Australian Open Story: dalle battaglie tra Agassi e Sampras ai Fab 4

Dai trionfi di Sampras e Agassi nel singolare maschile, alle sei finali consecutive di Hingis nel singolare femminile. Fino ad arrivare ai giorni nostri, con il dominio dei Fab 4 e i successi di Serena Williams e Azarenka

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Gli anni 90, che si aprirono con l’ultimo trionfo in un torneo dello Slam di Ivan Lendl, furono in gran parte dominati da tennisti statunitensi. In campo maschile, in particolare, nel biennio 1992-1993 ci fu l’affermazione di Jim Courier che, proprio in Australia, si aggiudicò due dei suoi quattro tornei dello Slam. Courier sconfisse in entrambe le occasioni il campione del 1985 e del 1987, Stefan Edberg, e raggiunse la prima posizione mondiale. Dal 1992 al 1997 almeno un tennista statunitense raggiunse la finale degli Open. Ai trionfi di Jim Courier seguì, nel 1994, la quarta affermazione a livello Major di Pete Sampras. “Pistol Pete” ebbe la meglio sul connazionale Todd Martin, in una partita a senso unico, vinta per 3 parziali a 0, controllata senza troppi patemi dal primo all’ultimo punto.

Nel 1995 Pete Sampras e il suo eterno rivale, Andre Agassi, diedero vita ad una delle più belle partite mai disputate all’Australian Open. La testa di serie numero 1, Sampras, contro la testa di serie numero 2, Agassi: i due migliori giocatori del circuito contrapposti per la seconda volta in una finale Slam. Sampras arrivò a quella partita faticando non poco in tutto il torneo. Fu costretto a recuperare due set di svantaggio nel match di quarto turno contro lo svedese Magnus Larsson e nei quarti di finale contro Jim Courier. Molto più agevole fu invece il cammino di Agassi che, prima della finale, non cedette nemmeno un set. Il match iniziò positivamente per il campione in carica, che si aggiudicò il primo parziale. Dal secondo set, però, Agassi salì in cattedra, disinnescò il servizio di Sampras rendendo vulnerabile il suo gioco di volo. Fu la partita perfetta per il ragazzo di Las Vegas, che per la prima volta riuscì a superare l’eterno rivale in una finale Slam. Nulla da recriminare per “Pistol Pete”, quel giorno Agassi era semplicemente troppo forte. Agassi si impose per 4-6, 6-1, 7-6, 6-4.

L’edizione del 1995 è ricordata anche per le lacrime di Sampras nel quinto set del match di quarti di finale contro Courier. Ad un tratto dalle tribune un tifoso gridò: “Do it for your coach” riferendosi a Tim Gullikson, coach di Sampras, colpito pochi giorni prima da un tumore al cervello. Il campione non riuscì a trattenere le lacrime, ma nonostante la commozione, il pianto e le parole di Courier (“We can do this tomorrow, you know”) iniziò a sparare ace da tutti i lati, vincendo l’incontro. Un incontro ricco di emozioni, non solo tennistiche, ma anche, e soprattutto, umane.

Dopo la parentesi del 1996 che vide il secondo successo agli Open di Boris Becker, Sampras raggiunse nuovamente la finale nel 1997. Questa volta l’avversario era il ventunenne spagnolo Carlos Moya, troppo giovane, troppo inesperto, troppo poco a suo agio sul cemento per pensare di fermare la cavalcata trionfale di Sampras. Il punteggio finale fu un netto 6-2, 6-3, 6-3.

In campo femminile gli anni 90 furono caratterizzati dal dominio di Monica Seles e Martina Hingis. Dopo il successo di Steffi Graf nel 1990 contro la statunitense Mary Joe Fernandez, la Seles si aggiudicò le tre edizioni successive battendo, tra le altre, la stessa Graf nella finale del 1993 dopo essere stata in svantaggio di un set. La Seles avrebbe poi trionfato nuovamente nel 1996 superando nettamente la tedesca Anke Huber. Nelle due edizione precedenti, 1994 e 1995, arrivò in finale la spagnola Arantxa Sanchez Vicario ma, in entrambe le occasioni, uscì sconfitta: la prima volta per mano di Steffi Graf, la seconda dalla francese Mary Pierce.

Le edizioni dal 1997 al 2002 furono invece all’insegna della talentuosa svizzera, Martina Hingis. Vincitrice complessivamente di cinque prove del Grande Slam, la Hingis disputò sei finali consecutive all’Australian Open. Riuscì a vincere le prime tre, rispettivamente contro Mary Pierce, Conchita Martinez e Amelie Mauresmo, perse invece la finale del 2000 contro Lindsay Davenport e quelle del 2001 e 2002 contro Jennifer Capriati. Con il trionfo del 1997, all’età di 16 anni e 4 mesi, la Hingis divenne la più giovane vincitrice del singolare femminile. L’anno seguente, però, la croata Mirjana Lucic, all’età di 15 anni e 10 mesi, proprio in coppia con Martina Hingis, si aggiudicò il torneo di doppio superando Lindsay Davenport e Natasha Zvereva. Ad oggi la Lucic, considerando tutte le specialità, è la vincitrice più giovane.

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