Coppa Davis: Australia, USA e Francia a un passo dai quarti

A Melbourne Thompson e Kyrgios battono senza problemi Vesely e Satral. A Tokyo Gasquet e Simon vincono agevolmente i loro singolari. A Ottawa Pospisil sorprende Edmund e pareggia la vittoria di Evans su Shapovalov

Coppa Davis: Australia, USA e Francia a un passo dai quarti

COPPA DAVIS, Ottavi di finale

CANADA-GRAN BRETAGNA 1-1 (da Ottawa, Vanni Gibertini)

 

D. Evans b. D. Shapovalov 6-3 6-3 6-4

Una prestazione di lusso di Daniel Evans, senza sbavature, da vero n.1, ha regalato il primo punto alla Gran Bretagna nell’incontro di Ottawa. Probabilmente una delle migliori partite giocate in carriera dal 26enne di Birmingham, che ha giocato con grande attenzione e sagacia tattica in tutte le zone del campo, contenendo con grande efficacia l’esuberanza giovanile di Shapovalov e sfruttando con grande opportunismo le occasioni avute. Due sole palle break affrontate dal britannico, nel quinto game del secondo set, sulle quali Evans ha servito un ace ed ha messo a segno una bella volée di diritto. Volonteroso fino alla fine, Shapovalov ha sicuramente pagato lo scotto dell’esordio in casa in un match di Davis “che conta” cedendo la battuta in avvio di match (parziale iniziale di 1 punto a 7 per lui) e trovandosi sempre ad inseguire nel punteggio per buona parte della partita e finendo per commettere davvero troppi errori gratuiti (ben 39 alla fine). Il giovane Denis ha fatto molta fatica a trovare la misura della risposta, soffrendo a dismisura lo slice esterno da destra di Evans e non trovando quasi mai la giusta posizione per contrastare il servizio avversario.

Dopo un primo set aperto e chiuso da un break in favore della Gran Bretagna, il secondo parziale si è giocato tra il quinto ed il sesto gioco, quando Evans è riuscito ad annullare brillantemente le due palle break avute, ed ha messo a segno una striscia di sei punti consecutivi con la quale si è portato sullo 0-40 nel game successivo: uno splendido passante di rovescio tagliato a far sbagliare la volée a Shapovalov, un bellissimo lob liftato di diritto ed una volée di rovescio smorzata su cui il canadese non riesce ad organizzare un passante. Le prime due palle break Denis, le annulla con il servizio, la terza se ne va con un diritto in corridoio. È il simbolo della partita, ed il due set a zero per la Gran Bretagna. Mentre la temperatura all’interno del TD Place inspiegabilmente sale (non solamente per colpa della birra che scorre a fiumi anche in tribuna stampa, dove sono seduti tutti tranne che i giornalisti), costringendo i presenti a togliere qualche strato di vestiti , Shapovalov mette il turbo nella battuta (8 aces) e con esso mette anche per la prima volta la testa avanti nel punteggio. Il suo problema è che nei game di risposta non trova mai la continuità per mettere nei guai l’avversario: i bei punti non mancano, ma sono troppo a corrente alternata per cambiare l’inerzia del match. Sul 4-4 un doppio fallo e due gratuiti segnano il destino del canadese, che non ha giocato una brutta partita, ma di fronte ha trovato un avversario che non gli ha concesso nulla.

Pospisil b. K. Edmund 6-4 6-1 7-6(3)

Bellissima reazione del Canada nel secondo singolare che, sospinta da un pubblico andato via via aumentando man mano che il venerdì si trasformava in weekend, ha visto il proprio eroe di Davis Vasek Pospisil scrollarsi di dosso la lunga serie di risultati negativi che ha condizionato il suo ranking negli ultimi 12 mesi. Certo la resistenza dall’altra parte della rete non è stata coriacea come ci si aspettava: Kyle Edmund ha disputato un match davvero incolore, del tutto incapace di uscire dagli schemi imposti da Pospisil e troppo falloso da fondo campo per poter sperare di lasciare un segno nel match. Tre sole palle break avute da Edmund in tutto il match, tutte nel primo set, svanite le quali il servizio di Pospisil è divenuto inattaccabile, anche sul 5-6 del terzo set quando un iniziale 0-30 aveva fatto balenare un ipotesi di allungamento della partita.

