Pagelle: pioggia di circoletti rossi ma il cielo è sempre più blu

Il Maestro Rino Tommasi compie 83 anni e continua ad ispirare tutti con le sue perle di saggezza. Da un Rino... all'altro per celebrare Svitolina top-10. Fognini surclassato da Tomic e Mannarino, la furbizia di Tsonga e la caccia ai diritti sul nuovo fenomeno Ruud

Pagelle: pioggia di circoletti rossi ma il cielo è sempre più blu

Come era facilmente prevedibile, con l’età, il matrimonio e l’imminente paternità Fabio Fognini (4,5) è diventato saggio. O almeno furbo. In fondo è riuscito a “nascondere” le sue mattane brasiliane in una settimana dove i pazzi scatenati non sono mancati, roba da far passare il nostro alfiere per un bravo ragazzo di provincia. Passi per Bernard Tomic (3) che come già tante altre volte si è semplicemente stufato di giocare e se n’è andato (chissà cosa pensa di questo qui il Maestro Rino Tommasi83 anni e un milione di auguri – che insegna come “un giocatore di tennis non perderebbe mai una partita apposta”), ma se ci si mette pure Adrian Mannarino (3) il nostro povero Fabietto ha una agguerrita concorrenza da cui guardarsi.

Per restare in tema, anche se stavolta non siamo ai suoi “soliti” livelli, una menzione speciale la merita anche Nick Kyrgios (5,5) che sul 3-5 del terzo set accoglie con un sorriso da bullo di periferia il passante lungolinea di rovescio ad una mano di Jo Tsonga (8, anche per la geniale mossa di annunciare al mondo che sta per ritirarsi così da indurre gli avversari ad intenerirsi) cui fa seguire al punto successivo un insensato colpo sotto le gambe: “Chiamato a toccare di fino, rivelava le sue umili origini” . Ma sò ragazzi, lasciamoli divertire.

 

Così come l’accecante Casper Ruud (8) che ha centrato una semifinale in un Atp 500 a 18 anni scatenando la ressa del “l’ho visto prima io!” – “Ah sì? E tu dov’eri quando Casper vinceva il torneo under 4 di Oslo?” e via dicendo per aggiudicarsi la palma del primo scopritore del nuovo numero 1 del mondo e primatista slam. Che poi lo sappiamo, sono gli stessi che a suo tempo proclamarono i vari “C’è un mancino di colore americano che gioca come McEnroe, segnati questo nome, Young” – “Finalmente avremo un italiano numero 1 del mondo, questo Quinzi é un fenomeno assoluto, mai visto uno così forte alla sua età”. Anche qui però, siate magnanimi, “I pronostici non li sbaglia solo chi non li fa” e abbiate un po’ di umana comprensione verso gli addetti (?) ai lavori che sanno che i buoi (Roger, Rafa) stanno per scappare e qualcosa dovranno pur inventarsi per tirare la carretta (appunto, qualche altro bue), come se il tennis non fosse sopravvissuto a tutto e a tutti.

A proposito di buoi un po’ malandati, il povero Novak Djokovic non può nemmeno più permettersi di girare un video di un suo allenamento con annessi saluti ai fan, che deve beccarsi il “cazziatone” di Jelena (5): non ci sono più le mogli devote di una volta (e meno male), ma imparare a chiudere la diretta Facebook prima di lavare i panni sporchi in famiglia potrebbe essere una buona idea. Ammesso che non l’abbia fatto apposta…

Annotato che Dominic Thiem (7) spronato dalle nostre pagelle è tornato in se e Kei Nishikori (3) abbattuto dalle nostre pagelle non si riprenderà più, segnaliamo -anche se han giocato di notte e li abbiamo visti poco ma “Il fuso orario non lo abbiamo inventato noi” il ritorno alle competizioni di Juan Martin del Potro (6) quasi pronto a lanciare la sfida al resto del mondo, anche se il torneo lo ha vinto alla fine Sock (7) pur senza giocare la finale causa ko di Raonic (7)

Mentre Agnieszka Radwanska (4) riesce ormai a vincere solo i premi per i colpi più belli del mese o dell’anno ma sarà tra le prime 10 a vita ( d’altra parte il “computer sa far di conto ma non conosce il tennis”) e la WTA saluta l’ennesima new-entry in top-10 come quella di essenza e benzina o Svitolina (8 una che ha imparato la lezione del Mestro Migliarini “Tu buttala di là, può darsi che non torni”), soltanto un litro e in cambio ti dò Elina (siamo anziani, lo sappiamo ma “l’unico modo per non invecchiare è morire giovani”), Garbine Muguruza (4,5) invece di preoccuparsi del fatto che non vince più una partita dal Roland Garros, rivolge pensieri affettuosi a Maria Sharapova ( “Da quando sei andata via, da quando non ci sei più…ahi Maria chi ci manca sei tu”, siamo quasi a fine pezzo, non preoccupatevi, non c’è bisogno che facciate partire Nuntereggaecchiù).

Il saggio adagio “Nemo profeta in patria” non vale per l’ungherese Timea Babos (7) campionessa a Budapest mentre vale purtroppo per Andreas Seppi (4) che ha ceduto al primo turno in un challenger come un sedicenne o un vecchio giocatore. Lo sappiamo, Bergamo non è Caldaro (Caldaro? Caldara? Ecco, siamo riusciti a rovinarci anche il lunedì con questi ricordi di un sabato amaro) ma per quelli al di sotto del Po sempre Nord è.
E adesso fate attenzione, che “dalla prima riga di un commento su Ubitennis si capisce se chi scrive è tifoso di Federer o Nadal”.

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