IW, spunti con l’ospite: Sanchez, come far tornare grande Verdasco

INDIAN WELLS - Intervista con il coach, uno dei massimi esperti di tennis al mondo. Come si riporta al top un tennista già forte?

IW, spunti con l’ospite: Sanchez, come far tornare grande Verdasco
Emilio Sanchez, Indian Wells 2017

dal nostro inviato a Indian Wells

Tra le tante possibilità interessanti che possono capitare a chi gironzola di buon’ora per i practice court del Tennis Garden di Indian Wells, c’è anche quella di incontrare personaggi magari non così esposti mediaticamente, ma che tra gli addetti ai lavori sono autentici punti di riferimento. Emilio Sanchez, 52 anni, ex numero 7 ATP, vincitore di 15 titoli in singolare (tra cui Madrid, Barcellona e gli Internazionali d’Italia a Roma) e tre volte campione Slam in doppio (2 Roland Garros e uno US Open), direttore insieme allo storico compagno di doppio Sergio Casal dell’accademia Sanchez-Casal (la più prestigiosa del mondo, insieme alla IMG di Nick Bollettieri, con sedi in Spagna, in Florida e in Cina), dalla fine dello scorso anno è l’allenatore di Fernando Verdasco, e naturalmente lo sta seguendo anche qui a Indian Wells.

 

Ieri mattina, mentre ero intento a testare le funzioni della macchina fotografica del fido collega Vanni Gibertini (ben più performante delle “trappolette” con cui di norma mi arrangio per gli spunti tecnici) Emilio mi si è avvicinato molto incuriosito. Quando gli ho spiegato che stavo provando gli scatti multipli a 60 e 120 frame per secondo, in alta definizione, mi ha subito chiesto di entrare in campo, e di fare qualche sequenza del servizio di Verdasco, di fianco e da dietro. Da cosa nasce cosa, e ci siamo ritrovati ad analizzare insieme le immagini, evidenziando i problemi che ha Fernando nel caricamento in particolare della schiena, e nel ritmo con cui fa partire il mulinello a colpire che a volte risulta un poco in ritardo a causa di un eccessivo inarcamento della schiena stessa, in rapporto con la rotazione delle spalle.

servizio verdasco

In effetti, Fernando trova il punto di impatto un poco troppo a destra, e sale in ritardo con la racchetta

Come potrete immaginare, uno dei coach più preparati del mondo che ti chiede un parere tecnico, discutendo per 20 minuti insieme a te di come far migliorare l’esecuzione di un colpo di un campione del livello di Verdasco, dal punto di vista professionale è una bella soddisfazione, prima ancora che una conversazione interessantissima. Alla fine, dopo avermi ringraziato (lui a me!) della consulenza tecnica, Emilio mi ha chiesto di fargli avere i file con le foto e i filmati HD, e pensa anche di utilizzarli nell’accademia e nei simposi internazionali a cui viene regolarmente invitato.

La logica conclusione è stata una bella chiacchierata su tutti questi temi, focalizzata ovviamente su Fernando, il suo tennis, e su come si lavora per far ritrovare a un giocatore che è già stato nei piani altissimi della classifica la fiducia e i mezzi per ritornare a battere i top-player. I primi mesi della stagione di Verdasco sono stati molto promettenti (match point con Djokovic a Doha, finale persa da Murray a Dubai), il ragazzo è motivatissimo, come colpitore nei fondamentali da fondocampo non ha nulla da invidiare a nessuno, e se riuscirà a mettere a posto le percentuali e la precisione alla battuta, potrebbe davvero ritornare a puntare le posizioni di classifica che già aveva conquistato in passato, quando se la giocava alla pari fino al quinto set con il miglior Rafa Nadal e tutti gli altri. Ascoltatelo, perché Emilio è uno tra quelli che di tennis ne sa di più al mondo.

Di seguito le parole di coach Emilio al nostro Luca Baldissera.

 

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