Djokovic è giù. Niki Pilic preoccupato per il suo ex pupillo

Il leggendario mentore di un giovanissimo Novak ha espresso tutti i dubbi riguardo allo stato attuale del suo allievo più famoso. "Il tennis deve tornare al centro dei suoi pensieri"

Djokovic è giù. Niki Pilic preoccupato per il suo ex pupillo

Il momento è complicato. Sarà forse banale ripeterlo a ogni piè sospinto, ma tant’è. Novak Djokovic, dopo il trionfo ottenuto a Parigi lo scorso giugno, ha imboccato una preoccupante spirale negativa che ha trovato il suo culmine all’inizio della stagione in corso. Dopo la tremenda sconfitta subìta nel secondo turno dell’Open d’Australia contro Denis Istomin e la balbettante recita in Coppa Davis il serbo si è fermato per un mese, ma il riposo non sembra avergli giovato più di tanto. Rientrato ad Acapulco per preparare l’ardua difesa del rilevantissimo bottino di punti conquistato lo scorso anno tra Indian Wells e Miami, Nole ha battuto un del Potro ancora in fase di scarico, ma è stato eliminato da Kyrgios nei quarti di finale. Il ricordo del dominatore del circuito sbiadisce di sconfitta in sconfitta, e chi ha avuto e ancora ha a cuore le vicende dell’ex numero 1 del mondo nutre una sincera preoccupazione per il delicatissimo momento che l’ex tiranno di Belgrado sta attraversando. Uno dei suoi più grandi supporter è Niki Pilic, lo storico mentore che ebbe l’onore e l’onere di svezzare un giovanissimo Novak nella sua accademia di Monaco di Baviera tra il 2000 e il 2004.

Il durissimo lavoro degli ultimi cinque o sei anni sta presentando il conto, – ha dichiarato Pilic al quotidiano bosniaco Nezavisne. –Il tennis ha rappresentato per molto tempo la priorità assoluta in ogni momento della sua vita, e posso solo consigliargli di tornare ad essere la persona che era, non vedo altre strade per tornare al top“. In questo primo scorcio di 2017 Djokovic è stato l’ombra del fenomeno ammirato e temuto negli ultimi anni. Nel cercare una spiegazione all’imprevisto calo di prestazioni dell’ex allievo, Pilic aderisce all’opinione dominante, secondo cui la conquista del Roland Garros, unico major assente in bacheca fino alla scorsa primavera, lo ha prosciugato di ogni stilla di energia. “Novak ha raggiunto la vetta dell’Everest tennistico dopo aver vinto a Parigi. Era seduto su una montagna di punti, addirittura 16950, e sembrava irraggiungibile, ma il drastico calo del suo rendimento ha fatto sì che il vantaggio si erodesse. La preparazione fisica e la forza mentale di Nole non avevano eguali, aveva ingranato la sesta. Adesso quella tenacia sembra sparita. Resta da vedere se saprà ritrovarla per tornare a un livello superiore“.

 

Le prove d’appello non mancano di certo. Proprio oggi, con il primo turno del tabellone di qualificazione a Indian Wells, riparte la stagione dei Masters 1000, categoria che vede Nole principe tra i plurivittoriosi con trenta corone di “maestro” portate a casa. Il campo ci dirà quanto è in salita la strada imboccata dal nuovo Djokovic.

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