Pagelle: Dolgo “guru” argentino, Barazzutti a San Marino

ll torneo di Buenos Aires ripropone il talento di Dolgopolov, mentre Goffin approda in top-10 e Tsonga torna a vincere. I progetti di Raggi e Binaghi e il "tradimento" di Barazzutti

Pagelle: Dolgo “guru” argentino, Barazzutti a San Marino
Alexandr Dolgopolov - Buenos Aires 2017 (foto © Argentina Open/Sergio Llamera)

La settimana del tennis italiano è stata scossa dalla corrispondenza di amorosi sensi tra il sindaco Virginia  Raggi e il Presidente Angelo Binaghi, che sognano il sorteggio dei prossimi Internazionali nello splendido scenario del Colosseo. Il Sindaco però frena gli entusiasmi “Dobbiamo vedere se a maggio sarà disponibile, perché forse ci costruiremo lo Stadio della Roma”. Binaghi resta speranzoso “Il Colosseo è un punto di riferimento per il Centrale del Foro, ci ispireremo ad esso per il tetto” È stata comunque una settimana dura per il presidente federale, che ha dovuto incassare il “tradimento” di Barazzutti, nuovo collaboratore della federazione di San Marino. Tuttavia, quando alla sua scrivania è stato portato per la firma di autorizzazione il documento che recitava “Caro Presidente, dopo anni di amore e attaccamento alla maglia azzurra, chiedo la sua autorizzazione a svolgere la mia attività professionale al servizio di un’altra bandiera, da sempre vicina ai nostri colori…” Binaghi ha firmato senza arrivare in fondo, e senza pertanto leggere il mittente: Camila Giorgi. 

Per restare ai colori azzurri, non si poteva chiedere all’innamoratissimo Fabio Fognini (4,5) di questi tempi di battere Robredo nel giorno di San Valentino. Ci riproverà domani, e speriamo che qualche altro Santo faccia il miracolo. Dopo la laurea ad honorem per sua moglie Flavia Pennetta, Fabio ha lanciato una scommessa in stile Bouchard (8)che ha mantenuto l’impegno anche se il fortunato avrebbe preferito che Genie si fosse presentata così all’appuntamento. Se Fabio dovesse laurearsi, inviterà una sua fan a fare da baby-sitter al nascituro. Spiace invece dover infierire su Roberta Vinci (4) che colleziona due sconfitte in una settimana, festeggia amaramente i suoi trentaquattro anni e ci lascia tanto amaro in bocca.

 

É stata in ogni caso una settimana di buon tennis giocato, pur in assenza dei primissimi. David Goffin (7) festeggia finalmente il suo ingresso nei top-10 ma si arrende in finale al redivivo Tsonga (8) che ha annunciato di essere vicino alla fine della carriera e dunque si è dato una mossa. A Rotterdam – dove la coppia di inviati Carnevale&Ruberti oltre a raccontarci tutti i segreti del torneo e ad intervistare vecchi leoni Zen come Berdych (5) e nuovi fenomeni come Tsitsipas (6,5) ha fatto strage di impazzite olandesine – abbiamo capito che Dimitrov (6) è giustamente stanco mentre Thiem (4) é ingiustamente cotto. Sciami di seguaci adoranti hanno invece festeggiato fino a notte fonda per le strade di Buenos Aires il ritorno del “Guru” il quale si è scusato per il ritardo “Mi pento e mi Dolgo (8), ma d’ora in poi sarò più costante” dando così appuntamento a Cincinnati 2019. Apprezzabile comunque la sportività di Nishikori (5,5) che non ha voluto rovinare la favola dell’ucraino e sul più bello in finale ha pensato “mi Dolgo da mezzo”. Ecco, avrete capito che anche per il bene di voi lettori è meglio che Dolgopolov non vinca più una partita…Più che altro davvero geniale la scelta di Nishikori di saltare il cemento di Memphis (dove ha vinto 4 volte e ieri ha trionfato addirittura Harrison, 7) per iniziare sin da febbraio la preparazione sulla terra per puntare Parigi, il vero obiettivo del giapponese che come noto fa della resistenza fisica e della solidità mentale i suoi punti di forza. Concludiamo con le donne per segnalare che Pliskova (8) le ha martellate tutte, compresa la rinata Wozniaki (7), mentre a vedere le magre figure che stanno raggranellando la ex numero 1 Kerber (3) che non ne vince più una, la Muguruza (4) e la Radwanska (4) tutte stabilmente top-10, viene un magone infinito al pensiero di non avere un’azzurra lì pronta ad approfittarne.

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