AO, spunti tecnici: Denis Shapovalov, il futuro del rovescio a una mano

MELBOURNE - Ospite per qualche giorno di allenamenti agli Australian Open, il talento canadese Denis Shapovalov ha dato spettacolo con il suo rovescio a una mano

AO, spunti tecnici: Denis Shapovalov, il futuro del rovescio a una mano

dal nostro inviato a Melbourne

Tra le cose belle e divertenti di un autentico e caotico “circo” del tennis, qual è un torneo del grande Slam, e in particolare uno organizzato e gestito come gli Australian Open, con un mescolarsi totale e costante di giocatori, addetti ai lavori e media, campi di allenamento di fianco a quelli dove si giocano match, spazi e ristorazione in comune a tutti, c’è il fatto che a ogni angolo che svolti, in qualsiasi campo ti ritrovi a sbirciare, non sai mai in quale personaggio (che sia famosissimo o sconosciuto) ti potresti imbattere; le “daily training schedules” sono puramente indicative, scambiano in continuazione orari, location e nomi. Con risultati a volte tragicomici, come quando viene segnalato sui tabelloni luminosi “Court 18 Kei Nishikori“, arrivano urlando mille giapponesi vestiti Uniqlo con altrettante GoPro, e megapalle da autografo, si accalcano sulle recinzioni da tutti e quattro i lati, e si trovano di fronte due junior russe perplesse e intimidite che smettono di palleggiare e chiamano la security per essere scortate via attraverso la folla che rumoreggia. Nel frattempo, Kei sta facendo match play tirato con Zverev cento metri più in là, ma è dietro la siepe, e non se lo fila nessuno. Son bei momenti a Melbourne Park.

 

Di conseguenza, quando l’altra mattina sono partito per la mia tradizionale ronda con frappuccino al cioccolato gironzolando i “courts” dal 16 al 23, quelli tra la Rod Laver Arena e la Hisense, e passando dietro il 17 ho cominciato a sentire delle sequenze di schiocchi niente male, rapidi, puliti come suono, e in serie lunghe, chiaro segnale di gente seria impegnata ad alto livello, anche se su quel campo non era schedulata alcuna sessione, non mi sono stupito di vedere il buon vecchio Philipp Kohlschreiber, di cui avevo già ammirato con gran piacere il rovescione a New York. Ma la sorpresa vera è stato il suo sparring partner: a proposito di grandissimi rovesci, inaspettato agli Australian Open c’era il giovane talento canadese Denis Shapovalov. Reduce dal challenger di Canberra, si è concesso qualche giorno di allenamenti con i “grandi”, ottima scelta sia per il livello altissimo richiesto per stare in campo con certi giocatori, sia per respirare l’aria del tennis di vertice che molto presto sarà abituale per lui. Trovarsi a due metri da uno dei giovani emergenti più interessanti del circuito, che non speravo di poter “agguantare” per gli spunti tecnici da bordocampo tanto presto, è stata una bella sorpresa. La prima cosa che ho notato è stata l’accresciuta muscolazione, sta mettendo su un bel fisico, il ragazzo, per sostenere il suo tennis esplosivo. Andiamo a vedercelo in compagnia.

shapovalov servizio

Il servizio, con gran curve mancine, è diventato una botta notevolissima, soprattutto la prima palla, sopra i 200 kmh senza problemi. Tecnicamente senza difetti, da notare, lo vediamo bene nel frame a sinistra, l’accentuatissima uscita dell’anca verso il campo, Denis qui tra piede posteriore (sinistro) e braccio-racchetta descrive un arco tanto pronunciato da completare praticamente un semicerchio. Una bella molla davvero, che poi scarica tutta l’energia possibile sulla palla chiudendo con una bella pronazione verso il basso-esterno. Promosso, la lode non gliela diamo solo perché la seconda palla a volte gli scappa un poco troppo leggera, deve ancora far diventare il kick un’arma vera e propria e non solo una palla piazzata in contenimento.

shapovalov dritto open closed

Qui sopra, a sinistra dritto in avanzamento, a destra in contenimento. Passo in dinamica nel primo caso, open stance nel secondo. Corretto ma appena appena ancora non fluido fino in fondo, la sbracciata è buonissima, la spinta delle gambe a volte non dà l’impressione di partecipare alla proiezione verso la palla con il ritmo perfettamente sincronizzato allo swing. Son dettagli, comunque, e sono tipicamente migliorabili proprio con il gioco e l’allenamento a livello top, palla dopo palla dopo palla, a velocità altissima ed elevato top-spin, e si sviluppa definitivamente l’istinto al timing e alla coordinazione tra braccio e piedi.

shapovalov dritto di fianco

Lo vediamo meglio qui sopra, a sinistra Denis ha appena scaricato il finale, ma con il piede avanzato è già ricaduto praticamente a contatto con il terreno, si è “seduto” troppo presto sul colpo, a destra più correttamente sta ricadendo dalla sospensione dinamica avendo sviluppato il finale “windshield wiper” fino in fondo. Stiamo parlando di un colpo ottimo, e di millisecondi di anticipo o ritardo, intendiamoci, ma ai massimi livelli mondiali del nostro sport magari a occhio non sono percepibili, però possono fare la differenza tra una pallata a mezzo metro dalla riga di fondo e una poco oltre la metà campo.

