ATP Miami: Zverev e Kyrgios giganti tra i giganti, bene Stan

Sascha annulla tre match point a Isner, vincendo in tre tie-break. L'australiano supera Karlovic. Berdych e Wawrinka senza problemi, Goffin a fatica

ATP Miami: Zverev e Kyrgios giganti tra i giganti, bene Stan

ATP Miami: troppo Federer, dominato del Potro

[16] A. Zverev b. [18] J. Isner 6-7(5) 7-6(7) 7-6(5) (Gabriele Ferrara)

 

Vittoria importante per Alexander Zverev, che dopo due ore e 37 minuti di battaglia batte John Isner al tiebreak decisivo salvando tre match point, fornendo una bella prova di maturità, fondamentale nel suo percorso di crescita. Domani affronterà Wawrinka o Jaziri. Gli unici due break dell’incontro arrivano a metà del primo set: nel sesto game è Isner a centrare l’opportunità grazie a una buona risposta di rovescio e a un bel dritto in avanzamento, ma nel game successivo “Big John” ricambia il favore, sbagliando in lunghezza due dritti da metà campo, dopo che sul 15 pari Sascha aveva trovato uno splendido recupero in allungo. Ogni volta che lo scambio supera i 4-5 tiri è quasi sempre Zverev ad avere la meglio, con il ventenne di Amburgo che trova anche qualche variazione interessante dal lato sinistro, sia con il back che con il drop shot. Alla fine si arriva al tiebreak e Alex va sotto 4-1. Zverev prova a ricucire lo strappo con uno splendido lob, ma due serve&volley di Isner chiudono il primo parziale al dodicesimo punto del tredicesimo game. Nel secondo si prosegue senza squilli fino al 6 pari. Qui è la fiera degli errori: passante sbagliato di Zverev, dritto in rete di Isner e altro gratuito del tedesco. Lo statunitense si procura un match point grazie al servizio, ma Alex si salva con una prima vincente, guadagnandosi un set point con un gran seconda esterna; John si salva, ma sul 7 pari subisce una gran risposta di dritto del teutonico giocata quasi dai teloni. Un errore in larghezza con il dritto da parte di Isner rimanda il verdetto del match alla frazione di gioco decisiva.

All’inizio del terzo il leit motif della sfida non cambia: Isner non concede nulla – peraltro trovando il perfect game nel settimo gioco – mentre Zverev conferma i notevoli miglioramenti negli spostamenti e, almeno in parte, nel gioco di volo. Nel decimo game, sotto 4-5, Zverev sbaglia in maniera banale una smorzata; un errore forzato di rovescio vale lo 0-30, ma nel punto seguente Isner valuta male il passante del rivale, che rimane in campo: 15-30. Ciò nonostante, John ha la forza mentale per resettare tutto e procurarsi due match point con una splendida palla corta; sul primo lo statunitense sbaglia un passante di dritto tutt’altro che impossibile, sul secondo Alex piazza una prima esterna vincente e, così, alla fine Zverev riesce a salvarsi. Nemmeno a dirlo, è il tiebreak a dirimere la contesa. John fallisce una volée e uno schiaffo al volo che avrebbero chiuso i giochi già prima del cambio di campo, ma riesce comunque a consolidare il vantaggio acquisito giocando con maggiore aggressività rispetto a Sascha: 4-2. Zverev accorcia e torna sotto sul 4-3 e nell’ottavo punto Isner appoggia una volée alta di dritto su cui il tedesco si avventa e passa con il rovescio per ritornare in parità; poco dopo Alex si porta a match point con un bel riflesso a rete, incamerando poi il match dopo un errore in lunghezza con il rovescio commesso da Isner, che non si scorderà facilmente di tutte le occasioni mancate quest’oggi.

