Indian Wells, spunti tecnici: Roger, dove eravamo rimasti?

INDIAN WELLS - Prima serie di immagini esclusive di Ubitennis. La preparazione di Roger Federer per il più prestigioso dei masters 1000 procede spedita. Con tanta allegria, leggero e spensierato, e divertendosi lui per primo

Indian Wells, spunti tecnici: Roger, dove eravamo rimasti?
Roger Federer - Indian Wells 2017

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dal nostro inviato a Indian Wells

Come sempre, e dire che è un piacere è poco, benritrovati a bordocampo, stavolta dal nord della California. Una volta entrati nello strepitoso impianto che ospita il primo “mille” stagionale, il Tennis Garden di Indian Wells, bastano pochi minuti per rendersi conto dei motivi che portano chiunque abbia a che fare con il mondo del tennis a considerare questo torneo il “quinto Slam“. In breve, la faccenda è molto semplice: rispetto ai Major, Indian Wells non ha assolutamente nulla di meno o da invidiare, anzi, per lo più è il contrario. Strutture all’avanguardia, servizi impeccabili per gli addetti ai lavori, clima e panorama affascinanti, oltre ovviamente a una quantità di campi incredibile a disposizione dei giocatori, sia per gli allenamenti (e chi ha piacere di seguire questa rubrica sa che è da lì, molto più che dai match, che si possono trovare e analizzare gli spunti tecnici davvero interessanti, è questione di prospettiva), che per le partite. Parliamo di 29 campi da tennis, dei quali 8 “stadiums”, ovvero arene di varia grandezza. Un paradiso del nostro sport.

 

IW tennis garden 710 pix

Ciliegina sulla torta, il benvenuto che abbiamo avuto il collega Vanni Gibertini e io al nostro arrivo in sala stampa (che si affaccia direttamente sul campo centrale con delle splendide vetrate a tutta parete), è stato l’allenamento di Roger Federer con Denis Istomin, proprio sotto di noi. Come è ovvio, abbiamo buttato i pc in due desk a caso per scendere immediatamente nello stadio, a documentare lo stato di forma del campione degli ultimi Australian Open. Eravamo gli unici presenti oltre a giocatori, coach e al padre di Federer, l’appassionatissimo e simpatico Robert.

Approfondiremo ulteriormente alcune cosette tecniche non banali che ci ha fatto vedere Roger nei prossimi giorni, ma per iniziare, la cosa più simpatica credo sia dare conto dell’atmosfera che si respirava in campo: personalmente, ho trovato moltissime analogie con l’ultima volta che avevo visto il fuoriclasse di Basilea impegnato in un training pre-torneo, a Melbourne un mese e mezzo fa, ma ancora più evidenti. Ovvero allegria, scherzi continui, sfottò con il compagno di allenamento Denis, con Ljubicic, con tutti. Vi assicuro che vedere un campione simile che gioca solo per divertirsi, facendo pure un po’ il “pirlotto”, e non poteva essere più sincero e spontaneo di così essendo in uno stadio vuoto con sei persone in tutto oltre a lui, è stata una delle esperienze più belle che mi siano mai capitate in questi anni di campi di allenamento e spunti tecnici ai quattro angoli del mondo. Andiamo a vederne insieme qualche momento.

federer si diverte 2

Qui sopra, un classico tweener (colpo giocato tra le gambe) frontale da metà campo, gli è uscita una demi-volée perfetta.

federer tweener

Qui sopra, colpo dietro la schiena, basso, da fondocampo. La cosa notevole non sono tanto questi “tricks” in sè, ma il fatto che li eseguisse in scioltezza su delle autentiche pallate tirate a tutto braccio dal buon Denis, che come pesantezza di colpi non scherza affatto, e Djokovic ne sa qualcosa.

federer si diverte

Qui sopra, con Denis a rete che gli tirava smash addosso, Roger prima restituiva i canonici lob (a sinistra), poi si è messo a tentare di contro-smashare, ma in anticipo (a destra), per la verità con scarso successo e rischiando la palla in faccia diverse volte, con conseguente risata di tutti, lui e Istomin per primi. Come due ragazzini della scuola tennis che fanno le stupidate in campo, una scena esilarante soprattutto considerato il livello dei giocatori di cui stiamo parlando.

federer sorridente

Qui sopra, e potete vedere che sta ridendo mentre lo fa, Roger si è messo in posa quasi da balletto classico (piede destro aperto a 90°, mancava solo la riverenza), ha impugnato il dritto continental come fossero gli anni ’30, e ha tirato quattro botte piattissime alla Bill Tilden, stando rigido come nell’immagine, solo di braccio. Tutte dentro, era roba da leggere la marca della palla mentre volava.

federer rovescio lenglen

Qui sopra, proseguendo nello scherzo, si era messo a imitare i rovesci d’epoca, alla Suzanne Lenglen, scimmiottando i gesti amplissimi e quasi sussiegosi delle giocatrici di 90 anni fa. Mentre colpiva, però, emetteva apposta dei grugniti con il massimo di vocione possibile, era talmente buffo che un paio di volte Istomin ha lasciato passare la palla perchè non riusciva a colpirla mentre era piegato in due dalle risate. Come Ivan, Robert, Vanni, io e il tecnico di ESPN che stava installando una telecamera.

federer bimane

E infine, per non farsi mancare nulla, ha tirato qualche rovescio bimane, in effetti non male, ma questo sinceramente è meglio che lo lasci fare a Nole, Andy e Rafa. Però quando ne ha chiuso uno lungolinea, perfetto, imprendibile, alla Agassi dei bei tempi, era talmente contento che girandosi verso Ljubicic (e lo vedete nell’immagine in testa al pezzo) ha prima esclamato “Did you see that? Hah! I’m unplayable!” (L’hai vista questa? Hah! Sono ingiocabile!), per poi scoppiare a ridere di sè stesso.

Insomma, una mezz’oretta che personalmente ricorderò per un pezzo, e che sono molto felice di aver avuto la possibilità di documentarvi. Una leggenda vivente che si gode l’allenamento in questo modo ti riconcilia con lo sport in generale, ed è una delle dimostrazioni più belle di quanto amore per il tennis abbia dentro questo ragazzo. Vedendolo così, sarei pronto a scommettere qualunque cosa che sarebbe lo stesso anche senza 18 Slam in bacheca, semplicemente stare in campo gli piace da morire e lo si capisce da ogni gesto. Ha definito questa sensazione, con ironia perfetta per la situazione, e cinica efficacia da emiliano, il buon Vanni, che mentre ce ne tornavamo in sala stampa ha mormorato: “E quando ce lo leviamo di torno questo? Si diverte troppo, accidenti!

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