Sono stati ben 39 gli errori gratuiti di Edmund nella partita, curiosamente come quelli di Shapovalov nel match precedente, contro solamente 13 vincenti. Simili le cifre di Pospisil (28 errori e 7 vincenti) che però ha sfoderato una prestazione al servizio straordinaria, con quasi il 90% di punti vinti sulla prima ed il 70% sulla seconda. E non era iniziata sotto i migliori auspici questo match per il Vasek tuttofare (questo weekend sarà molto probabilmente l’unico a giocare sia in singolare sia in doppio): già sul 2-3 nel primo set, dopo un game da 12 punti e nel quale aveva annullato due palle break, aveva dovuto chiamare il fisioterapista per farsi massaggiare il quadricipite sinistro. “Solo una contrattura” era la voce che trapelava dalla panchina canadese “nessun problema”. Si sarebbe poi saputo che si tratta di un dolore al tendine del ginocchio, a causa del quale il canadese ha dovuto osservare un giorno di riposo in settimana. Un game piuttosto duro sul 4-4 dava il via alla cavalcata di Pospisil, che nei successivi 50 minuti infilava un parziale di 8 giochi ad uno, avendo anche una palla per vincere l’unico game ceduto. Troppo inconsistente Edmund, soprattutto con il diritto, troppo incline a cedere campo fino ad arrivare quasi in braccio ai giudici di linea, mentre Pospisil si lanciava in molti più serve and volley di quanto non si potesse supporre. Un terzo set senza nessuna palla break, con soli due brividi nel finale di parziale, quando prima Edmund sul 5-5 e poi Pospisil sul 5-6 vanno 0-30 sulla loro battuta con un doppio fallo iniziale, per poi tenere senza troppi drammi il servizio. Tie-break controllato da Pospisil, che infila quattro punti dal 2-2 al 6-2 e poi esplode in una gioia incontenibile, saltando per il campo con le braccia rivolte al cielo ed al festante pubblico biancorosso.

AUSTRALIA-R.CECA 2-0 (da Melbourne, Robbie Cappuccio)

A Melbourne la prima giornata dell’incontro tra Australia e Repubblica Ceca finisce con un perentorio 2-0 in favore dei padroni di casa. Sul plexicushion del Kooyong Lawn Tennis Club non sorprende la facile vittoria di Nick Kyrgios su Satral; lo fa – non tanto per il risultato quanto per la autorevolezza – quella di Thompson in 3 set su Jiri Vesely. Nel doppio di domani, che vedrà in campo John Peers, recente vincitore dell’Australian Open in doppio con Groth contro Stepanek e Kolar, l’Australia ha buone probabilità di chiudere la pratica e attendere nei quarti la vincitrice tra Stati Uniti e Svizzera.

J. Thompson b. J. Vesely 6-3 6-3 6-4 

Una bella giornata estiva, ma poco pubblico al centrale di Kooyong, dato il venerdì mattina e l’inizio dell’anno scolastico. C’è attesa però per l’esordio in Davis di Jordan Thompson, n.65 del ranking ATP che viene da una buon inizio di stagione (quarti di finale a Brisbane e secondo turno all’Australian Open) contro il mancino ceco Vesely. Parte a razzo Thompson conquistando 8 dei primi 10 punti e rubando subito il servizio a Vesely. “Iniziare con un break e tenere poi il servizio mi ha dato molta sicurezza e mi sono rilassato e poi ho continuato da là per tutto il resto del match” ha detto il laconico Thompson nel dopo-partita. Thompson serve bene nel primo set (72% prime e 90% punti vinti con la prima) e tiene il controllo dello scambio, mentre Vesely commette troppi errori non forzati. Il set point arriva dopo una mezz’oretta di gioco. Thompson prende il comando dello scambio, con un rovescio lungo linea seguito da un dritto inside-out su cui poco può fare il ceco. Il set finisce 6-3 senza troppe emozioniIl copione non cambia nel secondo set con Thompson che detta legge col dritto (16 vincenti a fine partita), ottiene il break all’ottavo gioco e prende il set al primo tentativo con un attacco di dritto seguito da uno schiaffo da 1 metro dalla rete. Il terzo set potrebbe essere più combattuto con Vesely che riesce a recuperare un break di svantaggio e portarsi sul 4 pari per poi perdere subito nuovamente il servizio. Thompson non si fa scappare l’occasione e chiude subito con un ace puntando poi al tatuaggio sul bicipite scoperto (cotta d’armi Australiana e anelli olimpici), prima di abbracciare il capitano Lleyton Hewitt. È appena passata l’ora di pranzo e l’Australia e’ già avanti 1-0. Una prova autorevole, quella di Thompson, con 20 vincenti e un gran ritmo, mentre delude Vesely, apparso svogliato e fuori forma, incapace di imporre il ritmo e contrastare il dritto dell’avversario, commettendo ben 46 errori non forzati e vincendo solo il 36% dei punti sulla seconda di servizio.