[10] T. Berdych b. [24] G. Muller 6-3 6-4 (Maurizio Mascioli)

Dopo essere riuscito a vincere il suo primo torneo ATP a quasi trentaquattro anni (il 250 d’inizio anno a Sydney), Gilles Muller (n.27 del ranking), giustiziere qui a Miami del nostro Andreas Seppi, dopo una lunga carriera nel circuito che al suo inizio prometteva ben altro, attende di vedere, come tutti d’altronde, quale giocatore si troverà di fronte. Eh si perché sul Grandstand, dall’altra parte della rete, c’è il ceco Tomas Berdych (n.10 del tabellone), purosangue della racchetta, ma rinomato anche, e soprattutto, per riuscire a giocare in una stessa partita da n.1 come da n. 100 del mondo. Pronti via e Berdych appare subito molto concentrato e solido da fondo campo. La pesantezza dei suoi colpi gli permette di brekkare immediatamente il suo avversario e prendere il largo con facilità salendo 4-1. Muller dall’altra parte fa fatica a trovare il suo gioco, non riuscendo quasi mai a scendere a rete causa l’assenza della prima di servizio, il suo colpo migliore. Il ceco però continua a non concedere nulla nei suoi turni di battuta (solo cinque punti in tutto il set) e in 42 minuti si porta a casa il primo parziale per sei giochi a tre. Ad inizio secondo set subito nuovo passaggio a vuoto del lussemburghese che con due doppi falli e un rovescio non forzato in corridoio, concede nuovamente il break in apertura. Berdych, dopo aver salvato una palla del controbreak nel suo turno di battuta, sembra avere la strada spianata verso un comodo epilogo. Muller cerca di rimanere aggrappato al match ma non riesce mai a mettere sotto pressione il ceco che, nonostante qualche errore di troppo, appare assolutamente in controllo. E infatti, sul cinque a quattro, dopo aver sconfitto i fantasmi che lo hanno tormentato a Indian Wells contro Nishioka, va a servire per il match e chiude l’incontro con un facile 6-3 6-4, strappando il pass per gli ottavi del torneo dove incontrerà da favorito Adrian Mannarino.

[12] N. Kyrgios b. [17] I. Karlovic 6-4 6-7(4) 7-6(2) (Giovanni Vianello)

In campo sul Grandstand per sfidare il vincente di Goffin-Schwartzman due dei migliori servizi del circuito, ovvero sia Ivo Karlovic e Nick Kyrgios. Due i precedenti, entrambi vinti dall’australiano, uno peraltro “a casa” di Kyrgios, agli Australian Open 2015 (curiosamente, anche l’altro precedente risale al 2015, al torneo di Kuala Lumpur). Nel primo set, fino al 4-4, entrambi i giocatori lasciano le briciole all’avversario in risposta. Nel nono gioco l’Aussie si procura due palle break ai vantaggi; sulla prima è bravo Ivo ad annullare la chance a Kyrgios con un’ottima volée smorzata di rovescio, sulla seconda il croato concede il break non controllando un’altra volée. Nel decimo game il nativo di Canberra tiene il servizio e si aggiudica così il primo set per 6-4. Il secondo set vede molte più palle break, tutte sul servizio di Karlovic (alla settima ed ultima palla break Kyrgios, dopo non averla sfruttata, scaglia la racchetta a terra), ma paradossalmente, al contrario del primo set, si va al tie-break. Kyrgios palesa altri segni di nervosismo nel tredicesimo gioco, prima commettendo un doppio fallo, poi, sul 6-4 per il croato, andando fuori giri col dritto. Il gioco decisivo, proprio su questo errore di Kyrgios, va a Karlovic, così il match si protrae al terzo. Anche nel terzo set le occasioni per i giocatori in risposta sono poche, si contano appena una palla break a favore di Karlovic sull’uno pari e tre 30-30, questi forse più importanti, su servizio Karlovic, più importanti in quanto arrivati negli ultimi tre turni di servizio del set. Si arriva così nuovamente al tie-break. Il tredicesimo gioco vede trionfare Kyrgios per 7-2, con Karlovic che nel secondo punto commette un doppio fallo e nel sesto punto si fa infilare da una risposta di dritto di Kyrgios. Kyrgios ha dato prova di insolita maturità, nonostante qualche eccesso a livello comportamentale, è riuscito a portare a casa il match nonostante la grande resistenza che gli ha opposto Karlovic, che, come spesso accade, è stato letale ai limiti del frustrante per l’avversario al servizio.

