti questi imbrogli: l’estrema disparità di guadagni tra i top player e i loro “imitatori” da Challenger e Futures. In quei tornei, spesso un match venduto agli scommettitori è più remunerativo di due mesi di vittorie.

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