AO, pagelle: mille favole e la magia infinita di Federer

Da Venus a Mischa Zverev passando da Mirjana Lucic è stato il torneo delle storie meravigliose. Il ritorno di Nadal, l'apoteosi di Federer, il dominio di Serena. La crisi di Djokovic e le amnesie di Murray

AO, pagelle: mille favole e la magia infinita di Federer

Roger Federer 10 e lode
È arduo il giorno dopo trovare parole che non siano state già dette, ammesso che servano parole per descrivere quello a cui abbiamo assistito nelle ultime due settimane. Doveva essere così, contro la sua nemesi, al quinto, dopo tante palle break fallite e in rimonta. Un cerchio che si chiude, nel delirio delle folle e degli ultras (l’unica nota negativa dell’epopea Fedal, aver trascinato dal calcio quelli che Gianni Clerici ha ribattezzato italopitechi ma vale per tutte le nazioni) ma nella sobrietà di un rispetto e di un riconoscersi leggenda a vicenda che è la più grande lezione che i due fuoriclasse hanno dato al mondo dello sport nonostante 15 anni di furiose battaglie. Forse ci credeva solo lui, ma ha avuto l’umiltà di cambiare il suo gioco all’alba dei 35 anni e mezzo, vincendo tre partite al quinto. Con Berdych sembrava un lampo scintillate ma sporadico di un romantico tramonto, con Nishikori il primo sospetto che facesse sul serio, con Wawrinka la certezza. Poi, il capolavoro. Ricorderemo tutti dove eravamo quando l’occhio di falco – proprio lui! – ha sancito che sì, se ti chiami Roger Federer i sogni si avverano.

Rafael Nadal 9,5
Ad un passo da un trionfo che sarebbe stato parimenti leggendario. Nessuno avrebbe scommesso sulla sua competitività sul duro dopo anni di amarezze e sconfitte inopinate. Non ha ancora ritrovato la continuità e la profondità del diritto dei tempi migliori ma abbiamo rivisto la luce in fondo agli occhi nel saper giocare alla grande i punti importanti, come sulle palle break sul 3-4 al quinto in semifinale. La classe nella sconfitta non è nuova, ma va rimarcata ancora una volta: che fuoriclasse! La Decima a Parigi è tutt’altro che un miraggio. E a maggio forse riavrà anche la chioma fluente…

 

Grigor Dimitrov 9
Poteva esserci lui domenica mattina a sfidare il Re – che lo ha anche trascinato in un “drammatico” siparietto musicale (4 all’intonazione del trio) e forse lo avrebbe meritato. Ma lo ringraziamo per non aver “rovinato” il gran finale. Certi (quasi) però di averlo ritrovato definitivamente. E visto cosa combinano gli over-30, non è ancora troppo tardi.

Il maglioncino di Mirka in semifinale 2
Agghiacciante. Ma forse temeva i pantaloncini di Stan versione Roland Garros e ha voluto essere all’altezza.

Stan Wawrinka 5,5
Dite che è poco per un semifinalista? Sarà, ma dopo i ko di Nole e Andy era il favorito numero 1 per il titolo. Partito a rilento come suo solito nella prima settimana era tutto apparecchiato per un nuovo trionfo. Tramortito per due set da Roger, sembrava aver preso in mano il destino. Poi si è sciolto, cry baby cry.

Kei Nishikori 4
Ha chiamato il fisio contro un trentacinquenne e ci ha lasciato le penne. Poteva essere la sua occasione con i primi due out. Semplicemente non è pronto e forse non lo sarà mai.

Tomas Berdych 3
Un’ora e mezza di spettacolo senza pagare il biglietto. Fortunello.

Novak Djokovic 3
La corazza ormai è minata, l’armatura scricchiola da tutte le parti. Forse non ha più voglia, forse non ha più la forza. Sarebbe anche naturale, dopo anni di dominio. Un crollo così verticale non era prevedibile però e i prossimi mesi saranno decisivi per dire se Nole potrà tornare a dominare o quanto meno ad incutere timore agli avversari. Il Guru serve a poco, forse togliendo la prima u, riuscirà a tirarsi su.

Andy Murray 3
Doveva essere il suo torneo, ancor più dopo il suicidio di Nole, e invece Melbourne resta amara. Ubriacato dal serve&volley proprio lui che è il re di Wimbledon. Ha fatto un miracolo a raggiungere la vetta, ora ha capito che è durissimo rimanerci.

Serena Williams 10
C’è Serena e poi tutto il resto del mondo. Dominante, strabordante, imbarazzante per la superiorità quando ha voglia. Altro che vacanze romane.