[1] S. Wawrinka b. M. Jaziri 6-3 6-4 (Giacomo Capra)

Stan Wawrinka, per la prima volta testa di serie numero 1 in un Masters 1000, non delude le aspettative e si impone con autorità su Malek Jaziri, 33enne numero 53 del mondo. Sfida inedita tra i due giocatori. Primo set in cui l’estroso tunisino è stato capace di mettere in campo a tratti un alto livello di tennis, deliziando il pubblico con alcune grandi giocate. Il campione svizzero però dimostra da subito di essere in giornata positiva e fa presto emergere la sua maggiore caratura brekkando sul 3-2. Non prima di aver dovuto annullare una palla del controbreak nel settimo game, l’elvetico va a servire per il match sul 5-3; si complica la vita con un doppio fallo sul 30 pari ma riesce a rimediare. Ai vantaggi, sulla parità, Stan vince un punto estremamente spettacolare, condito anche da un colpo dietro la schiena di Jaziri, e alla prima occasione chiude il parziale per 6-3. Wawrinka entra in campo molto concentrato anche nel set successivo, determinato a chiudere la pratica il più in fretta possibile. Alla seconda occasione strappa a zero la battuta all’avversario e si porta avanti. Sul 3-2 l’elvetico rimane invischiato in un lungo game conclusosi ai vantaggi. Riesce a togliersi dagli impicci grazie alla prima di servizio e a ben due challenge indovinati per una questione di millimetri. Nell’ottavo game Jaziri si guadagna ben quattro occasioni di break, che sfumano però a causa di tre risposte deficitarie e una prima vincente avversaria. Nel servire per il match il giocatore di Losanna va ancora una volta sotto 0-30 ma riesce a rimontare e a chiudere alla prima occasione utile. Stan Wawrinka dimostra di vestire bene i panni di numero 1 del tabellone, riuscendo a non farsi imbrigliare dal gioco di un avversario nettamente inferiore ma molto talentuoso e venendo fuori con lucidità dalle fasi più insidiose della partita. Lo aspetta negli ottavi di finale un’interessante sfida contro Alexander Zverev.

Gli altri incontri (Michele Trabace)

Sul Grandstand confronto tra l’americano Sam Querrey, numero 22 del seeding, opposto a Roberto Bautista Agut, testa di serie numero 14. Nei precedenti è lo spagnolo a condurre 2 a 0. Partenza lanciata per Querrey che strappa il servizio due volte nei primi tre game, Bautista aggancia il suo avversario sul 3 pari ma è ancora il tennista statunitense ad allungare e a fissare il primo set sul 6-3. Nella seconda partita il numero 2 di Spagna ottiene un doppio break e chiude 6-2 rimandando il verdetto al terzo set: il recente vincitore del 500 di Acapulco sembra non avere le forze per lottare, Bautista con pazienza strappa il servizio a Querrey ben tre volte nel parziale decisivo e, pur perdendo uno dei due break di vantaggio, riesce a chiudere 6-3 la contesa dopo quasi 2 ore. Al prossimo turno incontrerà Federer. Il mancino Adrian Mannarino, “giustiziere” del nostro Lorenzi al secondo turno, supera al terzo set il croato Borna Coric. Primo parziale per il francese 6-4, il secondo Coric lo porta a casa per 6-2; nel set finale Mannarino non sfrutta un match point nel nono game e rischia di complicarsi la vita ma chiude al tie break per 7 punti a 3 dopo 2 ore e 38 minuti. Ad attenderlo negli ottavi ci sarà Berdych. L’ultimo a qualificarsi è David Goffin, numero 8 del seeding, il quale vince una partita scomoda in un clima da Coppa Davis per il sostegno dei tifosi argentini verso il loro connazionale Diego Schwartzman. Il primo set il belga commette una marea di errori perdendolo per 6-4, mentre riesce a portare a casa il successivo parziale per 6-3. Il set decisivo è un’autentica lotta con Goffin che riesce a spuntarla per 7-5 dopo 2 ore e 32 minuti, potendo proseguire la sua corsa dove l’anno scorso arrivò fino in semifinale. Domani ci sarà il duello contro Kyrgios.

Risultati:

[10] T. Berdych b. [24] G. Muller 6-3 6-4
A. Mannarino b. B. Coric 6-4 2-6 7-6(3)
[14] R. Bautista Agut b. [22] S. Querrey 3-6 6-2 6-3
[4] R. Federer b. [29] J.M. del Potro 6-3 6-4
[12] N. Kyrgios b. [17] I. Karlovic 6-4 6-7(4) 7-6(2)
[16] A. Zverev b. [18] J. Isner 6-7(5) 7-6(7) 7-6(5)
[8] D. Goffin b. D. Schwartzman 4-6 6-3 7-5
[1] S. Wawrinka b. M. Jaziri 6-3 6-4

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