shapovalov dritto alla gulbis

Teniamo anche presente che Denis sta ancora terminando lo sviluppo fisico, farà 18 anni il 15 aprile, come detto sta tirando su dei bei muscoli ma la fase finale della crescita porta per esempio a ingobbire la postura, qui sopra per dire ricorda in modo preoccupante Ernests Gulbis, ma non spaventiamoci, è solo una foto, fidatevi che il colpo gli viaggia bene. Promosso, ma niente lode nemmeno qui, d’altronde lasciamogli margini di miglioramento al povero “Shapo”, che è già competitivo a livello challenger (la scorsa settimana ha battuto Pierre-Hugues Herbert negli ottavi a Camberra, e insomma il buon Pierugo sul veloce non è facile da fregare).

Ok, ci siamo tolti il pensiero, e lo ripeto, stiamo facendo letteralmente le pulci a uno che quando Tommy Haas faceva semi qui nel gennaio 1999 doveva ancora nascere. Passiamo alle cose belle, ma belle davvero che ha questo piccolo fenomeno.

shapovalov scivolata

Qui sopra, saggio di equilibrio ed elasticità articolare, recupero esterno su drop-shot, il controllo del peso e il trascinamento del piede interno sono impressionanti.

shapovalov rovescio risposte 2

Ed ecco il pezzo forte, ma forte davvero, lo spettacolare rovescio a una mano. Da sinistra a destra, preparazione e impatto avanzato, erano risposte allo slice di “Kohli”, la compostezza del braccio-racchetta è perfetta.

shapovalov rovescio basso

Qui sopra, rovescio basso, magnifico affondo del ginocchio sinistro, finale in verticale con attrezzo a 90° precisi, braccio non dominante che si “apre” per mantenere l’equilibrio.

shapovalov rovescio avanzato

shapovalov rovescio alto

Qui sopra, dall’alto, rovescio a mezza altezza e finale di rovescio alto (stava rispondendo ai kick di Philipp), la capacità di controllare il braccio senza scomporsi andando tanto in avanti attraverso la palla è pazzesca, sempre con polso bloccato e con angolo fisso rispetto all’avambraccio. Che bomba.

shapovalov rovescio risposte

Qui sopra rovesci aggressivi, a sinistra in proiezione verso una pallata esterna diagonale in topspin (Denis a una spanna da terra qui), a destra con appoggi più comodi su un colpo più basso. Da notare, e questo vale anche per le immagini più in alto nel pezzo, la caratteristica coordinativa più notevole di Shapo: qualsiasi cosa sia costretto a fare con le gambe, affondare un piegamento, proiettarsi verso l’alto-avanti per aggredire una palla alta, quello che volete, il braccio conserva sempre, sempre, la perfetta e corretta postura distesa ad andare attraverso le palla con polso d’acciaio a tenere l’angolo retto con la racchetta. E che fucilate che partivano, signori, non è così comune vedere un top 30 solido e forte come Kohli che si allena a servire esterno per poi chiudere dall’altra parte venire fulminato da serie di vincenti netti in risposta.

shapovalov rovescio allungo

Infine, qui sopra una esecuzione spettacolare, praticamente la stessa dell’immagine in testa al pezzo presa dall’altro lato del campo, e qui giù il cappello, e poco da commentare. Denis sembra un misto tra un ballerino di danza classica e un discobolo, vola sulla palla, mantiene la postura di braccio destro e sinistro perfettamente simmetriche, se scorrete di nuovo in su lo vedete bene.

In generale, un vero campioncino “in the making”, se dovessi riassumere questo rovescio e Denis in generale con tre parole direi “velocità di braccio”, perché è questo che impressiona stando a due passi da lui quando colpisce. Spero che qualcuno degli utenti di Ubitennis si ricordi del grande rovescio di Paolino Canè, efficacemente soprannominato da Giampiero Galeazzi “turborovescio”, perché siamo a quel livello e forse anche oltre. Questo ragazzo non prende la palla a sbracciate, ma a schiaffi, con una tale rapidità ed esplosività dello swing da non farti capire a occhio nudo il percorso esatto della testa della racchetta. Gli escono fucilate anticipatissime di rovescio o traccianti lungolinea spaventosi. Non se ne vedono tanti in giro, lo stesso Kohlschreiber è andato in affanno spesso sullo scambio in diagonale destra, dritto in topspin contro questa specie di mini-cannone che ha Denis dal lato destro, e insomma, son solo allenamenti, però qualcosa vorranno pure dire. Io, personalmente, dico accidenti che spettacolo, e spero che ci potremo divertire tutti ad ammirarlo per un bel pezzo.

Forse, dico forse, e penso anche a Stefanos Tsitsipas, il rovescio a una mano è ancora vivo.

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