ATP Challenger Bergamo: Janowicz mette le cose in chiaro

Super esordio del polacco: onora la wild card e liquida in un'ora esatta Marterer, reduce dalla finale di Cherbourg. Remi Boutillier si impone con un doppio 6-3 su Alessandro Bega. Prosegue la favola di Yannick Hanfmann. Oggi il clou è Berrettini-Langer

ATP Challenger Bergamo: Janowicz mette le cose in chiaro
Jerzy Janowicz - ATP Challenger Bergamo 2017 (Credit Antonio Milesi)

JANOWICZ ILLUMINA BERGAMO – Non poteva esserci esordio migliore per Jerzy Janowicz. Messe in archivio una serie di eliminazioni eccellenti, il Trofeo FAIP-Perrel di Bergamo ha scoperto uno dei protagonisti più attesi, quello dal passato più importante. Ma c’è un dettaglio: Jerzy ha appena 26 anni e tutta l’intenzione di tornare in alto e magari ritoccare un best ranking al numero 14 ATP, risalente al 2013. Il primo turno al PalaNorda nascondeva più di un’insidia, poiché Maximilian Marterer sta vivendo il suo miglior momento in carriera. Numero 148 ATP, soltanto tre giorni fa giocava la finale a Cherbourg e ha appena festeggiato l’ingresso tra i top-150. Ma Janowicz è parso di un altro livello. Altra categoria. Uno che appena due settimane fa metteva paura a Grigor Dimitrov, tra tennisti del momento, nel suo torneo di casa. Quel numero 243 ATP accanto al nome di Janowicz è bugiardo, figlio di un grave infortunio che l’ha tenuto fermo per quasi tutto il 2016. Adesso sta alternando i Challenger ad alcuni eventi ATP, ma il 6-3 6-4 rifilato a Marterer fa pensare che sia già pronto per il circuito maggiore. Servizi devastanti, costantemente sopra i 220 km/h, hanno stordito il tedesco. E poi dritti terrificanti, con pochissima rotazione, perfetti per lo scivoloso Play-It di Bergamo. Pronti, via, Janowicz saliva 3-0 e chiudeva rapidamente il primo set. Con un tennis dirompente, Janowicz pescava il jolly nel terzo game del secondo (2-1 e servizio) e arrivava senza grossi patemi al 6-3 6-4 finale, in un’ora esatta di gioco. A dire il vero, il 21enne di Norimberga trovava qualche risposta in più, ma non era sufficiente per arrivare a break. Sul 4-3 portava il game ai vantaggi, ma il servizio toglieva dai (potenziali) guai il polacco. Ciò che ha impressionato di Janowicz è la totale fiducia nel suo servizio: una volta intascato il break, in entrambi i set ha giocato al risparmio nei turni di risposta, come se desse per scontato di essere inavvicinabile in battuta. Accompagnato a Bergamo dalla fidanzata Marta Domachowska (ex giocatrice professionista, che proprio in queste settimane ha lanciato un brand di abbigliamento sportivo, Desire Sport), tornerà in campo giovedì sera, opposto a Mirza Basic. Nell’ultimo match di giornata, chiuso alle 23.16, è arrivata la quinta vittoria consecutiva per Yannick Hanfmann. Il carneade tedesco, artefice dell’eliminazione di Andreas Seppi, ha battuto il più quotato connazionale Daniel Brands in 2 ore e 18 minuti, peraltro dopo aver annullato due matchpoint. Hanfmann si è imposto 6-7 7-6 6-3 e nei quarti sfiderà il giovane francese Quentin Halys. La sua sembra davvero una favola.

