Verso gli Australian Open. Dove sono le campionesse dell’età di mezzo?

Verso gli Australian Open. Dove sono le campionesse dell’età di mezzo?
Victoria Azarenka e Maria Sharapova - Finale Australian Open 2012

Sta per cominciare un’edizione dello Slam che vedrà l’assenza di molte protagoniste del recente passato, e con diverse top ten in condizioni di forma non ottimali. Si affermerà un nome nuovo?

La prima settimana di tennis giocato nel 2017 ha offerto diversi spunti, ma complessivamente non si può dire sia stata di grande aiuto per capire quali possono essere le favorite dei prossimi Australian Open.
Incomincio da un tema che vorrei approfondire in futuro, e che per questa volta mi limito ad enunciare: la capacità del tennis ceco di rigenerarsi anche nei frangenti più critici. Con Kvitova e Safarova che stanno attraversando periodi difficili (dodici mesi fa erano entrambe top ten) a vincere a Brisbane e Shenzhen sono state Pliskova e Siniakova.

Secondo tema: la notevole quantità di infortuni e ritiri che ha segnato l’inizio di stagione di molte possibili protagoniste. Keys (numero 8 del ranking) aveva da tempo già dichiarato forfait per i postumi della operazione al polso. Non hanno ancora disputato un match in vista di Melbourne: Suarez Navarro (spalla destra), Bacsinszky (muscoli addominali) e Stephens (piede sinistro).
Muguruza si è ritirata durante la semifinale a Brisbane per problemi alla coscia destra; tra le giovani in ascesa, Osaka si è dovuta fermare ad Auckland per dolori al polso, Bencic a Sydney per un problema a un’unghia del piede.

C’è poi la questione dei soliti forfait in extremis nella settimana pre-Slam. Si sono cancellate dai tabelloni: Pliskova, Svitolina, Stephens (Sydney). Siniakova, Riske, Goerges, Konjuh, Cornet, Osaka, Errani (Hobart). Quanto siano problemi seri e quanto invece stop precauzionali si potrà capire solo a Slam iniziato, ma certo il quadro di insieme è abbastanza sconfortante. E a questi nomi ci sarebbe da aggiungere quello di Petra Kvitova.

C’è un altro tema che a mio avviso merita di essere sottolineato: la quasi totale assenza agli Australian Open 2017 delle più titolate giocatrici della età di mezzo, vale a dire delle tenniste che hanno dai venticinque ai trent’anni. Infatti a Melbourne, tra le giocatrici che sono state capaci di vincere almeno uno Slam, saranno presenti: Venus Williams (36 anni), Schiavone (36 anni) Serena (35), Stosur (32), Kuznetsova (31).
Per ragioni differenti mancheranno invece: Sharapova (29 anni), Azarenka (27), Kvitova (26), a cui va aggiunta, dopo il recentissimo ritiro, anche Ivanovic (29). Questa situazione si configura come una anomalia, visto che il ricambio fisiologico di un movimento dovrebbe prevedere l’uscita di scena delle più anziane e non delle giocatrici nell’età intermedia. Per questo mi auguro che, dando per “persa” la ritirata Ivanovic, possano invece tornare ad alti livelli Sharapova, Azarenka e Kvitova.

Ma al momento la realtà è questa: agli Australian Open 2017 saranno al via solo due campionesse Slam sotto i trent’anni: Kerber (29 anni il 18 gennaio) e Muguruza (23 anni), con un vero e proprio vuoto generazionale tra di loro. Garbiñe appare quindi come l’eccezione che affianca una pattuglia di titolate ben più anziane, per le quali le condizioni di forma sono tutte da verificare, o che il meglio in carriera l’hanno già dato.

Per questo se Kerber e Serena non si rivelassero all’altezza del loro ranking non è da escludere che possa essere scritto nell’albo d’oro di Melbourne un nuovo nome a livello Slam. Del resto in tre degli ultimi cinque Major ci sono state vincitrici esordienti: Pennetta, Kerber e Muguruza. Chissà, forse potrebbe verificarsi un passo importante in vista di un prossimo, e questo sì fisiologico, ricambio generazionale, con l’affermazione di una giovane, o giovanissima.
O magari invece potrebbe vincere un nome di transizione, ad esempio qualcuna tra le eterne “incompiute” del recente passato, come Radwanska o Wozniacki; oppure la vincitrice del Masters di Singapore Cibulkova, o la numero 4 del mondo Halep, o la semifinalista degli Australian Open dell’anno scorso Johanna Konta.

La mia sensazione è che mai come in questa occasione le possibilità delle protagoniste si scopriranno solo a Melbourne, turno dopo turno; così come le condizioni delle italiane (Vinci, Errani, Giorgi, Schiavone, più Knapp che dovrebbe entrare in tabellone grazie al ranking protetto). Anche perché nella settimana di apertura che ci siamo lasciati alle spalle le prime dieci della classifica hanno complessivamente deluso, Pliskova a parte, rendendo il tutto ancora più indecifrabile. Questo il loro rendimento nel dettaglio:

a pagina 2: la condizione delle top ten e le quote delle agenzie

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