N. Kyrgios b. J. Satral 6-2 6-3 6-2 

Sono le 13.45 quando Satral scende in campo con una faccia già rassegnata, mentre Kyrgios ha la solita andatura e faccia da gansta rapper, che evidentemente intimidisce il ceco, che non fa un punto sul primo gioco di servizio di Nick, sbaglia un facile attacco dal box di servizio, e si trova sotto 3-0 dopo 9 minuti. Kyrgios ha un’altra palla break sul 4-1, che non converte, ma chiude comunque in meno di mezz’ora strappando nuovamente il servizio a Satral, con un rovescio incrociato dopo aver fatto fare un po’ di tergicristallo al ceco. Il secondo e terzo set sono fotocopie, con Kyrgios che si porta sul 3-0 e poi controlla, con qualche errore pacchiano come la volée di rovescio a campo aperto sul quarto match point sul suo servizio (ne aveva avuti 3 sul 5-1). Al sesto match point Satral spedisce largo un banale rovescio e si va sotto la doccia dopo 1:35. Un match piuttosto noioso, mai in discussione, con Kyrgios che fa il suo compitino (21 ace con media di prima a 200 km/h e massima a 223 km/h, 15 vincenti e 19 errori non forzati) mentre Satral (n.157 del mondo, sconfitto da Vanni alle qualificazioni per l’Australian Open) mostra tutti i suoi limiti, messi in mostra non dalle statistiche (stesso numero di vincenti e errori dell’australiano), ma dall’incapacità di prendere controllo dello scambio e subendo costantemente la pressione del bad boy australiano. Nel dopo partita Kyrgios ringrazia il capitano Lleyton Hewitt: “È il motivo principale per cui io sono qui oggi”. Che sia un invito da parte di un personaggio in cerca di coach? “Sono molto felice” dice Hewitt a fine giornata. “Ho abbastanza esperienza in Davis per sapere che no puoi dare niente per scontato. Nick è stato ultra-professionale, aveva un compito e l’ha eseguito perfettamente”. Sono le 3 e mezza, tutti a casa per l’ora del tè.

USA-SVIZZERA 2-0 (Raoul Ruberti)

Il termine inglese “overkill” indica l’impiego di una eccessiva potenza distruttiva, applicata con foga non proporzionata al bersaglio e alle necessità. Immaginate di liberarvi di un nido di vespe sotto la grondaia a colpi di bazooka, tanto per fare un esempio. Una “overkill” è né più e né meno quella che ha organizzato il capitano del team USA Jim Courier, convocando i suoi quattro migliori giocatori di singolare – Sock, Isner, Querrey e Johnson, tutti top-30 ATP – per la sfida casalinga contro la squadra materasso del World Group, la Svizzera ormai definitivamente orfana di Federer e Wawrinka. Considerata l’assenza dei gemelli Bryan, che hanno annunciato poche settimane fa il termine della loro esperienza in Davis, nel quartetto avrebbe potuto trovare spazio uno dei tanti under-20 a stelle e strisce, magari per disputare uno dei singolari “amichevoli” sul probabile 3-0. Invece nulla: parata militare.