L’APPLAUSO DI PAPÀ RILANCIA BOUTILLIER – L’immagine più bella l’ha regalata sua padre, in tribuna con un maglione di quelli che andavano di moda negli anni 70. Aveva gli occhi della felicità, orgoglioso della vittoria del figlio. Remi Boutillier è sempre più vicino ad eguagliare il suo miglior risultato in carriera. Un paio d’anni fa raggiunse le semifinali al torneo turco di Eskisehir, mentre oggi ha centrato i quarti al Trofeo FAIP-Perrel di Bergamo (64.000€, Play-It). Numero 384 e proveniente dalle qualificazioni, ha gestito con sufficiente autorità il match contro Alessandro Bega, unico azzurro in gara mercoledì. Il francese si è imposto 6-3 6-3, ma per Bega c’è più di un rimpianto. I due si erano già affrontati l’anno scorso, in finale al Futures di San Carlo Canavese, e si impose il milanese. Stavolta Boutillier ha mostrato, più che una superiorità tecnica, un maggior agio con la superficie di Bergamo, rapida e dai rimbalzi bassi. Privo di grande potenza, Bega aveva bisogno di giocare alla perfezione per costruirsi il punto. Sennò comandava, comandava… ma non riusciva a sfondare e si esponeva al rischio di un errore o al contrattacco di Boutillier, seguito a Bergamo solo dal papà, sempre sorridente e rilassato. Il primo set era deciso da un break al sesto game. Un doppio fallo sul 30-30 apriva la strada a Boutillier, che però doveva aspettare la terza palla break per salire 4-2 (con rovescio lungo di Bega). Il milanese aveva la chance nel game successivo, quando si procurava due palle del controbreak: sulla prima incassava un ace, ma nella seconda sbagliava un passante di rovescio non impossibile. C’era comunque partita: Bega scattava meglio dai blocchi nel secondo set (2-0), ma sciupava il break di vantaggio con un pessimo game di servizio. Dal 2-2, il francese si aggiudicava tutti i punti più importanti: il break decisivo arrivava con una demivolee di Bega sul nastro, e sempre il nastro diceva no all’azzurro nell’ultima chance (3-2 e servizio Boutillier). Finiva 6-3 6-3 e il francese sembra pronto a tornare, almeno, ai livelli di due anni fa. Nel 2015 è salito al numero 235, poi è stato bloccato da un grave infortunio al polso che lo ha tenuto fermo per sei mesi, fino alla primavera del 2016. È ripartito a 26 anni, con coraggio, forte della corazza che si era costruito tra il 2008 e il 2012 presso Fresno State, l’Università Statale della California, dove ha sviluppato sia cultura che tennis. Quattro anni che hanno tardato il suo ingresso tra i professionisti. Quando stava per entrare tra i top-200 ATP, il crack al polso. Ma adesso sta bene: non è un fenomeno, ma le qualificazioni degli Slam non sono un miraggio. Sarebbe una bella soddisfazione per papà.

 

KRAJINOVIC RIPARTE DA BERGAMO – Nei quarti se la vedrà con Filip Krajinovic, ex stellina serba che in mattinata ha vinto un match molto complicato contro Uladzimir Ignatik. Sotto di un break nel terzo set, il serbo l’ha rimessa in piedi e si è imposto col punteggio di 6-4 3-6 7-5. L’impressione è che Krajinovic abbia margini di miglioramento ben più ampi rispetto all’avversario. La strada per il ritorno tra i top-100 sembra spianata, magari a partire da Bergamo, uno dei primi tornei ad aver creduto in lui, tanti anni fa, quando gli offrì una wild card nel 2009. Lui ripagò con una splendida partita contro Bjorn Phau, facendo presagire un grande futuro. Per adesso non è andata proprio così (il best ranking ATP al numero 86 risale a due anni fa), ma chissà che non sia proprio Bergamo a rilanciarne le ambizioni.

GIOVEDÌ CON BERRETTINI – Splendido programma nella giornata di giovedì. Dopo un paio di doppi in mattinata, il programma si allineerà ai quarti di finale a partire dalle 15, con gli ultimi match di secondo turno. Si parte alle 15 con Golubev-Ivashka: c’è attesa per vedere all’opera il kazako d’Italia (è arrivato nel nostro paese nel 2002 e risiede da anni a Bra, in provincia di Cuneo). Ex numero 33 ATP, Golubev ha addirittura vinto un ATP 500, ad Amburgo nel 2010. Con la sua capacità di accelerare su ogni tipo di superficie, Andrey è garanzia di spettacolo. Il suo avversario sarà il bielorusso Ilya Ivashka. Alle 17.30, il finalista in carica Egor Gerasimov contro la testa di serie numero 2 Lukas Lacko (entrato alla grande nel torneo con un netto 6-1 6-2 sul serbo Krstin, maturato in appena 46 minuti). L’ultimo italiano in gara, Matteo Berrettini, è chiamato a tenere vive le speranze azzurre nel main event, alle 19.30 contro il lucky loser Nils Langer, giustiziere di Luca Vanni. Un match complicato ma alla portata del romano, che dovrà essere bravo in risposta. A chiudere, Mirza Basic contro Janowicz.

Risultati:

Secondo turno

Remi Boutillier (FRA) b. Alessandro Bega (ITA) 6-3 6-3
Quentin Halys (FRA) b. Daniel Masur (GER) 4-6 6-3 6-4
Filip Krajinovic (SRB) b. Uladzimir Ignatik (BLR) 6-4 3-6 7-5
Yannick Hanfmann (GER) b. Daniel Brands (GER) 6-7(5) 7-6(5) 6-3

Primo turno

Mirza Basic (BIH) b. Jeremy Jahn (GER) 6-2 6-3
Lukas Lacko (SVK) b. Pedja Krstin (SRB) 6-1 6-2
Jerzy Janowicz (POL) b. Maximilian Marterer (GER) 6-3 6-4

Ufficio Stampa Trofeo FAIP-Perrel

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