Venus Williams 9,5
Alla favola di Venere è mancato il lieto fine, la sorella minore non si è lasciata commuovere ed è giusto così. Magari le sisters potranno non piacere a tutti, ma l’amore che nutrono per questo sport è una lezione per ognuno di noi.

Coco Vandeweghe 8
Tornano i bombardamenti americani, Bush l’avrebbe assoldata di sicuro. Da Melbourne può partire una nuova carriera di vertice. In fondo c’è spazio per tutte.

Mirjana Lucic 8,5
Altra favola di questo torneo. È arrivata in fondo senza più un briciolo di energia ma una semifinale slam a 18 anni dalla prima e con tutto quello che c’è stato in mezzo è una cosa fuori da ogni logica.

Johanna Konta 7
La sfortuna di trovare Serena nel suo quarto, altrimenti con le altre poteva giocarsela con tutte.

Misha Zverev 8,5
Un altro tennis è possibile, da pensionato sparring-partner del fratello a rivelazione dell’anno. Non vincerà uno slam e non sarà top-10 ma magari lo ringrazieremo un giorno se qualche ragazzo, ispirato dalle sue magie, proverà ad avvicinarsi a rete non solo per stringere la mano all’avversario.

David Goffin 6
L’insostenibile leggerezza di David a certi livelli. Gran braccio, gran tennis ma prima poi arriva sempre qualcuno a spazzarlo via.

Jo Tsonga 6
Senza infamia e senza a lode. E anche lui finisce con tutto il suo peso nel sacco di una generazione che non lascerà traccia.

Milos Raonic 5
È ancora un mistero quel che sarà di Milos. Forse un giorno penserà a questo torneo come l’occasione per vincere uno slam. Certo che se l’uno e il due del mondo fanno quella fine e il tre è Raonic allora tutto è possibile.

Andreas Seppi 8
La barba sfoggiata nella off-season aveva fatto temere il peggio, invece Andy dà una lezione di tennis e professionalità a Kyrgios e fa partita pari con Wawrinka. Il matrimonio fa bene ai tennisti, ormai lo sappiamo.

Dominic Thiem 5
Finché non imparerà a dosare quantità e qualità troverà difficoltà ad arrivare in fondo ad uno slam lontano dalla terra. Ma si farà.

Denis Istomin 8
L’amico di tanti cinque set di Seppi ha trovato la giornata della vita causando una delle più clamorose sorprese della storia di questo sport. Magari dopo questo torneo i tifosi di Federer creeranno il Premio-Istomin…

Alexander Zverev 6,5
Magari il fratello gli darà qualche lezione nel gioco di volo e allora non perderà più partite come quella contro Nadal. Visto dove è arrivato Rafa, si capisce che razza di partita aveva giocato Sasha per oltre tre ore. È il futuro, forse quasi presente.

Daniel Evans 7
Gran torneo, per una volta Murray non è l’ultimo britannico a lasciare il torneo. Può essere una delle rivelazioni del 2017.

Marin Cilic 4
Non si è ancora ripreso dalla scoppola di Zagabria. O forse sono solo finiti i miracoli.

Nick Kyrgios 4
Il match contro Seppi è l’emblema della cicala e la formica. Il cicalone non è amato in patria, pensate a Laver, Rosewall, Rafter e domandatevi:chissà perché?

Paolo Lorenzi 6
Ha fatto il suo, come sempre. È mancato un pizzico per un’altra impresa con Triocki.

Fabio Fognini 6
Una grandissima vittoria con Lopez, poi un match folle con Paire che il “nuovo” Fabio avrebbe dovuto portare a casa in qualche modo. Anche perché aveva un tabellone che non gli capiterà più tante volte in uno slam. E gli anni passano…

Garbine Muguruza 6
Qualche segnale di risveglio, ma Parigi resta lontana.

Karolina Pliskova 5,5
Sembrava la più seria candidata al ruolo di sfidante di Serena, soprattutto dopo New York. E invece si è sciolta sul più bello.

Angelique Kerber 4,5
Il 2016 è finito. Qualcuno glielo spieghi.

Sara Errani 6
La ri-sarrita si preannuncia durissima. E purtroppo si è rifatta male. Auguri (idem Knapp)

Agnieszka Radwanska 3
Se Serena si distrae, tutte le prime 100 possono vincere uno slam. Tranne una.

Roberta Vinci 5,5
Vista la condizione di Coco, sconfitta che ci sta. Speriamo però non si trascini, ma trovi la voglia di farci ancora sorridere con il suo tennis.

Camila Giorgi 5,5
Una gran partita contro Bacsinszky conclusa però come tante altre. Continueremo a credere in lei fino alla fine ma certo non sarà Lele Mora a risolvere i problemi.

Francesca Schiavone 4
Accanimento terapeutico. Dispiace davvero.

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