J. Sock b. M. Chiudinelli 6-4 6-3 6-1

Il primo rubber dell’ottavo di finale di Birmingham, Alabama vede opposti Jack Sock e Marco Chiudinelli. Il veloce indoor scelto dagli USA sarebbe la superficie d’elezione per l’esperto svizzero, coetaneo e amico di vecchia data di Federer oltre che suo connazionale. Purtroppo per i rossocrociati, però, le somiglianze che verrebbero utili sono altre: Sock trova di fronte a sé un avversario che si è rimangiato un ritiro già annunciato – aveva promesso di appendere la racchetta al chiodo nel caso, puntualmente verificatosi, in cui avesse chiuso il 2016 fuori dai primi 100 del ranking – e che tuttavia nel primo mese di stagione ha collezionato tre sconfitte su tre incontri, peraltro contro avversari ben più modesti del numero uno statunitense. I primissimi scambi certificano una differenza di livello disarmante. L’unica via percorribile da Chiudinelli diventa quindi quella della rete, che per qualche game riesce a raggiungere con discreta frequenza quando avvia il “quindici” con un colpo offensivo – anche perché Sock si ostina a giocare ogni palla con il dritto, anche a costo di correre il doppio e impiegare il triplo del tempo. L’incontro rimane in equilibrio per qualche game, poi arrivano gli inevitabili set point: ne servono ben sei, ma alla fine un Sock non scintillante riesce ad ammazzare il parziale. Mozzata la “testa”, il resto dell’incontro muore con lei: break in apertura di entrambi i set successivi e così, senza incantare né inciampare, gli USA si portano sull’1-0.

J. Isner b. H. Laaksonen 4-6 6-2 6-2 7-6(1)

Lo scarto di età passa in sfavore degli elvetici, quando i primi due singolaristi lasciano il proprio posto sulla Legacy Arena a John Isner e Henri Laaksonen. E se il gap di esperienza è incolmabile – Laaksonen è attualmente al best ranking di 127 e la sua esperienza a  questo livello è tanto limitata (10 incontri contro i top-50) quanto infruttuosa (zero vittorie e appena quattro set vinti) – il bombardiere a stelle e strisce deve affrontare un pericolo indefinibile, di quelli che soltanto di rado capitano nel corso di una stagione: l’effetto Coppa Davis. Nonostante il cognome preso della madre finlandese, infatti, Laaksonen è uno di quegli “animali da nazionale” in grado di salire di livello quando veste i colori del proprio Paese. I binari dell’incontro sono quelli prestabiliti: servizio, dritto e la voglia condivisa di chiudere il punto colpendo la palla il minor numero di volte possibile. Una buona prima al centro cava il battitore da ogni raro impaccio, ma nello scambio è lo svizzero ad essere più sciolto e due pessimi rovesci di Isner da ben dentro il campo concedono a lui, a sorpresa, le prime tre palle break. Altrettanti servizi vincenti le cancellano ma la situazione si ripete, pressoché identica, due game più tardi e sulle nuove palle break, che stavolta coincidono coi set point, Isner non trova il campo con la prima di servizio. Parte il palleggio e sulla diagonale del rovescio prevale ancora una volta Laaksonen: inatteso, arriva il primo set per gli ospiti.

Isner è più in difficoltà del previsto ma non demorde. Dopo quattro game interlocutori nel secondo set, il gigante di Greensboro inizia a spostare da una parte all’altra l’avversario, lo breakka due volte consecutive e riporta l’incontro in parità, trovando la concentrazione per chiudere con due ace nonostante una corda rotta e un’altra palla break contro. Il  terzo parziale sembra voler replicare fedelmente lo schema del rubber precedente, con il break in avvio per il tennista statunitense, e invece stavolta lo svizzero prova ad opporre una valida reazione. Isner riesce a tenere il successivo game di servizio soltanto dopo 18 punti e tre nuove palle break cancellate (il conto totale sarà di nove concesse e una sola convertita), quindi prosegue verso un secondo 6-2. Il quarto set paga finalmente il doveroso tributo che i bookmakers si aspettano da ogni match di “Long John”, ovvero il tie-break. Laaksonen rimedia un solo punto su otto e la prima giornata di tennis a Birmingham si conclude. Arrivano puntuali anche le statistiche ufficiali, delle quali vale la pena segnalare la durata dell’incontro (2:44) assai minore di quella percepita da pubblico e contendenti ma soprattutto il 100% di punti vinti sulla seconda di servizio da Isner (49 su 49) e un suo indecoroso rendimento a rete, con zero successi su undici approcci. Numeri che si inseriscono bene in un match che nel complesso è stato in grado di produrre 136 errori gratuiti a fronte di soli 20 vincenti (ace esclusi) e pochissimo spettacolo. Domani un doppio “non professionale” cercherà di portare al team USA un quarto di finale anticipato e una domenica di riposo.

