ATP Buenos Aires: Dolgopolov da favola, si arrende anche Nishikori

Con un'altra brillante prestazione contro il numero 5 ATP, l'ucraino conquista il terzo titolo in carriera e il primo dal 2012

ATP Buenos Aires: Dolgopolov da favola, si arrende anche Nishikori
Alexandr Dolgopolov - Buenos Aires 2017 (foto © Argentina Open/Sergio Llamera)

A. Dolgopolov b. [1] K. Nishikori 7-6(4) 6-4

Kei Nishikori e Alexander Dolgopolov oggi erano pronti a combattere per aggiudicarsi la 41esima edizione della Copa Telmex. 22esima finale in carriera per il primo (11 vittorie), settima per il secondo, che in cinque scontri diretti contro il nipponico non aveva mai vinto nemmeno un set.

 

Dolgopolov inizia la sfida con grande determinazione, attaccando spesso l’avversario sul lato sinistro. Uno splendido rovescio in cross gli regala la prima palla break sul 2-1, ma sciupa tutto con una risposta sbagliata in lunghezza con il medesimo fondamentale. Nishikori gioca quasi sempre in difesa e nell’ottavo game è costretto a salvare altri cinque break point: sui primi due se la cava grazie ad altrettanti errori in spinta del rivale, che però poi non può nulla, dal momento che “Nishi” riesce a trovare tre ottimi servizi. Sul 4 pari è il numero 66 del mondo a trovarsi sotto 30-40, ma riesce nuovamente a non fare mai entrare il nipponico nello scambio, ottenendo diversi punti gratuiti grazie alla prima di servizio (finora sempre intorno all’80% di resa con questo colpo). Tre giochi più tardi “The Dog”, anche grazie a un nastro fortunoso, si porta sul 30 pari, ma nel quinto punto del game manca di poco il campo con una risposta di dritto che lascia fermo il numero 5 ATP. Alla fine, il tiebreak è la logica conclusione del parziale. Qui Dolgopolov va avanti 4-1 a suon di accelerazioni e prime vincenti. Un ottimo dritto in avanzamento e un altro ottimo servizio valgono il 6-3. Il secondo set point è quello buono, visto che sul 6-4 l’ucraino mette nuovamente i piedi dentro il campo per conquistare il primo set della sua vita contro Nishikori. 15 winner a 6 per Alex, male Kei con addirittura 21 unforced).

Nel secondo Dolgo continua a giocare in maniera estremamente lucida: nel quinto gioco una splendida risposta lo porta ai vantaggi, ma sbaglia con la stessa nei due “15” successivi. Sul 3 pari l’ucraino continua ad attaccare da fondocampo e, dopo uno splendido rovescio in cross, si porta avanti 15-30. Un dritto in avanzamento su palla bassa scentrato da Kei valgono due chance di break per Dolgopolov, il quale però sbaglia clamorosamente un rovescio a campo spalancato. Ciò nonostante, l’allievo di Felix Mantilla trova un’altra risposta che gli regala il punto e, di conseguenza, il break: 4-3. La testa di serie numero uno, forse un po’ stanco, continua a subire il gioco dell’avversario, il quale con la prima di servizio continua a dominare, ora aprendosi bene il campo con lo slice per poi chiudere con il dritto dall’altra parte, ora ottenendo un punto diretto con la stessa. Il giapponese prova a reagire e sul 3-4 si porta ai vantaggi, ma Dolgo fa buona guardia a rete, archiviando il game con un altro servizio ingestibile. Al momento di chiudere la partita, Alex inizia mettendo in corridoio una volée non impossibile, ma rimedia con una buona prima esterna. Un ottimo tocco nei pressi del net vale il 30-15, ma un rovescio su cui tradisce troppa fretta vale il 30 pari; un gran servizio al corpo consegna il match point all’unseeded, che riesce a conquistare il trofeo grazie ad un rovescio profondissimo che induce all’errore Nishikori. Il match finisce così con il punteggio di 7-6(4) 6-4 in un’ora e 40 minuti di gioco.

Terzo titolo in carriera per l’ucraino (l’ultimo trofeo l’aveva alzato nell’estate 2012 a Washington), il secondo sul rosso dopo quello di Umago nel 2011. Splendida settimana per lui, che in terra argentina non ha perso nemmeno un set, eliminando tre delle prime quattro teste di serie. Da domani – Basilashvili permettendo – dovrebbe rientrare nei top 50, ma quando gioca così il suo valore è decisamente più alto, non lontano anche da quello del miglior Nishikori. che oggi, a onor del vero. ha dimostrato nuovamente di non essere al top sotto il profilo fisico (piccolo problema agli addominali?). L’ATP 500 di Rio e i due Masters 1000 USA diranno di più.

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