GIAPPONE-FRANCIA 0-2 (Corrado Boscolo)

R. Gasquet b. T. Daniel 6-2 6-3 6-2

Nessun precedente a livello ATP fra i due giocatori. Gasquet parte bene, piazzando subito il break alla seconda chance utile. Il nipponico fatica al servizio, tanto che cede nuovamente la battuta ai vantaggi, 4 a 1 per il francese e servizio. Daniel poco preciso col rovescio e nei pressi della rete, Gasquet senza fare cose straordinarie chiude il primo set con un dritto vincente per 6 giochi a 2. Secondo set che conferma le difficoltà del giapponese nei propri turni di battuta, con Gasquet che breakka il giocatore di casa nel terzo gioco portandosi avanti di un set ed un break. Richard è in controllo del match, zero palle break concesse e 3-1, secondo set. Le prime occasioni sul servizio francese capitano al sesto gioco: Daniel strappa il servizio a zero chiudendo a rete e firma il 3 pari. Gasquet non ci sta e si riprende immediatamente il break anch’esso a rete. Il trentenne d’oltralpe non concretizza tre set point in risposta, ma il primo doppio fallo nel set del giapponese mette fine al secondo parziale. Francia avanti 2 set a zero. Terzo set in equilibrio fino al 3-2: col rovescio vincente Gasquet trasforma la prima occasione del set per operare il break e si porta 5-2. Daniel serve per rimanere in partita, concede un match point dopo essere stato avanti 30-0, ne annulla un secondo ai vantaggi, ma al terzo alza bandiera bianca. Gasquet porta in dote il primo punto per la Francia.

G. Simon b. Y. Nishioka 6-3 6-3 6-4

Gilles Simon completa il compitino francese in terra giapponese e così approfittando dell’assenza di Kei Nishikori la Francia ipoteca il passaggio ai quarti con un 2-0 comodo dopo la prima giornata. Partita non semplice per Gilles Simon ma giocata con grandissima attenzione ed acume tattico, cosa che ha impedito che la sfida si complicasse come a volte capita in Davis. Nishioka ha giocato sicuramente un buon match, ma ha peccato in continuità e contro un giocatore come Simon non te lo puoi permettere. L’inizio del match arride al giocatore di casa, arriva subito il break nipponico, Nishioka va sul 2-0. Simon non si scompone ed inizia ad entrare nel match, immediato controbreak, poi sul 2 pari due palle break sprecate, ma il francese ora comanda gli scambi, dal 2-3 arrivano 4 game consecutivi e porta a casa il primo set 6-3. Il secondo set parte ancora all’insegna dell’equilibrio, Nishioka va ancora avanti di un break sul 3-2 ma come nel primo parziale si perde per strada, altri 4 game consecutivi di Simon e altro 6-3. Nel terzo set è Simon che parte meglio, break in apertura e due palle break salvate nel game successivo. Il francese sembra in controllo ma Nishioka non molla mai, controbreak insperato nel sesto gioco con il tennista di casa che poi mette il naso avanti sul 4-3. Ma ancora una volta il giapponese si perde nella volata finale, Simon centra il break decisivo nel nono game e poi chiude la contesa al primo match point nel decimo gioco. Il doppio di domani dovrebbe consegnare ai francesi i quarti di finale, sulla carta nettamente favoriti Herbert e Mahut contro qualsiasi coppia possa scegliere il capitano locale Ueda. Eventuali quarti che la Francia giocherebbe in casa contro la Gran Bretagna oppure in trasferta contro il Canada.

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